Siti pirata: stangata da 14 milioni a Cloudflare
Cloudflare dovrà pagare una sanzione di 14 milioni di euro come previsto da AGCOM che ha applicato la legge antipirateria dopo che l'azienda non ha rispettato un ordine

AGCOM ha annunciato una sanzione per Cloudflare, colpevole di non aver disabilitato l’accesso a una serie di contenuti pirata in attuazione di quanto previsto dalla Legge antipirateria 93/2023. Per effetto della decisione dell’Autorità, arrivata con il voto contrario della Commissaria Elisa Giomi, Cloudflare dovrà pagare oltre 14 milioni di euro.
La misura rientra in un programma molto articolato con cui AGCOM intende contrastare la diffusione della pirateria online andando, come previsto dalla normativa, a richiedere a fornitori di servizi online un intervento, quando necessario, per bloccare i contenuti illegali.
Cosa è successo?
La sanzione arriva al termine di un procedimento avviato per la mancata esecuzione di un ordine del febbraio 2025. Quest’ordine da parte di AGCOM era legato all’applicazione della legge antipirateria.
Il provvedimento è stato formalizzato con la delibera n. 333/25/CONS e, in particolare, riguarda l’inottemperanza a quanto previsto dalla delibera n. 49/25/CONS.
L’indagine di AGCOM ha chiarito che Cloudflare non avrebbe rispettato la richiesta di disabilitare l’accesso a contenuti diffusi in modo illecito e che andavano oscurati per tutelare il diritto d’autore.
La società avrebbe dovuto intervenire sui DNS dei nomi di dominio e sull’instradamento del traffico verso alcuni indirizzi IP che erano stati segnalati tramite Piracy Shield, la piattaforma con cui in Italia si sta combattendo la lotta alla pirateria digitale.
In alternativa, Cloudflare avrebbe potuto ricorrere a soluzioni diverse, ma sempre finalizzate al blocco del traffico verso i contenuti illegali. L’assenza di un intervento, però, è stata considerata come una violazione della normativa.
Il comunicato e la sanzione
Nel comunicato stampa pubblicato dal sito di AGCOM si legge: “l’Autorità ha accertato la perdurante violazione della legge antipirateria e delle relative disposizioni attuative Agcom da parte di Cloudflare la quale, anche dopo la notifica dell’ordine, ha continuato a non adottare alcuna misura per contrastare l’utilizzo dei propri servizi per la diffusione di contenuti illeciti.”
Tenendo conto della normativa di riferimento, AGCOM ha applicato una sanzione pari all’1% del fatturato globale della società. Da segnalare, inoltre, che l’Autorità ha sottolineato come “una larghissima percentuale dei siti oggetto di blocco da parte dell’Autorità in applicazione del regolamento sulla tutela del diritto d’autore online utilizza i servizi offerti da questa Società per diffondere illecitamente opere tutelate“.
La legge antipirateria
Con il provvedimento annunciato in queste ore, AGCOM dà applicazione alla legge antipirateria. La normativa ha esteso l’elenco dei soggetti obbligati a contrastare gli atti di pirateria digitale, andando a includere i fornitori di servizi coinvolti a qualsiasi titolo nell’accessibilità del sito web o dei servizi illegali.
Di conseguenza, sono tenuti a rispettare le richieste di AGCOM anche i fornitori di servizi VPN e quelli di DNS pubblicamente disponibili. In futuro, quindi, diverse aziende saranno chiamate a intervenire per bloccare l’accesso a contenuti illegali e dovranno rispettare le richieste di AGCOM per evitare possibili sanzioni come quella appena annunciata per Cloudflare.


















