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Scandalo Polymarket: influencer pagati per mostrare finte vincite sui social

Un'indagine di Wall Street Journal fa chiarezza sul caso Polymarket che avrebbe pagato influencer per promuovere la piattaforma con finte vincite

Polymarket iStock

Polymarket si definisce come “il più grande mercato predittivo al mondo“. Si tratta di un sito, di proprietà americana, lanciato nel 2020 e diventato popolare soprattutto negli ultimi mesi, anche grazie a una massiccia campagna di marketing che ha coinvolto molti influencer.

Un’indagine del Wall Street Journal ha fatto chiarezza proprio su quest’aspetto, evidenziando il sistema che Polymarket avrebbe utilizzato per farsi conoscere e diventare sempre più popolare su scala globale.

La piattaforma, dalle ricostruzioni, avrebbe pagato influencer per mostrare finte vincite sui social e spingere sempre più utenti a scommettere.

Per amplificare i contenuti social, inoltre, sarebbero state utilizzate varie tecniche di marketing con l’obiettivo di rendere virali le vincite (finte) degli influencer.

Andiamo a riepilogare tutti i dettagli in merito alla questione.

Cos’è Polymarket

Polymarket è il punto di riferimento online del mercato predittivo e consente agli utenti di scommettere su eventi di qualsiasi tipo, dalle guerre a eventi di cronaca rosa. In linea generale, si tratta di una piattaforma decentralizzata che permette di fare scommesse basate su eventi futuri. Il successo della piattaforma è legato, in buona parte, alla campagna di marketing che ha caratterizzato il servizio negli ultimi mesi, con la promessa di vincite importanti.

Cosa ha scoperto il Wall Street Journal

L’inchiesta del Wall Street Journal, intitolata “They Looked Like They Were Getting Rich on Polymarket—but None of It Was Real”, ha fatto chiarezza sulle tecniche adottate dalla piattaforma per diventare virale e conquistare nuovi utenti.

Il team che ha realizzato l’indagine, infatti, ha analizzato 1.100 video su Polymarket e ha dichiarato di aver visionato i materiali informativi che l’azienda ha messo a disposizione ai creator, incaricati di realizzare contenuti sul servizio.

Molti di questi video sarebbero stati realizzati utilizzando delle copie del sito web di Polymarket, in modo da mostrare operazioni e vincite, in realtà completamente fake, in quanto gli stessi creator non avevano effettuato alcuna scommessa.

Secondo la ricostruzione del Wall Street Journal, l’azienda  aveva anche chiesto a questi creatori di non specificare di essere stati pagati da Polymarket. Alcuni dei creatori coinvolti, inoltre, avrebbero aggiunto l’indicazione “polymarket partner” alle bio dopo essere stati contattati dai giornalisti per una richiesta di informazioni in merito al rapporto con la piattaforma di scommesse.

Polymarket ha risposto alle accuse con una breve dichiarazione, in cui ha sottolineato di essere “impegnata a mantenere mercati accurati, equi e trasparenti” e che nel prossimo futuro saranno effettuate delle verifiche sui contenuti promozionali.

In sostanza, l’azienda non ha confermato le accuse, rimandando a futuri approfondimenti la questione. Nel corso dei prossimi giorni o delle prossime settimane ci potrebbero essere degli approfondimenti. Al momento, inoltre, non risultano commenti da parte dei creatori coinvolti.