Libero
SCIENZA

SpaceX lancia due Falcon 9 a soli 38 minuti di distanza: nuovo record

SpaceX stabilisce il nuovo primato per l'intervallo più breve tra due voli orbitali, facendo decollare due Falcon 9 da coste opposte a soli 38 minuti di distanza.

4 min di lettura

Lancio Falcon 9 SpaceX iStock
  • SpaceX ha stabilito un nuovo primato operativo lanciando due Falcon 9 da Florida e California a soli 38 minuti di distanza, con otto satelliti Globalstar e una missione USSF-366.
  • La doppia partenza ha confermato l’efficienza della macchina industriale di Elon Musk, che dall’inizio dell’anno ha già totalizzato 96 missioni e continua a espandere la rete Starlink.
  • Decisivo il riutilizzo dei primi stadi, entrambi rientrati con atterraggi di precisione, a dimostrazione di procedure automatizzate mature e di una capacità di lancio sempre più sostenuta.

Il settore aerospaziale ha assistito all’ennesimo traguardo operativo della compagnia guidata da Elon Musk. Nel corso di una singola serata, SpaceX ha coordinato la partenza di due vettori commerciali dalle coste opposte degli Stati Uniti, riducendo l’intervallo temporale tra due missioni orbitali a soli 38 minuti e superando il precedente primato aziendale.

Una sequenza temporale da record tra Florida e California

Il primo decollo ha avuto luogo presso la Cape Canaveral Space Force Station, in Florida. Un vettore Falcon 9 si è alzato in volo per trasportare in orbita terrestre bassa otto satelliti destinati alla società di telecomunicazioni Globalstar.

L’operazione si è conclusa con il corretto posizionamento di tutti i dispositivi, sganciati gradualmente nell’arco di sei minuti a partire da circa 56 minuti dal momento dell’accensione dei motori.

Mentre la prima missione completava le fasi iniziali di ascesa, una seconda rampa si attivava presso la Vandenberg Space Force Base, situata lungo la costa centrale della California.

A soli 38 minuti dal primo evento, un altro razzo della medesima classe ha preso il via per dare inizio alla missione classificata denominata USSF-366, condotta per conto della U.S. Space Force.

Dettagli tecnici e natura delle missioni orbitali

I dettagli inerenti al carico utile della missione militare restano riservati, come di consueto per le operazioni legate alla sicurezza nazionale.

Gli analisti del settore e le schede tecniche di osservatori indipendenti ipotizzano che il carico sia composto da un gruppo di satelliti per la ricognizione basati sulla piattaforma Starshield, un adattamento della tecnologia usata per la costellazione internet Starlink destinato ad applicazioni governative.

Durante la trasmissione in diretta, la copertura pubblica della seconda missione è stata interrotta poco dopo la fase di rientro del primo stadio, senza fornire indicazioni sui tempi esatti di separazione e sulla traiettoria finale del secondo stadio.

Il ritmo con cui si susseguono i voli della flotta di Elon Musk evidenzia una continuità operativa senza precedenti nel panorama industriale.

Con questa doppia operazione, la cifra totale dei lanci condotti dal vettore commerciale dall’inizio dell’anno ha raggiunto 96 missioni, con una quota maggioritaria legata all’espansione della rete di connettività satellitare Starlink, che vanta ormai circa 11.000 apparati attivi in orbita.

Il riutilizzo e il recupero dei booster

L’aspetto fondamentale che garantisce tale frequenza risiede nella capacità di recuperare e riutilizzare i primi stadi.

Entrambe le operazioni di rientro previste per la serata si sono concluse con un atterraggio di precisione.

Il booster impiegato nel lancio spaziale da Cape Canaveral è rientrato alla base circa otto minuti dopo la partenza, toccando il suolo sulla piattaforma di terraferma e completando la sua quattordicesima missione operativa.

Il primo stadio decollato dalla base californiana ha toccato la superficie della nave drone “Of Course I Still Love You”, posizionata nell’Oceano Pacifico, a circa otto minuti e mezzo dallo sgancio, portando a quota 18 il numero totale di riutilizzi per questo specifico componente.

La gestione simultanea di due comandi di lancio su aree geografiche distanti migliaia di chilometri dimostra la maturità raggiunta dalle procedure automatizzate e dal personale di terra di SpaceX.

La capacità di ridurre drasticamente i tempi morti tra una missione e la successiva rappresenta un fattore determinante per sostenere le crescenti richieste del mercato commerciale e dei programmi spaziali governativi.