Per gli esperti, la misurazione dello stress su smartwatch non è attendibile
La misurazione dei livelli di stress non sarebbe attendibile per gli smartwatch: uno studio prova a chiarire la questione per offrire un'analisi aggiornata delle capacità di questi prodotti

La maggior parte degli smartwatch disponibili sul mercato sono anche dei veri e propri “fitness tracker” con la possibilità per l’utente di monitorare la sua salute, tenendo sotto controllo l’allenamento e valutando anche il sonno.
In alcuni casi si arriva a misurare anche il livello di stress, tenendo conto di molteplici fattori per tirare fuori un’unica metrica che sia in grado di offrire una valutazione generale sullo stato psico-fisico dell’utente.
Un nuovo studio, però, mette in discussione questo sistema di monitoraggio che potrebbe non essere particolarmente preciso o comunque potrebbe non fornire informazioni indicative in merito alle reali condizioni dell’utente.
La misurazione dello stress su smartwatch è attendibile?
Il nuovo studio è stato pubblicato Journal of Psychopathology and Clinical Science e mette in evidenzia la capacità molto limitata di comunicare effettivamente lo stato psicologico di una persona. Nel corso dei test sono stati coinvolti quasi 800 studenti a cui è stato assegnato un Garmin Vivosmart 4, dispositivo in grado di misurare lo stato emotivo dell’utente.
I dati raccolti dallo smartwatch sono poi stato confrontati con i dati auto-riportati dai singoli partecipanti allo studio. Tra i risultati dello studio viene evidenziato che “per la maggior parte degli individui nel nostro campione, abbiamo riscontrato che i dati auto-riportati e le misure fisiologiche dello stress mostrano associazioni molto deboli o nulle. Questi risultati sollevano diversi interrogativi sulle differenze tra le fonti di dati e sui potenziali problemi di misurazione“.
Per la valutazione dei livelli di stress, il dispositivo di Garmin fa affidamento al motore Firstbeat Analytics e tiene conto di vari dati come la frequenza cardiaca e la sua variabilità che vengono registrati dal sensore ottico posizionato sul retro del dispositivo. Per garantire risultati migliori, Garmin sostiene che sia necessario indossare frequentemente lo smartwatch, soprattutto nelle ore notturne.
Secondo Eiko Fried, uno degli autori dello studio, la correlazione tra i punteggi di stress riportati dagli utenti e le letture dello smartwatch è praticamente nulla. In un’intervista al The Guardian, infatti, viene evidenziato come “l’orologio misura la frequenza cardiaca, e la frequenza cardiaca non ha molto a che fare con l’emozione che si sta provando: aumenta anche in caso di eccitazione sessuale o esperienze gioiose“.
Bisogna considerare che lo studio ha preso in esame un dispositivo svelato nel 2018. Soluzioni più moderne potrebbero essere in grado di offrire dati più accurati. In futuro, ulteriori analisi potrebbero, quindi, arrivare per fare luce sulla capacità degli smartwatch di misurare i livelli di stress. Di recente, ad esempio, è stato sviluppato un cerotto tech contro lo stress.
Risultati attendibili in altri ambiti
Il problema della misurazione dello stress non riguarda altri ambiti. Gli smartwatch come il Garmin testato, infatti, sono in grado di offrire dati affidabili in vari contesti di utilizzo, fornendo informazioni molto più indicative rispetto a quelle che si ottengono per l’analisi dello stress.
L’orologio, ad esempio, è molto efficace nella valutazione del sonno e nella misurazione dei vari parametri collegati e può rappresentare un valido supporto, in questo caso, per ottenere informazioni precise e aggiornate.
Oltre alla misurazione dello stress, restano alcuni dubbi anche sui livelli di stanchezza. Da segnalare che, per il momento, Garmin non ha fornito un commento allo studio.


















