Squali giganti nel Golfo di Napoli, cosa sappiamo degli innocui "capopiatto"
Squali capopiatto a Napoli, il Golfo ne ospita un bel po': ecco dove si trovano e che rischi ci sono per cittadini e turisti
A Napoli ci sono gli squali. No, non è un errore ed è corretto anche l’uso del plurale. Non è quel tipo di notizia che segnala una povera creatura alla deriva, confusa e in fin di vita. I ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn hanno proprio avvistato una popolazione di squali nelle acque del Golfo campano.
Il Golfo degli squali a Napoli
Neanche a dirlo, parliamo di una scoperta a dir poco sorprendente. I ricercatori però non hanno dubbi: sono stati avvistati degli squali capopiatto di grandi dimensioni nelle acque di Napoli. In un recente articolo pubblicato su Ecology sono stati forniti svariati dettagli.
Un esempio: cosa intendiamo quando parliamo di grandi squali? Ecco, alcuni esemplari raggiungono i 5 metri di lunghezza. Se aveste una piccola imbarcazione e foste desiderosi di raggiungere Ischia o Capri autonomamente, potreste dunque ritrovarvi “faccia a faccia” con uno dei nuovi abitanti adottivi del capoluogo campano? La risposta è no, spiacente di deludere le aspettative.
Ecco le parole di Simona Noè, ovvero la principale autrice dello studio: “Alcuni individui erano già stati osservati in precedenza, nel corso di immersioni con ROV (veicoli operati da remoto). È probabile che beneficino di una certa protezione grazie ai banchi di coralli di acque profonde presenti sul reef. Ciò scoraggia infatti le attività di pesca. Di certo la presenza di un’aggregazione tanto numerose in prossimità di una grande area metropolitana è incoraggiante per l’ecosistema del Golfo di Napoli”.
Non sono pericolosi per l’uomo
Ciò vuol dire che le acque di Napoli non sono sicure? Iniziamo col dire che le profondità non sono tali per consentire a degli squali di aggirarsi intorno all’area antistante la riva. Ritrovarsi poi in presenza di uno di questi esemplari è quasi impossibile. E se la sorte volesse? Nel caso in cui le congiunture astrali fossero esattamente coordinate per questa “botta di fortuna”, sappiate che sono innocui per l’uomo.
Gli squali capopiatto si nutrono di piccoli pesci e vivono a grandi profondità. Non rientriamo affatto nel loro menù. Nessun pericolo, dunque, ma anzi un importante servizio offerto alla comunità. “Gli H. griseus potrebbero svolgere un ruolo importante negli ecosistemi di acque profonde, trasportando nutrienti dagli strati superficiali alle profondità. Al momento, però, ne sappiamo ancora molto poco”, ha spiegato il responsabile del progetto, Trevor Willis.
Dove sono
Gli avvistamenti sono avvenuti tra le acque di Capri e Ischia. I ricercatori hanno evidenziato una “distribuzione verticale” molto ampia. Di fatto la specie ha evidenziato una presenza sia in acque superficiali che in profondità.
Come detto, però, le chance di ritrovarsi per caso a contatto con un esemplare sono scarsissime. Arrivano fino a 2.500 metri, anche se il range più frequente è compreso tra 180 e 1.100 metri. Studi hanno dimostrato la loro capacità di compiere delle vere e proprie migrazioni verticali diurne, risalendo a quote minori nel corso della notte.





















