E se i robot perdessero la pazienza? Un uomo spintona un umanoide e lui si "vendica" (più o meno)
Il video del robot umanoide che "risponde" a una spinta con un calcio è diventato virale, ma cosa c'è dietro? Ironie a parte, la questione sicurezza è più che seria.

Un uomo lo spintona e il robot umanoide reagisce "vendicandosi". Quanto accaduto in un negozio di elettronica in Russia sembra una scena che potrebbe essere tratta da una puntata distopica di Black Mirror. Più o meno, ovviamente. Nel video registrato dalle telecamere del negozio si vede chiaramente un cliente che si avvicina al robot esposto al pubblico e – non ci è dato saperne il motivo – si vede anche l’androide che, anziché incassare passivamente, reagisce tentando di sferrare un calcio. Neanche a dirlo, il video è diventato virale scatenando non poca ironia sul web, ma accendendo anche un dibattito (decisamente serio) sulla sicurezza dei robot bipedi a contatto con le persone.
Il video virale girato a Saratov
Come anticipato, il video in questione proviene dalla Russia. In particolare, la scena si è svolta all’interno del Volga Store di Saratov, dove è presente come "attrazione" un robot umanoide ribattezzato "Syoma". Nel filmato di videosorveglianza si vede chiaramente un cliente spingere l’automa, come a volerne scatenare una reazione.
La curiosità dell’uomo è stata immediatamente soddisfatta. In effetti il robot all’inizio ha oscillato e poi, inaspettatamente, ha compiuto un passo deciso verso di lui, protendendo la gamba in avanti in un movimento che molti hanno associato alla "volontà" di rispondere con un calcio. A quel punto sono intervenuti due dipendenti del negozio per trattenere fisicamente la macchina e disattivarla, così da evitare il peggio.
Cosa è successo davvero
Inutile dire come il filmato sia diventato virale nel giro di pochissimo tempo. Molti utenti sui social network si sono scatenati a suon di ironia, gridando a una vendetta in perfetto stile Skynet (il sistema di intelligenza artificiale immaginario della saga di Terminator, per intenderci), ma la realtà è ben diversa e meno fantascientifica di quanto si possa pensare.
Per non crollare al suolo dopo l’improvviso scossone, il robot umanoide potrebbe avere semplicemente "reagito" in base alle proprie caratteristiche tecniche. Spiegandolo in parole semplici, i modelli di controllo dinamico forzano gli attuatori a riallineare il baricentro della macchina, quindi quell’estensione improvvisa dell’arto inferiore – che sembra un calcio – potrebbe essere un tentativo automatico di riallinearsi e rimettersi in posizione eretta.
Andando su un’ipotesi meno tecnica, c’è anche il dubbio che il robot androide fosse guidato a distanza dallo stesso personale del negozio, creando quindi volutamente un contenuto che con ogni probabilità sarebbe diventato virale.
Non sembra proprio un caso, insomma, che il video sia stato condiviso sui canali social dello stesso negozio, con questa didascalia: "URGENTE! Un robot ha attaccato un cliente in un negozio di elettronica Volga Store. Ieri, è avvenuto un incidente in uno dei negozi di elettronica di Saratov, che è già in discussione ovunque. Secondo testimoni oculari, il consulente tecnologico Syoma è uscito di controllo e… ha cercato di attaccare il cliente. Ma cosa l’ha causato…? Il momento che rimane un mistero fino a oggi. Fortunatamente, tutti sono al sicuro! Syoma sta subendo un "riavvio emotivo" e il cliente è scappato con un piccolo spavento e, possibilmente, un nuovo iPhone".
Casi precedenti e nuovi interrogativi
L’episodio di Saratov non è il primo caso documentato di "incontri" bizzarri tra robot e umani. Nel 2022, ad esempio, durante il Moscow Chess Open un braccio robotico industriale spezzò il dito a un bambino di 7 anni, colpevole di aver anticipato troppo rapidamente una mossa. Di fatto il sensore lo aveva scambiato per un pezzo da catturare sulla scacchiera.
E ancora negli Stati Uniti i robot da pattugliamento Knightscope K5 hanno collezionato tutta una serie di incidenti, come quello avvenuto nel 2016, quando un’unità travolse un bambino in un centro commerciale in California. Una macchina dello stesso tipo, poi, terminò la sua ronda affondando nella fontana di un complesso uffici a Washington, ma questa è un’altra storia.
Ironie a parte, episodi del genere sono un ottimo pretesto per porsi degli interrogativi più che seri. L’uscita dei robot umanoidi dai laboratori impone delle regole e queste, senza alcun dubbio, devono riguardare anche la sicurezza di chi vi sta intorno. La vera innovazione non si gioca più solo su quanto un automa sappia correre o sollevare carichi, ma sulla sua capacità di fermarsi. Negli spazi pubblici diventano indispensabili sensori di prossimità e sistemi di arresto precauzionale così che quando un robot avverte un urto anomalo, come nel caso di Saratov, la prima "reazione" non sia il recupero della postura a ogni costo, bensì la salvaguardia delle persone circostanti.



















