Libero
SCIENZA

Il coccodrillo gigante che ereditò la Terra dopo una catastrofe miliardi di anni fa

Una nuova scoperta fa luce su una specie mai individuata prima d'ora: si tratta di Shakajlura riojanensis, "cugino" ancestrale degli attuali coccodrilli.

4 min di lettura

Scoperta la nuova specie Shakajlura riojanensis 123RF

Un team di paleontologi argentini ha scoperto una letale specie preistorica dai denti seghettati "simili a lame", che dominò il Triassico circa 237 milioni di anni fa. Prima dell’arrivo dei grandi dinosauri – che ne usurparono il trono – c’era lui, questo maestoso rettile chiamato Shakajlura riojanensis. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Papers in Palaeontology.

Il contesto

Circa 252 milioni di anni fa, la Terra fu sconvolta dalla più grave estinzione di massa della storia, nota come la "Grande Morte". Questo cataclisma devastò la biodiversità, azzerando quasi del tutto le comunità ecologiche marine e terrestri.

Mentre la biosfera avviava un millenario processo di ricostruzione, la scomparsa dei grandi vertebrati del Permiano lasciò totalmente scoperte le nicchie dei grandi predatori e, molto prima che i grandi dinosauri prendessero il sopravvento nel Giurassico e nel Cretaceo, furono gli archosauri a dominare nel Triassico.

"Cugini" dei moderni coccodrilli, colonizzarono il Pianeta posizionandosi al vertice della catena alimentare. Ed è proprio in questo scenario che emerse Shakajlura riojanensis, la nuova specie di recente scoperta.

La nuova scoperta

I fossili di Shakajlura riojanensis sono stati scoperti nel 2017 durante una campagna di scavo nella Formazione Chañares, situata nella provincia di La Rioja, in Argentina. I paleontologi hanno subito notato una porzione di mascella superiore che affiorava dalle rocce del Triassico Superiore, avviando poi il completo recupero nell’area.

Inviati al Museo di La Plata per la catalogazione e la conservazione, i reperti in questione includevano ossa craniche, mascelle superiore e inferiore, vertebre, frammenti degli arti e una cintura pelvica quasi completa.

Come spiega il paleontologo Ariel Cardillo del CONICET nello studio, l’esemplare era un paracrocodilomorfo, un parente ancestrale dei coccodrilli. Il nome assegnatogli, Shakajlura, deriva dalla lingua Kakán parlata dal popolo indigeno Diaguita, e si traduce come "lucertola benedetta", mentre riojanensis è un omaggio alla provincia argentina in cui sono stati condotti gli scavi.

Le caratteristiche di Shakajlura riojanensis

Shakajlura riojanensis rappresenta un vero gigante per gli standard del Triassico, epoca in cui la fauna era di dimensioni molto contenute.

Aveva una lunghezza stimata di circa 6 metri (dalla testa alla cosa) e, a differenza delle specie attuali era un predatore esclusivamente terrestre, non acquatico. Stando alla conformazione degli arti e alla struttura della cintura pelvica, aveva una postura eretta con le zampe disposte direttamente sotto il corpo, caratteristica che gli consentiva di muoversi rapidamente sul suolo, per l’inseguimento delle prede.

Senza dubbio, una delle caratteristiche più interessanti era la bocca, provvista di denti ricurvi e seghettati orientati verso l’interno, in grado di esercitare un morso paragonabile a quello dei coccodrilli moderni. Grazie a questa bocca, Shakajlura riojanensis poteva cacciare e mangiare erbivori di grande taglia.

Se in un primo momento Shakajlura riojanensis si pose in cima alla catena alimentare, il suo predominio non durò a lungo. Prima dell’inizio del Giurassico comparvero i primi dinosauri teropodi, portandolo all’estinzione. Le cause esatte non si conoscono ma, stando allo studio, i pochi esemplari sparsi in un’ampia area geografica e l’aumento della competizione per le medesime risorse lo fecero via via scomparire, mentre sopravvissero altre specie di archosauri in grado di adattarsi all’ambiente acquatico.