Gli squali stanno perdendo i loro denti a causa dell'acidificazione degli Oceani
Il destino dei denti degli squali: l'inquinamento dei mari provocherà una trasformazione radicale in questi animali
Una delle immagini più iconiche del cinema potrebbe diventare la fotografia di una specie estinta. Uno squalo bianco gigante risale dagli abissi pronto ad aprire le sue fauci. Avanza verso la superficie, dove una giovane ragazza nuota, inconsapevole della minaccia che incombe. Questo è il racconto di terrore che la locandina dello storico film “Lo squalo” del 1975 ha saputo narrare per decenni. Fantasia sì, ma anche scenario possibile nella realtà, almeno fino a ora.
Nel prossimo futuro, infatti, gli squali potrebbero perdere la loro arma più potente e temuta: i denti. Nell’immaginario collettivo questi sono simbolo di forza, ferocia e dominio sugli oceani. Ma tutto ciò potrebbe cambiare.
Denti degli squali a rischio: il motivo
Le emissioni di CO2, dovute alle attività umane, stanno danneggiando non solo l’atmosfera ma anche i mari. L’oceano assorbe una parte dell’anidride carbonica dispersa nell’ambiente. La conseguenza è un rilevante abbassamento del pH dell’acqua.
Attualmente la media è pari a 8,1 ma si prevede una riduzione entro il 2300, fino a 7,3. L’acidità dell’acqua è quindi in aumento. Un semplice dato per noi, ma una minaccia reale per la vita subacquea.
Un team di studiosi tedeschi ha condotto un importante esperimento per comprendere gli effetti dell’abbassamento del pH sui denti dello squalo. Per la ricerca hanno selezionato una particolare specie, lo squalo pinna nera. Questo animale è solito muoversi con la bocca semiaperta, lasciando i denti esposti costantemente al contatto con l’acqua.
L’esperimento
600 denti posti in due vasche separate: una con pH 8,1 per simulare le condizioni attuali, una con pH 7,3 per riprodurre lo scenario previsto entro il 2300 e studiarne gli effetti.
I ricercatori hanno raccolto dati sconcertanti. I denti esposti all’acqua a pH più basso sono risultati porosi al termine dei test, con una superficie visibilmente irregolare, caratterizzata dalla presenza di spaccature e cavità. Vale a dire: più fragili e meno letali.
Se da un lato questa notizia potrebbe rincuorare i paurosi, dall’altro ci mette al corrente di una imminente catastrofe per questa straordinaria specie animale.
Gli squali del futuro (forse)
Lo squalo ha controllato gli oceani per milioni di anni, ora rischia di perdere il suo dominio. I denti del pescecane sono in grado di rigenerarsi costantemente ma non resistono a un’acqua più acida, come dimostrato dello studio. Secondo gli esperti, anche un minimo abbassamento del pH determinerebbe un rallentamento del processo di sostituzione dei denti, con conseguente maggiore vulnerabilità dell’animale.
La minaccia che incombe sul “signore degli abissi” è evidente. Denti più fragili e in numero ridotto significa minore capacità di cacciare e chance di sopravvivenza sempre più basse. Un’intera catena alimentare stravolta.
È dunque necessario agire per contenere il fenomeno. Conservare l’attuale livello di pH delle acque marine è una priorità, non solo per lo squalo ma per l’ecosistema subacqueo nella sua interezza. Per riuscirci bisogna fare scelte più responsabili, ogni giorno, tutti i giorni. Solo così, unendo le forze verso un obiettivo comune, riusciremo a ridurre le emissioni di CO2, contenere i danni e nella più rosea delle aspettative invertire la rotta.

















