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SCIENZA

Scoperta la gomma da masticare più antica al mondo, risale a 10.500 anni fa

Un piccolo reperto all'apparenza ordinario, ha rivelato qualcosa di straordinario: la scoperta su una "gomma da masticare" preistorica trovata in Estonia.

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Scoperta la gomma da masticare più antica al mondo, risale a 10.500 anni fa 123RF

Una nuova scoperta è stata fatta in Estonia. Gli archeologi hanno analizzato un reperto tanto ordinario (per noi) quanto straordinario: si tratta di un pezzo di “gomma da masticare” risalente all’Età della Pietra, masticato da un’adolescente ben 10.500 anni fa.

Un frammento di vita quotidiana preistorica che, grazie alle moderne tecnologie del DNA, sta riscrivendo ciò che credevamo di sapere sulle popolazioni nordeuropee antiche.

Una “gomma da masticare” preistorica

La scoperta è avvenuta grazie al lavoro dell’Istituto di Storia e Archeologia dell’Università di Tartu, in Estonia, ed è stata rivelata per la prima volta nel documentario Hidden Estonia: Land of Fire and Ice, parte della serie Treasures of the World di Bettany Hughes trasmessa sul canale inglese Channel 4.

Non si tratta di una “gomma da masticare” nel senso moderno del termine, ovviamente. Abbiamo a che fare con un grumo di catrame di corteccia di betulla, analizzando il quale sono state individuate impronte di denti e tracce di saliva rimaste intrappolate nella resina per millenni.

L’estrazione del DNA da questa saliva ha permesso all’Istituto di Genomica dell’Università di ricostruire l’identikit del “masticatore”, svelando un dettaglio fenotipico di enorme rilevanza scientifica. Hughes ha spiegato: “L’Istituto conserva campioni di DNA del 20% della popolazione estone, fornendo agli scienziati un confronto genetico moderno per interpretare meglio il DNA antico.(…) Sappiamo persino che aveva occhi e capelli castani, cosa che adoro perché mette in discussione l’idea che i nordeuropei avessero capelli biondi e occhi azzurri. È una cosa così familiare, ma profondamente straordinaria”.

Ma come mai questa adolescente masticava proprio il catrame di betulla? La sostanza ottenuta tramite distillazione a secco della corteccia aveva molteplici usi, non era un semplice “passatempo”: “Ora sappiamo che le persone masticavano il catrame per scopi diversi, ad esempio per alleviare il mal di denti e come colla. È ancora usato oggi come adesivo, per sigillare le crepe in utensili e pentole”.

Il valore del reperto va ben oltre la chimica o la genetica: “Avere accesso alla ricerca del team è stato un momento davvero magico. Questo dimostra come un oggetto usa e getta possa portarci faccia a faccia con le persone del passato”.

Gli altri tesori nascosti dell’Estonia

L’Università di Tartu non si ferma alla Preistoria e sta analizzando altri reperti storici unici provenienti da tutto il Paese, anch’essi presentati nel documentario. Tra questi spicca una croce di metallo risalente a 800 anni fa, oggetto che fonde sacro e profano in modo sorprendente: raffigura, infatti, organi genitali ed è dotata di un elemento incernierato a forma di vulva che, muovendosi, copre e urta l’incisione di un pene. L’archeologo estone Heiki Valk ha spiegato che questo oggetto dimostra come gli estoni medievali integrassero i simboli pagani della fertilità con la nuova fede cristiana.

Un altro reperto molto interessante proviene dal cimitero di Kukruse, risalente al XII secolo. Si tratta dello scheletro della cosiddetta “signora Kukruse”, una donna di circa 50 anni sepolta con ricchi gioielli, pugnali e un oggetto davvero insolito posto ai suoi piedi: un uovo di uccello fecondato. Ester Oras, l’archeologa che ha analizzato il guscio, ha spiegato: “Qualcuno ha deciso che questa particolare donna dovesse avere questo uovo fecondato come corredo funerario da seppellire con sé. Forse ha a che fare con una sorta di simbolismo cristiano e con la fecondazione”.