Addio SPID, dal 2027 si passa alla Cie: cosa cambia per i cittadini
L'identità digitale sarà sostituita gradualmente dalla carta elettronica: le nuove regole di IT-Wallet fissano il passaggio ad agosto 2027

Negli ultimi anni l’uso dello SPID è entrato a far parte della quotidianità degli italiani. Soggetti di tutte le età hanno compreso l’utilità di questo sistema, anche se i più anziani continuano a fare affidamento ad altri per riuscire a usarlo al meglio.
Neanche il tempo di abituarsi, però, che le cose potrebbero cambiare radicalmente. L’identità digitale per accedere ai servizi pubblici online è infatti destinata progressivamente allo spegnimento. Al suo posto crescerà il ruolo della CIE, ovvero la carta d’identità elettronica. Sarà questo lo strumento principale per autenticarsi.
Le nuove regole legate a IT-Wallet accelerano questo percorso e fissano una data, seppur ancora indicativa, per il passaggio definitivo: agosto 2027. Non uno spegnimento immediato ma una transizione graduale, che cambierà le abitudini di chi ogni giorno ormai usa SPID per Fisco, sanità o scuola. Vediamo cosa sappiamo sui tempi e le ragioni di questa scelta.
Addio SPID: quando verrà spento
Come detto, la data per ora è indicativa ma, si dovessero rispettare i tempi, si passerà alla CIE, sostituendo lo SPID, ad agosto 2027. Ci sarà però una fase di transizione, durante la quale l’identità digitale continuerà a funzionare.
Se abbiamo avuto bisogno di qualche anno per abituarci alla prima rivoluzione in fase Covid, ricambiare tutto dovrà richiedere un po’ di pazienza da parte della Pubblica amministrazione. È bene spiegare, però, che lo SPID avrà sempre meno funzionalità attive nel corso di questa fase di transizione. Alla fine, poi, solo la CIE garantirà l’accesso completo alle funzioni più avanzate offerte dall’app IO e da IT-Wallet.
Perché si passa alla CIE
Sono diversi i fattori che spingono verso la carta d’identità elettronica. Da un lato ci sono le richieste europee, che orientano l’Italia verso un modello di identità digitale integrato nel portafoglio elettronico. Dall’altro c’è una scelta politica.
Il Governo ha messo tra le sue priorità il superamento dello SPID fin dal 2022. La CIE, inoltre, offre funzioni tecniche più evolute, come il trasferimento dei documenti tramite tecnologia Nfc, che la rendono il perno del nuovo sistema.
Spid a pagamento e cosa cambia per i cittadini
Un segnale del cambiamento che sarà è già arrivato. Un colpo per le tasche degli italiani, con diversi gestori che hanno iniziato a far pagare il servizio SPID. Ora è un’opzione a pagamento e il caso più comune è quello di Poste Italiane, che ha portato a milioni di mail in questi mesi.
Una novità che rende ancora più concreto il progressivo spostamento verso la CIE, destinata a restare gratuita nell’uso legato al documento. Tutto ciò riguarda tantissimi cittadini, come dimostra il fatto che solo a marzo 2026 lo SPID abbia totalizzato circa 105 milioni di autenticazioni.
È un evidente segno di quanto ormai sia parte del nostro quotidiano. Per non farsi trovare impreparati, conviene iniziare per tempo a dotarsi della CIE e delle relative credenziali di accesso (PIN e PUK rilasciati dal Comune), così da poter usare fin da subito i servizi pubblici anche quando lo SPID inizierà a perdere funzioni.

















