Tra il 13 e il 14 dicembre è atteso il picco dello sciame meteorico delle Geminidi
Una pioggia di stelle cadenti è pronta a deliziarci con uno spettacolo unico: nella notte tra il 13 e il 14 dicembre le Geminidi raggiungono il picco.

Il cielo di dicembre sta per regalare quello che gli esperti definiscono uno degli spettacoli astronomici più intensi dell’anno: lo sciame delle Geminidi. Dimenticate il freddo per un attimo: la notte da cerchiare in rosso sul calendario è quella tra il 13 e il 14 dicembre. Secondo le previsioni più autorevoli, quest’anno le condizioni saranno particolarmente favorevoli per godersi una pioggia di stelle cadenti che promette di superare in bellezza le Perseidi estive.
Cosa sono le Geminidi?
A differenza della maggior parte degli sciami meteorici generati da comete ghiacciate, le Geminidi nascono da un oggetto celeste molto particolare: l’asteroide 3200 Phaethon. Scoperto nel 1983, questo corpo roccioso spaziale di circa 6 km di diametro si comporta come una “cometa di roccia”: avvicinandosi al Sole, il calore estremo frattura la sua superficie rilasciando una scia di detriti e polveri.
Quando la Terra attraversa questo fiume di frammenti cosmici, questi bruciano a contatto con la nostra atmosfera a una velocità di circa 35 km/s. Il risultato? Meteore spesso colorate che solcano il cielo con scie persistenti e luminose, perfette per essere avvistate anche dai meno esperti.
Quando e come vedere il picco del 2025?
Come anticipato, il picco di attività si verificherà nella notte tra sabato 13 e domenica 14 dicembre, in particolare dalle 15:00 del 13 dicembre alle 12:00 del 14 dicembre, anche se lo sciame è attivo dal 4 al 17 dicembre circa. Il numero massimo di meteore è previsto intorno alle 08:00 del 14 dicembre e, in condizioni ideali di cielo buio, lo ZHR (Zenithal Hourly Rate) potrebbe toccare l’impressionante cifra di 150 meteore all’ora.
Consideriamo il fattore Luna. Il nostro satellite sarà in fase di Gibbosa Calante, con un’illuminazione ridotta a circa il 27-30%. Dunque, a differenza degli anni con plenilunio che “cancella” le stelle, quest’anno il disturbo sarà minimo. In Italia, poi, la Luna sorgerà tardi (intorno all’una o alle due di notte del 14 dicembre), lasciando una finestra di diverse ore di buio profondo in cui il radiante sarà già alto nel cielo.
Il nome Geminidi deriva dal radiante, ovvero il punto da cui sembrano scaturire le meteore, situato nella costellazione dei Gemelli (vicino alla stella Castore). Per chi osserva dall’Italia, la costellazione sorgerà a Nord-Est già in prima serata, per poi salire quasi allo zenit dopo la mezzanotte.
Consigli pratici per la “caccia” alle stelle
Per godersi al meglio lo spettacolo delle Geminidi, allontanatevi dalle luci. L’inquinamento luminoso è il nemico numero uno delle osservazioni di questo tipo e l’ideale è cercare un luogo buio, lontano dall’illuminazione cittadina. Se vi trovate al Nord, la montagna è l’ideale (nuvole permettendo), mentre se siete al Sud o sulle Isole, cercate zone costiere con l’orizzonte libero verso Est/Sud-Est.
Sebbene il picco sia a notte fonda (intorno alle 02:00), si può iniziare a osservare lo sciame meteorico già dalle 22:00. In questa fascia oraria il radiante è più basso, ma è possibile avvistare le spettacolari Earth-grazers, meteore che sfiorano l’atmosfera orizzontalmente con scie lunghissime.
Potete lasciare il telescopio a casa. In questa occasione gli occhi sono lo strumento migliore e, se volete immortalare una meteora, potete usare lo smartphone in “modalità notte” o “astrofotografia”, per chi la possiede. È indispensabile un treppiede, impostando un tempo di scatto lungo (di almeno 15-30 secondi) e puntando verso i Gemelli o la vicina costellazione di Orione.



















