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SCIENZA

Potrebbe essere successo qualcosa che ha influenzato la stagione degli uragani

La stagione 2025 degli uragani nell’Atlantico sembra attraversare un momento di strana calma, senza fenomeni tropicali di rilievo: cosa ipotizzano gli esperti?

Stagione 2025 degli uragani nell’Atlantico 123RF

La stagione 2025 degli uragani nell’Atlantico sta mostrando un comportamento sorprendente. Mentre ci troviamo nel cuore del periodo statisticamente più attivo, il bacino è straordinariamente tranquillo. Questa calma, proprio nel momento in cui dovremmo assistere a un aumento dell’attività tropicale nell’Atlantico, ha incuriosito meteorologi e studiosi di fenomeni atmosferici. Il picco di stagione degli uragani, che ricorre intorno al 10 settembre, di solito porta diverse tempeste tropicali in questo mese, ma il silenzio sta dominando le mappe del National Hurricane Center. Che cosa sta accadendo?

Una pausa nel momento di massimo rischio

Gli esperti sottolineano che un periodo di quiete non è di per sé anomalo nella stagione degli uragani, ma è insolito che si verifichi proprio quando l’oceano dovrebbe essere più agitato. L’ultima tempesta tropicale significativa, Fernand, si è dissipata a fine agosto, lasciando quasi due settimane senza alcuna formazione importante. La mappa ufficiale delle previsioni sugli uragani del NOAA è rimasta più volte vuota, con l’indicazione “nessun disturbo”, il che significa che non sono attese tempeste a breve.

Questo non implica che la stagione sia già conclusa: secondo le stime pubblicate a maggio, ci si attende da 13 a 19 sistemi tropicali complessivi, compresi tra sei e dieci uragani. Finora sono state registrate sei tempeste, ma solo Erin si è trasformata in un uragano, raggiungendo addirittura la categoria 5, pur restando per lo più in mare aperto.

L’influenza globale dell’Oscillazione di Madden-Julian

Uno dei principali fattori che stanno contribuendo a questa calma nella stagione uragani è la cosiddetta oscillazione Madden-Julian (MJO). Tale fenomeno atmosferico ciclico muove masse di aria ad alta e bassa pressione lungo la fascia tropicale del pianeta. Attualmente sull’Atlantico domina l’alta pressione, che favorisce aria più secca e ostacola la convezione, quel movimento ascendente di calore e umidità che rappresenta il “motore” di una tempesta tropicale.

Quando, nelle prossime settimane, la MJO porterà nuovamente aria a bassa pressione sull’oceano, i meteorologi si aspettano un aumento dell’attività convettiva e, di conseguenza, un probabile ritorno di nuove tempeste. In altre parole, la calma che stiamo osservando potrebbe essere soltanto una tregua temporanea.

Le condizioni dell’oceano sono favorevoli

Nonostante la pausa, tutti i principali fattori per lo sviluppo di uragani atlantici nel 2025 restano presenti. Le acque superficiali dell’Atlantico sono eccezionalmente calde, fornendo l’energia necessaria per alimentare anche un potente uragano di categoria 5 se le condizioni atmosferiche si riallineano.

Un altro fattore in gioco è il wind shear, cioè la variazione di direzione e velocità dei venti a diverse quote. Quest’anno è stato leggermente più intenso della media, frenando alcune perturbazioni, ma non abbastanza da annullare il rischio di cicloni. Gli scienziati sottolineano che le “tempeste seme”, ovvero le onde tropicali che possono trasformarsi in cicloni, continuano a formarsi regolarmente. Questo significa che il potenziale rimane alto.

Guardando avanti: il rischio uragani resta

La lezione del passato invita alla prudenza. Solo lo scorso anno, dopo un periodo simile di quiete, l’attività tropicale nell’Atlantico è esplosa tra fine settembre e ottobre, portando a uragani devastanti come Helene e Milton. Per questo motivo gli esperti continuano a raccomandare attenzione: la stagione 2025 degli uragani nell’Atlantico dura fino al 30 novembre e siamo appena a metà strada.

In sintesi, il fatto che settembre sia stato finora tranquillo non deve far abbassare la guardia. L’oceano rimane “carico” di energia, e le previsioni sugli uragani suggeriscono che potremmo assistere a nuove tempeste nelle prossime settimane. L’attuale tregua, dunque, potrebbe essere solo il preludio di un finale di stagione molto più movimentato.