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SCIENZA

Straordinaria scoperta a Pompeiopolis, in Turchia: scavano e trovano il volto di Eros e un mosaico gigante

Un mosaico pavimentale di circa 105 metri quadrati e il volto scolpito in marmo del dio Eros, questo il bilancio della straordinaria scoperta in Turchia.

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Straordinaria scoperta a Pompeiopolis: affiorano un mosaico monumentale e una testa di Eros 123RF

Un tesoro rimasto sepolto per quasi due millenni è riemerso in Turchia settentrionale, tra le rovine monumentali dell’antica Pompeiopolis, nel distretto di Taşköprü (provincia di Kastamonu). Un team di archeologi ha riportato alla luce un immenso mosaico pavimentale di circa 105 metri quadrati e il volto scolpito in marmo del dio Eros, rimasto intatto dopo oltre 1.800 anni. Un ritrovamento spettacolare che riaccende i riflettori su uno dei crocevia più affascinanti dell’Impero Romano lungo le sponde del Mar Nero.

Il grande mosaico scoperto nella basilica

La pavimentazione a mosaico è stata individuata lungo la navata centrale dell’antica basilica civile e religiosa del sito, è caratterizzata da sofisticate composizioni geometriche policrome e si presenta in eccellenti condizioni conservative. Gli archeologi ritengono che l’area attualmente visibile rappresenti solo una frazione del pavimento originario, che con ogni probabilità prosegue anche nei settori contigui del complesso.

Il ministro della Cultura e del Turismo della Turchia, Mehmet Nuri Ersoy, ha comunicato l’importanza del rinvenimento attraverso i suoi canali social: "Portiamo alla luce nuove tracce che si estendono dal periodo imperiale romano alla tarda antichità nella città antica di Pompeiopolis, nel distretto di Taşköprü a Kastamonu, in Turchia. Abbiamo scoperto circa 105 metri quadrati di mosaici pavimentali ben conservati, risalenti al IV secolo d.C. e composti da motivi geometrici".

"Inoltre, la pavimentazione a mosaico nella navata centrale non è stata ancora completamente svelata. I nostri scavi proseguono", ha aggiunto. I restauratori hanno tempestivamente ultimato gli interventi di consolidamento e messa in sicurezza sulle tessere esposte, consentendo la prosecuzione graduale dello scavo.

La testa di Eros ritrovata nel pastophorion

Se il mosaico tardoantico rappresenta già un’eccezionale scoperta, non è da meno quella della testa raffigurante Eros, scolpita in marmo nella seconda metà del II secolo d.C. (all’incirca tra il 150 e il 160 d.C.). Una splendida testimonianza dell’alto livello artistico raggiunto dalle maestranze attive nella regione in piena età imperiale: "Diamo la notizia di un altro importante reperto proveniente dai nostri lavori: una testa di Eros risalente alla seconda metà del II secolo d.C.", ha scritto il ministro.

La testa marmorea di Eros è stata individuata all’interno del pastophorion, una camera laterale situata in prossimità dell’altare che, nei primi secoli del cristianesimo, era destinata alla custodia di arredi liturgici e offerte. Una scoperta che racconta molto, trattandosi di una scultura pagana in uno spazio ecclesiastico: le vestigia del paganesimo non furono sistematicamente distrutte, ma preservate o depositate durante il riadattamento degli spazi urbani.

Pompeiopolis, la metropoli della Paflagonia

Fondata dal generale romano Pompeo Magno nel I secolo a.C., Pompeiopolis assunse il rango di capitale della provincia romana di Paflagonia. Le analisi stratigrafiche condotte sotto la guida del Ministero indicano che la basilica visse due fasi costruttive determinanti: la prima fase di impianto imperiale, nel II secolo d.C., seguita nel IV e V secolo d.C. da una riconversione cristiana culminata con l’elevazione dell’insediamento a sede vescovile.

Le ricerche proseguiranno con l’obiettivo di "costruire una comprensione più approfondita della storia urbana e religiosa di Pompeiopolis", aprendo nuovi scenari per la valorizzazione del patrimonio storico lungo il Mar Nero.