Androide habilis, un Robot quasi umano che sa sbucciare una mela
Mani "umane" per un robot in grado di imitarci quasi alla perfezione: ecco l'ultimo annuncio di Sharpa che sconvolge il mondo della robotica

I robot faranno parte del nostro quotidiano. Non una previsione difficile da fare, considerando il rapido avanzamento dello sviluppo degli androidi. Svariate le aziende impegnate in questo campo e numerose le possibili applicazioni (purtroppo anche militari).
Ciò non vuol dire che tutti noi ne avremo uno a casa. L’idea che i prezzi possano crollare da un momento all’altro è irragionevole, ad oggi. Potremmo però ritrovarli sul luogo di lavoro, nei bar, al supermercato e non solo.
Un ottimo esempio dell’avanzamento in campo robotico è offerto dai laboratori di Sharpa. Gli androidi sono tutt’altro che limitati e se l’immagine che avete di loro è di bizzarri e maldestri affari grossi metallici, vi sbagliate di grosso.
Il robot che cucina
A Singapore, Sharpa ha dato una dimostrazione delle proprie potenzialità. Un nuovo sistema robotico è in grado di sbucciare autonomamente una mela. Un compito banale per gli umani (non tutti) ma un traguardo incredibile per un androide.
Occorre sottolineare, infatti, l’eccellente capacità di coordinazione, oltre alla sensibilità raggiunta dagli arti e la delicatezza delle mani. Di fatto una delle sfide più complesse dell’ultimo decennio è stata completata. Una quasi perfetta simulazione umana, per un robot che, di fatto, potrebbe essere adoperato in cucina tra non molto.
Sbucciare una mela non è solo questione di "muovere un coltello". Questo gesto integra vista, tatto e forza in un unico flusso decisionale. Il tutto in tempo reale. Sharpa è riuscita a creare un mix esplosivo di hardware avanzato e intelligenza artificiale di ultima generazione.
Un cervello multi-senso
Alla base di questa incredibile precisione millimetrica troviamo MoDE-VLA. È un modello multimodale che unisce:
- visione;
- linguaggio;
- sensibilità al tatto.
I robot tradizionali (sembra assurdo parlare in questi termini di androidi) seguono traiettorie preimpostate. Il sistema di Sharpa, invece, riesce a "sentire" l’oggetto. La sua percezione della forza gli consente di comprendere se sta premendo troppo sulla porta o se la buccia oppone resistenza. Può dunque attivare dei componenti specializzati che collaborano tra loro, adattandosi alla specifica situazione.
L’analisi tecnica del robot non è però ancora terminata. Questo processo viene assistito da IMCopilot. Parliamo di un assistente basato sull’apprendimento per rinforzo. Vuol dire che l’androide è in grado di apprendere dai propri errori, proprio come (alcuni) umani. Il modulo può gestire autonomamente i micro-movimenti delle dita, come la rotazione del frutto in questo caso, lasciando all’operatore umano unicamente il controllo macroscopico delle braccia.
Tutto ciò per un robot chef? Tutt’altro. Si pensi all’applicazione in campo medico di tale estrema sensibilità. Queste mani, ben mostrate in video, rappresentano il nostro futuro in svariati campi specialistici.
La mano SharpaWave
Tutti guardano al robot, al suo "viso" e alla somiglianza con un essere umano nelle forme. L’attenzione dovrebbe però essere riposta quasi esclusivamente nella mano robotica SharpaWave. È dotata di ben 22 gradi di libertà, così come di sensori distribuiti su tutte le dita.
Una protesi in grado di percepire dettagli minimi, come lo slittamento della superficie o la variazione id pressione durante il taglio. È facile pensare come, in un futuro non troppo lontano, queste possano essere anche applicate a un corpo umano.
Nei test effettuati, i risultati sono stati sorprendenti:
- in fatto di precisione, il sistema supera i modelli tradizionali in compiti critici come l’inserimento di un caricatore;
- in quanto a efficienza, la prova della mela ha visto il robot completare correttamente il 73% del processo, alternando rotazione e taglio in maniera quasi umana.




















