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Possiamo davvero salvare gli ultimi leoni rimasti in India?

I leoni asiatici dell'India sono ancora una specie a rischio a causa di alcune criticità ma negli ultimi anni la popolazione è cresciuta

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Circa un secolo fa, il leone dell’India era molto vicino all’estinzione, a causa della combinazione di vari fattori che, in breve tempo, avevano causato una progressiva riduzione del numero di esemplari.

Negli ultimi anni, grazie all’impegno del governo indiano, qualcosa è cambiato e c’è stata una decisa inversione di tendenza, come chiarito dall’ultimo censimento che ha confermato una sostanziale crescita della popolazione.

La strada per mettere al sicuro i leoni asiatici dell’India, però, è ancora lunga e ci sono tante sfide da superare. A fare chiarezza sulla questione è stato un approfondimento di National Geographic che ha evidenziato le criticità del momento.

Ecco tutti i dettagli in merito.

L’ultimo censimento

Il piano di salvataggio dei leoni asiatici ha avuto risultati positivi, tanto che nel corso dell’ultimo censimento è stato evidenziato che ne esistevano almeno 891 esemplari. Il loro futuro, però, non è sicuro, soprattutto per il fatto che circa il 44% della popolazione di leoni vive al di fuori delle aree protette, aggirandosi spesso per i villaggi e le città, andando a caccia di bestiame e, in poche e rare occasioni, di persone. Questo dato complica le cose e non permette di garantire un salvataggio sicuro dei leoni asiatici.

Una ripresa a rischio

Per il momento, i numeri non sono ancora sufficienti per poter escludere un rischio per i leoni asiatici. Alcuni esperti, infatti, credono che un singolo cataclisma, come un’alluvione o un virus, potrebbe compromettere la ripresa dei leoni in India, causando una rapida riduzione del numero di esemplari.

Il problema è legato al fatto che i felini vivono tutti all’interno di un’unica regione. Un qualsiasi evento rilevante potrebbe compromettere il lavoro svolto in questi anni. Nel 2018, ad esempio, il cimurro canino, una malattia infettiva virale e molto contagiosa, ha causato la morte di almeno 23 leoni.

Per contrastare il rischio di malattie, è stato costruito un complesso ospedaliero dedicato alla cura dei leoni asiatici direttamente sul campo. Si tratta di una misura essenziale per contrastare i rischi principali per la sopravvivenza dei leoni.

Il Parco Nazionale di Gir è oggi un punto di riferimento assoluto per la sopravvivenza dei leoni e adotta un’attenta strategia di monitoraggio, con l’obiettivo di tenere sempre sotto controllo la fauna locale, leoni compresi.

Per tenere sotto controllo la popolazione di leoni viene utilizzata anche l’intelligenza artificiale, in grado di identificare e catalogare i singoli esemplari dalle foto scattate sul campo, analizzando i piccoli dettagli che rendono unici i vari esemplari.

Le analisi effettuate, con dati aggiornati a dicembre dello scorso anno, hanno permesso di identificare ben 354 leoni, pari a circa i due quinti dell’intera popolazione conosciuta. Quest’attività continuerà per avere un quadro sempre più preciso e aggiornato della diffusione dei leoni.