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SCIENZA

Sacrifici umani contro El Niño: il terribile rito dei Chimú nell’antico Perù

I Chimú, una civiltà precolombiana che viveva nell'odierno Perù, tento di placare gli eventi catastrofici dovuti a El Niño ricorrendo anche a sacrifici umani

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Chimú iStock

El Niño è un tema di grande attualità, per via del suo impatto sul clima, e anche nel corso delle prossime settimane dovrebbe continuare a occupare le prime pagine, anche a causa di un inverno che potrebbe essere particolarmente rigido.

Questo fenomeno si ripete periodicamente e anche in passato, nel corso della storia dell’umanità, ha creato non pochi problemi alle civiltà sparse per il mondo che si sono trovate a dover fare i conti con condizioni climatiche spesso avverse.

Il drammatico sacrificio dei Chimù

Come raccontato da National Geographic in un approfondimento sul tema, anche i Chimù, una civiltà precolombiana, hanno dovuto fare i conti con gli effetti di El Niño, in un periodo storico (il XV secolo) in cui la stessa civiltà doveva affrontare la minaccia rappresentata dall’espansione dell’Impero Inca.

I Chimú dovettero affrontare eventi meteorologici estremi, come confermano recenti ricerche archeologiche e geologiche, che hanno evidenziato fortissime piogge torrenziali e inondazioni catastrofiche causate da un violento fenomeno climatico di El Niño.

La combinazione di questi eventi creò enormi problemi all’agricoltura e alla pesca, mettendo a rischio la sopravvivenza dell’intera civiltà dei Chimú, che poi dovette effettivamente cedere all’espansione degli Inca.

Per tentare di fermare gli eventi climatici che stavano devastando il territorio, i Chimú decisero di compiere un gesto estremo, sacrificando centinaia di bambini insieme a cuccioli di lama. Gli scavi archeologici hanno rinvenuto i resti di oltre 250 giovani vittime nel periodo compreso tra il 1400 e il 1450.

Haagen Klaus , professore di antropologia alla George Mason University, ha sottolineato: “I sacrifici sono negoziazioni e forme di comunicazione con il soprannaturale costruite con estrema cura. È l’interazione dei Chimú con il cosmo, così come lo intendevano loro.”

Le difese pratiche contro El Niño

Per contrastare gli eventi catastrofici di El Niño, oltre al drammatico sacrificio, i Chimú tentarono anche di costruire delle difese materiali contro la forza distruttiva dei vari fenomeni climatici. In particolare, al nord di Chan Chan, la città che era il fulcro della civiltà in questione, è stato trovato un muro difensivo lungo più di sette miglia.

Secondo gli studiosi, questo muro aveva l’obiettivo di garantire una difesa contro  ondate di fango, acqua e detriti che si riversavano dalle montagne a est durante le piogge di El Niño. La datazione al radiocarbonio ha confermato che il muro è stato costruito prima del 1450 e, probabilmente, nel periodo successivo al 1100.

Il sito di Chan Chan è oggi considerato un Patrimonio dell’Umanità e continua a essere al centro delle attenzioni degli archeologi, alla ricerca di nuove evidenze in merito al difficile periodo storico che portò alla caduta dei Chimú.

L’archeologo peruviano ed esploratore del National Geographic, Gabriel Prieto, ha commentato: “Da un lato, cercavano di compiacere gli dei e di dimostrare al loro popolo di avere tutto sotto il loro controllo. Ma allo stesso tempo, avevano messo in atto risposte tecniche davvero efficaci per proteggere la loro gente, le loro infrastrutture e i loro raccolti. Durante El Niño, lavoravano su molti fronti contemporaneamente. E questo è affascinante.”