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SCIENZA

La sonda Voyager 1 della NASA si prepara a fare la storia

La sonda Voyager 1 della NASA è pronta a fare la storia, ancora una volta, raggiungendo una distanza di un giorno luce dalla Terra

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A distanza di quasi cinquant’anni dal lancio, la sonda Voyager 1 della NASA continua il suo viaggio nello spazio interstellare, allontanandosi dalla Terra ed esplorando zone dell’universo che l’essere umano potrebbe non essere mai in grado di vedere con i propri occhi. In calendario c’è un nuovo appuntamento per la sonda che si prepara a fare, ancora una volta, la storia. Ecco tutti i dettagli in merito al prossimo traguardo in arrivo nel corso dei prossimi mesi.

Un nuovo record

Tra qualche mese, probabilmente il 13 novembre 2026, secondo le stime dell’astronomo e giornalista Alfredo Carpineti pubblicate su IFLScience, la sonda Voyager 1 si ritroverà a un giorno luce di distanza dalla Terra.

Questo traguardo simbolico sarà raggiunto quando la distanza complessiva arriverà a 25,9 miliardi di chilometri. Per allontanarsi così tanto dalla Terra, Voyager 1 ha impiegato quasi cinquant’anni, essendo partita il 5 settembre del 1977, da Cape Canaveral.

La luce, invece, ha bisogno di appena 24 ore per raggiungere, dalla Terra, il punto in cui la sonda della NASA si troverà nel corso del prossimo mese di novembre, giorno più giorno meno. Attualmente, il viaggio prosegue con una velocità di più di 62.000 km/h.

Ricordiamo che negli ultimi anni c’è stato qualche problema di trasmissione, ma le comunicazioni sono poi state ripristinate, con l’oggetto realizzato dall’umanità più lontano dalla Terra che ha ripreso a inviare segnali.

Cosa succederà in futuro?

Il viaggio della sonda spaziale della NASA, come detto, è iniziato nel 1977 con traguardi importanti raggiunti già nei primi anni di attività, con i sorvoli di Giove e Saturno. Più di recente, è stata superata l’eliopausa con l’ingresso “ufficiale” nello spazio interstellare.

Raggiunto un giorno luce di distanza, naturalmente, la sonda non si fermerà e il viaggio continuerà ancora per molto tempo, così come accadrà per Voyager 2. Gli strumenti di bordo della Voyager 1 dovrebbero spegnersi, infatti, soltanto nel corso degli anni ’30 di questo secolo.

In quel momento, la NASA non avrà più modo di monitorare e seguire il viaggio del suo veicolo che continuerà a esplorare lo spazio, entrando nella Nube di Oort, una regione al di fuori del Sistema Solare che contiene piccoli oggetti ghiacciati e che dovrebbe estendersi fino a circa due anni luce.

In ogni caso, il viaggio sarà lungo. Voyager 1 avrà bisogno di circa 300 anni per raggiungere il bordo interno della Nube di Oort mentre per il suo attraversamento potrebbero essere necessari anche fino a 30.000 anni. In questo caso, si tratta di stime che non potranno poi essere confermate in modo preciso in futuro.

L’avventura continuerà ancora per tanto tempo anche se noi, dalla Terra, non avremo modo di seguire il viaggio della sonda della NASA che, record dopo record, sta scrivendo la storia dell’esplorazione spaziale e continuerà ancora a farlo nel corso del futuro.