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Scoperto il pesce “Supersaiyan”: ecco Vanderhorstia supersaiyan

Un nuovo ghiozzo dai colori intensi trovato a 210 metri di profondità: la sua livrea ha ispirato il nome ispirato all’anime Dragon Ball.

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Scoperto il pesce “Supersaiyan”: ecco Vanderhorstia supersaiyan Bandai Namco press kit

Scoperta una nuova specie marina, Vanderhorstia supersaiyan: grazie a una livrea gialla brillante, è già diventato virale. Ecco dove vive, com’è fatto e perché ha un nome così particolare.

La scoperta: dove e come è stato trovato

Un team di ricercatori dell’University of the Ryukyus, guidati dallo studioso Hiroshi Hirasaka, ha scoperto una nuova specie di ghiozzo nell’area marina al largo di Okinawa, precisamente attorno all’isola di Ishigaki-jima. Il pesce è stato individuato a circa 210 metri di profondità, nella zona mesopelagica, cioè in un tratto dell’oceano in cui la luce solare diminuisce sensibilmente, rendendo l’ambiente generalmente poco esplorato.

La profondità è particolarmente significativa perché quasi il doppio rispetto a quella normalmente documentata per i ghiozzi della sua famiglia, rendendo la scoperta ancora più rilevante.

Un nome iconico per un pesce particolare

A differenza dei classici ghiozzi, spesso di colore spento e poco appariscenti, questo nuovo esemplare si distingue per una livrea vivace: pinne e corpo mostrano marcature giallo-oro molto intense, che fanno subito pensare alla chioma dorata di un “Super Saiyan”, la trasformazione famosa dell’anime Dragon Ball.

Per questo, gli scienziati lo hanno battezzato ufficialmente Vanderhorstia supersaiyan. Alcuni media e articoli di divulgazione riferiscono che è stato anche proposto il nome comune “ghiozzo elettrico” (in giapponese “erekihaze”).

L’accostamento tra scienza e cultura pop ha subito acceso interesse e simpatia: sui social e nelle community di appassionati è diventato virale, con commenti che scherzano sull’idea di trovare varianti “Super Saiyan God” o “Blue” se dovessero emergere pesci con colore differente.

 Caratteristiche fisiche e significato biologico

Dal punto di vista tassonomico, Vanderhorstia supersaiyan appartiene alla famiglia dei Gobiidae, tra le famiglie di pesci più numerose e diffuse al mondo.

La sua scoperta conferma quanto l’oceano, specialmente nelle zone meno esplorate come la cosiddetta “twilight zone”, continui a riservare sorprese: specie ignote, adattamenti sorprendenti e biodiversità sottovalutata. In particolare, trovare un ghiozzo che vive a oltre 200 metri di profondità e con una livrea così insolita sfida alcune aspettative su come questi pesci dovrebbero apparire.

Dal punto di vista ecologico, ogni nuova specie descritta è preziosa: offre nuove informazioni sulla fauna marina, sugli ecosistemi profondi e sull’evoluzione della biodiversità. In un’epoca in cui molti ambienti marini sono sotto pressione, queste scoperte ricordano l’importanza della ricerca scientifica e della tutela degli habitat sottomarini.

Scienza e pop-culture: quando il nome diventa ponte tra due mondi

La scelta del nome “supersaiyan” non è un semplice gioco mediatico: rappresenta un ponte tra scienza e cultura pop, un modo per rendere la scoperta più accessibile e riconoscibile anche al grande pubblico. In questo, l’uso di riferimenti famosi (anime, manga, giochi, cultura giapponese) si sta diffondendo nella nomenclatura scientifica, in parte per aumentare l’interesse per la biodiversità e in parte per celebrare l’immaginazione delle nuove generazioni.

Non è un caso isolato: solo all’inizio del 2025 un altro pesce scoperto è stato battezzato in omaggio a un personaggio dell’animazione (nel caso, da un film dello studio di animazione giapponese Ghibli) proprio per via delle sue marcature particolari. Questo genere di nomi può aiutare la divulgazione scientifica, rendendo le specie più “memorizzabili” e attirando l’attenzione su temi spesso poco considerati, come la conservazione marina, l’esplorazione degli abissi e la catalogazione della vita nei mari.

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