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La Spagna vuole obbligare i nuovi data center a produrre tanta nuova energia rinnovabile quanta ne consumano

La Spagna impone vincoli severi su rinnovabili, acqua e cyber-sicurezza ai nuovi data center: per ogni megawatt consumato andrà installata pari potenza pulita nei diciotto mesi precedenti.

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Costruzione data center vicina a pannelli fotovoltaici 123RF
  • La Spagna introduce vincoli stringenti per i nuovi data center, legando l’autorizzazione a energia pulita, risparmio idrico e sicurezza informatica.
  • Ogni megawatt consumato dovrà essere compensato da pari potenza rinnovabile installata entro diciotto mesi, con almeno l’80% di copertura oraria.
  • Le imprese dovranno custodire dati e metadati nell’Unione europea, adeguarsi in sei mesi e rischiare la revoca della connessione in caso di violazioni.

La Spagna impone vincoli severi su rinnovabili, acqua e cyber-sicurezza ai nuovi data center: per ogni megawatt consumato andrà installata pari potenza pulita nei diciotto mesi precedenti.

Nuovi requisiti di sostenibilità e sicurezza per la rete

La crescita esponenziale dei servizi basati sull’intelligenza artificiale e sul calcolo in cloud richiede una quantità enorme di risorse elettriche, idriche e infrastrutturali.

In questo scenario globale, la Spagna si è gradualmente trasformata in uno dei poli europei più dinamici e attrattivi, raccogliendo investimenti di portata miliardaria da parte delle principali multinazionali del settore.

A rendere particolarmente vantaggioso il territorio della penisola iberica contribuiscono in modo determinante la notevole disponibilità di terreno edificabile e l’elevato potenziale di generazione solare ed eolica.

Tuttavia, il volume straordinario di richieste presentate negli ultimi anni ha spinto il governo di Madrid a rivedere i parametri di autorizzazione, definendo un pacchetto di norme che punta a condizionare lo sviluppo futuro dell’intera infrastruttura tecnologica continentale.

Il decreto

Il Ministero per la Transizione Ecologica sta per sottoporre a consultazione pubblica uno schema di decreto volto a disciplinare in modo rigido le strutture informatiche con capacità superiore a un megawatt non ancora collegate alla rete di distribuzione.

Le energie rinnovabili costituiscono il pilastro centrale dell’intervento normativo: la regola fondamentale prevede che per ogni megawatt di potenza assorbito dai nuovi data center in Spagna, gli operatori debbano garantire l’installazione di una quantità equivalente di potenza pulita sul territorio.

Tale capacità aggiuntiva dovrà essere messa in esercizio nei diciotto mesi precedenti l’avvio operativo della struttura. L’adempimento potrà essere dimostrato attraverso contratti di acquisto a lungo termine oppure con la costruzione diretta di impianti fotovoltaici o eolici situati nelle immediate vicinanze dell’infrastruttura.

Consumi idrici e sicurezza dei dati

Oltre all’obbligo di coprire con fonti pulite almeno l’80% dei consumi in ogni singola ora di funzionamento, il provvedimento introduce paletti estremamente stringenti sui consumi idrici legati ai sistemi di raffreddamento dei circuiti.

I requisiti tecnici dovranno allinearsi ai livelli di efficienza più elevati previsti dal futuro marchio europeo di sostenibilità.

Un altro tassello cruciale riguarda la sicurezza informatica e la protezione della sovranità dei dati: le società di gestione dovranno possedere obbligatoriamente una sede legale all’interno dell’Unione Europea e conservare nei Paesi membri sia i dati sia i metadati elaborati.

Vengono inoltre previsti meccanismi rigidi per controllare gli accessi provenienti da Paesi terzi e tutele ancora più severe per gli impianti che gestiscono informazioni della pubblica amministrazione o legate alla sicurezza nazionale.

Tempistiche e sanzioni per gli operatori del settore

Il testo stabilisce norme precise anche per i progetti di costruzione di data center attualmente in fase di valutazione. Gli operatori che hanno già avviato l’iter burocratico avranno a disposizione sei mesi di tempo dall’entrata in vigore del decreto per adeguare le proprie strutture alle nuove prescrizioni normative.

Qualora decidano di non uniformarsi alle regole entro questo periodo di transizione, le aziende avranno la possibilità di ritirare la richiesta di autorizzazione e rinunciare al progetto senza subire penali pecuniarie o sanzioni administrative.

Diversa è invece la situazione per chi sceglierà di proseguire l’attività senza rispettare i vincoli minimi stabiliti per l’uso dell’acqua, per la quota di alimentazione pulita o per la gestione dei dati sensibili.

Il mancato rispetto dei requisiti comporterà severe sanzioni che proporzionalmente potranno arrivare fino alla revoca definitiva del diritto di connessione alla rete elettrica nazionale, bloccando di fatto le attività commerciali dell’impianto.

Con questa scelta strategica, Madrid dimostra di voler sfruttare la forte domanda di spazio e potenza per selezionare unicamente gli interventi di qualità elevata, capaci di coniugare la crescita dell’innovazione digitale con la tutela delle risorse ambientali.