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Gli scienziati hanno scoperto un "nuovo mondo" a soli 4 anni luce dalla Terra

Un pianeta gigante che orbita attorno a una stella nel sistema stellare più vicino al nostro Sole: cosa sappiamo della nuova scoperta del JWST.

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Grazie al telescopio spaziale James Webb della NASA/ESA/CSA gli astronomi hanno trovato “prove concrete dell’esistenza di un pianeta gigante”, un “nuovo mondo” in orbita attorno a una stella nel sistema stellare più vicino al nostro Sole. Si tratta del sistema stellare triplo di Alpha Centauri, che si trova a soli 4 anni luce dalla Terra ed è da tempo un “obiettivo interessante nella ricerca di mondi oltre il nostro Sistema Solare”.

Un pianeta gigante in orbita attorno ad Alpha Centauri A

Come riporta l’ESA, abbiamo “prove concrete dell’esistenza di un pianeta gigante” in orbita attorno ad Alpha Centauri A, una delle tre stelle del sistema solare che include anche Alpha Centauri B e la nana rossa Proxima Centauri. Questo potenziale pianeta si troverebbe, dunque, nella zona abitabile di una stella che è molto simile al nostro Sole anche se, essendo un gigante gassoso, “non supporterebbe la vita come la conosciamo”.

La scoperta è stata possibile grazie alle capacità del JWST e del suo strumento a infrarossi medi (MIRI). Le osservazioni di Alpha Centauri sono state “incredibilmente impegnative”, come ha affermato Charles Beichman del Jet Propulsion Laboratory della NASA, a causa della luminosità e del rapido movimento delle stelle.

Sebbene il telescopio spaziale James Webb sia stato “progettato e ottimizzato per trovare le galassie più distanti dell’Universo”, il team operativo ha dovuto creare una “sequenza di osservazioni personalizzata” per raggiungere questo obiettivo. Uno sforzo che, seppur impegnativo, “ha dato i suoi frutti in modo spettacolare”.

Per le osservazioni iniziali, effettuate nell’agosto 2024, il team ha utilizzato la maschera coronografica del MIRI per bloccare la luce di Alpha Centauri A e, nonostante la luminosità di Alpha Centauri B, è riuscito a rivelare un oggetto “oltre 10.000 volte più debole di Alpha Centauri A”, separato dalla stella da “circa due volte la distanza tra il Sole e la Terra“. Pierre-Olivier Lagage, coautore e responsabile dello sviluppo di MIRI, ha confermato che queste sono state “alcune delle osservazioni più impegnative” con il coronografo di MIRI.

Un gigante gassoso (in attesa di conferma)

Le simulazioni orbitali e la luminosità del pianeta nelle osservazioni a infrarossi medi suggeriscono che si tratterebbe un “gigante gassoso di massa approssimativamente pari a quella di Saturno“, con un’orbita “ellittica che varia da 1 a 2 volte la distanza tra il Sole e la Terra” attorno ad Alpha Centauri A, spiega ancora l’ESA.

Al momento il pianeta è in attesa di conferma, ma se così fosse sarebbe “il più vicino alla Terra che orbita nella zona abitabile di una stella simile al Sole”. Aniket Sanghi ha sottolineato che questa scoperta potrebbe segnare una “nuova pietra miliare per gli sforzi di imaging degli esopianeti“, essendo “il più vicino alla sua stella finora osservato” e “il più simile per temperatura ed età ai pianeti giganti del nostro Sistema Solare”, oltre che “il più vicino alla nostra casa, la Terra”. La sua esistenza in un sistema binario “metterebbe alla prova la nostra comprensione di come i pianeti si formano, sopravvivono ed evolvono in ambienti caotici”.

Le simulazioni hanno mostrato che “in metà delle possibili orbite simulate, il pianeta si è mosso troppo vicino alla stella e non sarebbe stato visibile a Webb né a febbraio né ad aprile 2025”. Il team ha anche considerato un avvistamento del 2019 del Very Large Telescope e “orbite che sarebbero gravitazionalmente stabili in presenza di Alpha Centauri B”.