Scoperta una nuova specie in Australia: la chiamano "l'ape del diavolo"
In Australia, i ricercatori hanno scoperto una nuova specie, a cui hanno dato il nome di "ape del diavolo": l'insetto, ancora quasi sconosciuto, potrebbe essere già a rischio.
Arriva dall’Australia una nuova scoperta che punta ancora una volta i riflettori sull’importanza di proteggere la biodiversità nelle aree più a rischio del pianeta. I ricercatori, studiando alcune piante in grave pericolo di estinzione, si sono imbattuti in un insetto che non avevano mai visto prima: si tratta di un’ape impollinatrice, appartenente ad una specie finora sconosciuta. Date le sue caratteristiche fisiche, è stata subito soprannominata “ape del diavolo” e potrebbe essere già prossima alla sua definitiva scomparsa sulla Terra. Ecco che cosa sappiamo.
L’ape del diavolo, la nuova specie scoperta in Australia
Il nome non promette nulla di buono: se in Australia ci sono già serpenti velenosi, ragni giganteschi e squali temibili, non poteva mancare l’ape del diavolo. In realtà, si tratta di un insetto che “spaventa” solamente per il suo aspetto, cui deve un nome così originale. Ma andiamo con ordine. Nel novembre 2019, alcuni ricercatori guidati dalla dottoressa Kit Prendergast, della Curtin University, hanno individuato una nuova specie di imenottero. Gli scienziati stavano esplorando le Goldfields, una regione australiana ricca di miniere d’oro, per effettuare delle ricerche su una pianta in via di estinzione.
Casualmente, si sono imbattuti in alcuni esemplari di ape che presentavano caratteristiche anomale e che, come presto le analisi del DNA avrebbero dimostrato, appartenevano ad una specie mani vista prima. Le api in questione avevano subito catturato l’attenzione della dottoressa Prendergast, per via della presenza – unicamente negli esemplari femminili – di piccole corna sul capo. Da qui, il nome di “ape del diavolo”, o ancora “ape Lucifero”: la ricercatrice, grande appassionata della serie tv Lucifer, ha tratto spunto dal suo protagonista e lo ha omaggiato della sua scoperta.
Il nuovo imenottero si chiama dunque Megachile lucifer, e appartiene ad un gruppo di api che include oltre 1.500 specie. Come descritto nello studio pubblicato sul Journal of Hymenoptera Research, l’esemplare femmina è lungo circa 9,80 mm e presenta delle piccole escrescenze sul capo, di colore nero come il resto del corpo. L’esemplare maschio, più piccolo, è lungo circa 8,90 mm e non è dotato delle “corna”. Sebbene etologicamente sia una condizione abbastanza diffusa tra le api del genere Megachile, non è chiaro a cosa servano queste escrescenze: è possibile che vengano utilizzate per costruire il nido, il quale spesso si trova nelle cavità del legno di alcune piante.
Perché l’ape del diavolo è già in pericolo
Sebbene appena individuata, l’ape del diavolo potrebbe già essere a rischio di estinzione. Questo imenottero è un insetto impollinatore di una pianta rara ormai sull’orlo della scomparsa, la Marianthus aquilonarius: diffusa solamente nei Bremer Ranges, regione mineraria dell’Australia Occidentale, è minacciata proprio dall’intenso sfruttamento del sottosuolo da parte dell’uomo. L’ape, inoltre, pare abbia l’abitudine di nidificare nel legno. Anche questo sarebbe un comportamento a rischio, visto che il numero degli incendi boschivi è in continuo aumento e che l’attività mineraria comporta spesso la distruzione di alberi.
La dottoressa Prendergast spera che la scoperta possa sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, spesso sottovalutato, dell’individuazione di nuove specie nelle aree minacciate dall’attività mineraria o dai cambiamenti climatici. “Molte compagnie minerarie non effettuano ancora ricerche sulle api autoctone, quindi potremmo tralasciare specie non descritte, tra cui quelle che svolgono un ruolo cruciale nel sostenere piante ed ecosistemi minacciati. Se non sappiamo quali api autoctone esistono e da quali piante dipendono, rischiamo di perdere entrambe le cose prima ancora di renderci conto della loro esistenza” – ha affermato la ricercatrice.






















