C’è una Super Terra a 28 anni luce da noi: è stata scoperta da astrofili italiani
Una nuova Super Terra è stata individuata attorno a una nana rossa: riceve quasi la stessa energia della Terra, ma non sappiamo ancora com’è fatta

- Un team ha rilevato e caratterizzato Gliese 48 b, una SuperTerra temperata a circa 28 anni luce attorno a una nana rossa attiva.
- La combinazione di 15 anni di velocità radiali da CARMENES e HIRES e di fotometria TESS ha separato il segnale planetario dall'attività stellare.
- Senza transiti rilevati la massa minima è di 8,11 M⊕; il pianeta è vicino al bordo interno della zona abitabile e resta da confermare la composizione.
Porta la firma di un gruppo di astrofili italiani la scoperta di una nuova Super Terra che, per altro, disterebbe “solo” 28 anni luce dal nostro pianeta. A renderla interessante non è soltanto la vicinanza, ma la posizione che occupa attorno alla sua stella, in una zona che potrebbe rivelarsi sorprendente.
- Che cosa sono le Super Terre e qual è la nuova scoperta?
- Com'è fatto Gliese 48 b?
- Cosa significa per l'Universo?
Che cosa sono le Super Terre e qual è la nuova scoperta?
Con il termine Super Terra gli astronomi indicano i pianeti rocciosi con una massa superiore a quella terrestre ma inferiore a quella dei giganti gassosi come Nettuno. Si tratta di una categoria che non ha equivalenti nel Sistema Solare, dove non esistono corpi di dimensioni intermedie tra la Terra e i pianeti ghiacciati esterni.
Proprio per questo le Super Terre rappresentano uno degli oggetti più studiati nella ricerca di mondi potenzialmente abitabili. La nuova scoperta, pubblicata sull’Oejv (Open European Journal On Variable Stars), riguarda un pianeta chiamato Gliese 48 b, individuato da Giuseppe Conzo e Mara Moriconi del Gruppo Astrofili Palidoro insieme a Silvio Antonio Corrêa Jr della Universidade Santa Cecilia, in Brasile.
Il pianeta orbita attorno a una nana rossa (una piccola stella fredda) situata a 8,58 parsec dal Sole, pari appunto a circa 28 anni luce. Per arrivare al risultato, il gruppo ha analizzato quindici anni di dati provenienti da fonti diverse: le velocità radiali raccolte dagli spettrografi Carmenes (all’Osservatorio di Calar Alto, in Spagna) e Hires (al telescopio Keck, alle Hawaii), integrate con la fotometria del telescopio spaziale Tess della Nasa.
La combinazione di questi archivi ha permesso di isolare il segnale del pianeta dal rumore prodotto dall’intensa attività magnetica della stella, una delle principali fonti di errore nello studio di questo tipo di astri.
Com’è fatto Gliese 48 b?
Gliese 48 b ha una massa minima stimata in 8,11 volte quella della Terra e completa un’orbita attorno alla sua stella in circa 39,6 giorni, a una distanza di poco superiore a un sesto di quella che separa la Terra dal Sole. Trattandosi di una massa minima, il valore reale potrebbe risultare più elevato, perché dipende dall’inclinazione con cui osserviamo l’orbita.
L’elemento che ha attirato maggiore attenzione riguarda la sua collocazione: il pianeta riceve dalla stella un flusso di energia pari a circa l’89% di quello che la Terra riceve dal Sole, e si trova vicino al bordo interno della cosiddetta zona abitabile, quell’intervallo di distanze in cui le temperature potrebbero teoricamente consentire la presenza di acqua allo stato liquido in superficie.
La sua temperatura di equilibrio stimata si aggira intorno ai 271 gradi Kelvin (poco meno di -2 gradi Celsius). Restano però molte incognite: i dati di Tess non hanno rilevato alcun transito del pianeta davanti alla stella, il che significa che non è possibile misurarne il raggio e quindi determinarne la composizione.
Gliese 48 b potrebbe essere un mondo roccioso, un pianeta ricoperto d’acqua oppure un piccolo corpo simile a Nettuno con un involucro di gas. Allo stesso modo non esiste alcuna prova della presenza di un’atmosfera, condizione indispensabile perché si possa parlare seriamente di abitabilità.
Cosa significa per l’Universo?
La scoperta della nuova Super Terra si inserisce in una delle frontiere più attive dell’astrofisica, quella dedicata alla ricerca di pianeti attorno alle nane rosse, le stelle più diffuse nella nostra galassia. Comprendere se questi mondi possano ospitare condizioni favorevoli alla vita aiuta a stimare quanto sia comune, o raro, un pianeta come il nostro.
Al di là del singolo risultato, questo lavoro mostra come l’analisi paziente di archivi di dati pubblici, accumulati nell’arco di anni, possa ancora regalare scoperte rilevanti nel vicinato galattico. Un promemoria del fatto che, nello spazio a portata dei nostri strumenti, restano ancora molte risposte da cercare.
FAQ
È una SuperTerra temperata con massa minima di circa 8,11 masse terrestri, probabile mondo roccioso o ricco di volatili.
Hanno confrontato velocità radiali visibili e IR (acromaticità), indicatori di attività stellare e coerenza temporale: i segnali sono indipendenti dall'attività.
TESS non ha rilevato transiti: il test di iniezione ha mostrato che un transito di 1,69 R⊕ sarebbe stato visibile, quindi la geometria non è favorevole.
Riceve ~0,889 volte il flusso terrestre e si colloca vicino al bordo interno della zona abitabile conservativa, compatibile entro 1σ con entrarvi.
Il segnale è forte (≈9,9σ), confermato su 15 anni e tre strumenti diversi, con analisi bayesiana e criteri anti-attività rigorosi.



















