Non era un uovo alieno: cos’è davvero la sfera dorata scoperta in Alaska
Il DNA risolve il giallo della sfera dorata in Alaska: non è un uovo alieno, ma una traccia del Relicanthus daphneae, una creatura abissale antichissima che sfida le leggi dell'evoluzione.

Dimenticate le invasioni extraterrestri o i mostri marini pronti a schiudersi: la misteriosa sfera dorata recuperata nei fondali dell’Alaska non è un uovo alieno, ma la “casa” temporanea di un animale antichissimo. Le recenti analisi del DNA hanno confermato che l’oggetto è una cuticola protettiva secreta del Relicanthus daphneae, un organismo abissale simile a un anemone che rappresenta una delle linee evolutive più arcaiche del pianeta.
- Il ritrovamento nel Pacifico
- La risposta nel DNA
- Un animale venuto dal passato
- L’esplorazione oceanica
Il ritrovamento nel Pacifico
Tutto è iniziato nell’agosto del 2023, durante la spedizione Seascape Alaska 5. Mentre il robot della NOAA esplorava il Golfo dell’Alaska a circa 3.300 metri di profondità, le telecamere hanno inquadrato un oggetto che sembrava uscito da un set di fantascienza.
Una semisfera dorata, liscia, con un piccolo foro centrale, ancorata saldamente a una roccia. Il video della diretta ha fatto il giro del mondo, scatenando le ipotesi più disparate tra gli utenti del web e gli stessi scienziati a bordo della nave Okeanos Explorer.
Inizialmente, la mancanza di strutture anatomiche visibili come bocche o arti aveva lasciato perplessi gli esperti, portando molti a ipotizzare che si trattasse di una spugna sconosciuta o di un uovo deposto da una creatura mai vista prima.
La risposta nel DNA
La svolta è arrivata grazie al lavoro meticoloso nei laboratori dello Smithsonian National Museum of Natural History.
Lo zoologo Allen Collins e il suo team hanno analizzato il reperto al microscopio, individuando la presenza di nematocisti e spirocisti. Queste ultime sono cellule urticanti tipiche degli Hexacorallia, un gruppo che comprende coralli e anemoni.
Tuttavia, la prova definitiva è giunta dal sequenziamento del DNA estratto dal campione. I risultati hanno indicato una corrispondenza chiarissima con il Relicanthus daphneae. Si tratta di una specie estremamente enigmatica, che è stata descritta ufficialmente solo nel 2016.
La sfera dorata, dunque, non era un organismo vivente o un uovo in attesa di schiudersi, ma una secrezione proteica, una sorta di “colla” biologica che l’animale utilizza per fissarsi alle rocce del fondale marino.
Un animale venuto dal passato
Secondo Estefanía Rodríguez, esperta dell’American Museum of Natural History, il Relicanthus daphneae produce questo rivestimento dorato e metallico come una cuticola protettiva.
Quando l’animale decide di spostarsi verso nuove zone del fondale, magari vicino a sorgenti idrotermali, abbandona la vecchia struttura lasciandola sulla roccia come una traccia del suo passaggio. Ecco perché i ricercatori hanno trovato la sfera ma non il suo inquilino.
Questa creatura è un vero e proprio enigma biologico: alcuni studi genetici del 2019 suggeriscono che appartenga a un ramo evolutivo separato dagli anemoni comuni, rimasto quasi immutato per milioni di anni nelle profondità oceaniche.
È una testimonianza vivente di come la vita si sia adattata a condizioni estreme di pressione e buio assoluto.
L’esplorazione oceanica
I risultati di questa ricerca, pubblicati inizialmente sulla piattaforma bioRxiv, non fanno che ricordarci quanto poco conosciamo ancora del pianeta che ci ospita.
Sebbene la spiegazione scientifica abbia spento le fantasie su un’origine extraterrestre, la realtà si è rivelata persino più affascinante. Sapere che negli abissi vivono creature capaci di produrre materiali dall’aspetto metallico, e che appartengono a ere geologiche lontanissime, ci permette di fare un piccolo passo avanti nella comprensione della biodiversità.
Si stima che oltre l’80% dei fondali oceanici sia ancora un mistero totale. Ogni nuova missione non serve solo a catalogare nuove specie, ma a ricostruire la storia dell’evoluzione terrestre che continua a scriversi nel silenzio delle profondità marine.



















