Scoperta una nuova barriera corallina in Sri Lanka ricca di biodiversità
Una nuova barriera corallina scoperta in Sri Lanka, posta in un'area molto trafficata: una grande sorpresa e splendida notizia

Un team di ricercatori ha identificato una nuova dorsale corallina in Sri Lanka. Il tutto a pochi chilometri dalla sua capitale, Colombo. Quanto avvistato, collega due ecosistemi già noti agli esperti: Yakampita e Gingiripita.
Questa scoperta è il frutto del lavoro del Blue Resources Trust. La missione, finanziata dal Lanka Environment Fund, ridisegna di fatto la mappa della biodiversità marina dell’area urbana. Si rivela così una gran ricchezza ecologica, in precedenza insospettabile, di fatto ai margini di una delle città più trafficate dell’Asia meridionale.
Nuova mappa dell’ecosistema costiero
La nuova dorsale è stata individuata nell’ambito dell’Urban Reef Biodiversity Mapping Project. Si tratta di un programma dedicato proprio alla mappatura dei fondali corallini delle aree urbane. Ben cinque i siti lungo la costa della capitale coinvolti.
Tutto ciò ha dato vita alla prima rappresentazione completa dell’ecosistema corallino di Colombo. Un lavoro che mancava del tutto nei programmi di tutela. I ricercatori hanno sfruttato una combinazione di tecnologie per poter confermare la connessione tra i due reef:
- drop camera, capace di catturare immagini ad alta profondità;
- ecosounder, sfruttato nella scansione acustica dei fondali.
Yakampita e Gingiripita sono dunque connessi da una dorsale continua. Sorprende, inoltre, che il reef di Gingiripita si estenda per circa 130 ettari. Molto più di quanto riportato nelle precedenti documentazioni. Una dimensione che, di fatto, modifica la percezione dell’intero ecosistema e del suo ruolo potenziale nella conservazione della biodiversità marina.
Un rifugio profondo per coralli e pesci
Stando allo studio, le porzioni più profonde della dorsale agiscono come dei rifugi naturali. Proteggono coralli e fauna marina dalle temperature più elevate (che colpiscono i reef più superficiali).
L’oceano Indiano sta registrando un aumento costante delle temperature e, in questo scenario, tali aree profonde diventano dei serbatoi di biodiversità cruciali. Sono essenziali per la rigenerazione degli ecosistemi gravemente danneggiati.
Nella zona di Palagala, invece, la situazione cambia drasticamente. Siamo più vicini alla costa e i ricercatori hanno individuato soltanto il 2,3% di copertura corallina dura. L’inquinamento da scarichi fognari e l’elevata torbidità dell’acqua hanno compromesso la salute del reef in maniera considerevole.
Yakampita, invece, ha superato ogni aspettativa. In alcune aree la copertura dei coralli duri supera infatti il 50%. Registrata inoltre una presenza dominante di specie come Acropora aculeus e Turbinaria mesenterina. Una tale vitalità ha poi convinto il team a considerare le due aree come un unico grande ecosistema.
Nonostante l’enorme valore ecologico, così come il potenziale ruolo chiave nella protezione dell’area urbana, Yakampita e Gingiripita non rientrano ancora nelle aree marine protette dello Sri Lanka. Ciò le espone a minacce continue:
- ancoraggio delle navi commerciali dirette al porto di Colombo;
- pesca illegale a strascico, che danneggia gravemente i fondali;
- rifiuti e inquinamento derivanti dall’attività costiera.
Considerando come l’uso di dinamite (un tempo comune) sia oggi cosa rara, gli esperti ritengono che il pericolo più immediato da contrastare siano reti e ancore. Per gli ecologi Ravihari Wickramasinghe e Oshantha Rajapaksha, il nuovo studio rappresenta un punto di svolta:
“Dimostra che la natura può sopravvivere anche in spazi urbani densamente popolati. Serve un nuovo modello di conservazione che includa non solo aree remote, ma anche ecosistemi integrati nella vita delle città”.



















