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SCIENZA

Per la prima volta gli scienziati hanno estratto RNA da mammut dell'era glaciale

È stato estratto RNA di Mammut vissuto nell’era glaciale: la scoperta rivoluziona la paleogenetica permettendo di ricostruire la fisiologia dell’organismo e non solo il genoma

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RNA di Mammut iStock

L’estrazione dell’RNA da mammut dell’era glaciale apre una nuova frontiera nello studio delle specie estinte, offrendo dati inediti sulla loro biologia e sui geni realmente attivi negli ultimi istanti di vita.

Un viaggio scientifico nel tempo

Una scoperta senza precedenti sta riscrivendo ciò che non pensavamo possibile in paleogenetica. Un team internazionale di ricercatori, guidato dall’Università di Copenaghen, è riuscito per la prima volta a isolare e sequenziare molecole di RNA di mammut risalenti all’ultima era glaciale. Il risultato arriva dallo studio di campioni di tessuto muscolare eccezionalmente conservati nel permafrost siberiano, rimasti congelati per quasi 40.000 anni.

Fino a oggi gli scienziati erano convinti che l’RNA, estremamente fragile, si degradasse entro poche ore dalla morte di un organismo. Dimostrare che può sopravvivere per decine di millenni rappresenta una svolta epocale per la comprensione delle specie estinte.

Cosa rivela l’RNA e perché è diverso dal DNA

Per anni la ricerca si è concentrata soprattutto sul DNA, utilizzato per ricostruire il genoma dei mammut e delinearne l’evoluzione. Tuttavia, il DNA non racconta quali geni erano realmente attivi quando l’animale era vivo.

L’estrazione dell’RNA dell’era glaciale permette invece di osservare lo stato fisiologico dell’organismo nei suoi ultimi momenti, perché l’RNA è la molecola che traduce le informazioni genetiche in attività biologiche.

Studiando queste antiche sequenze, i ricercatori hanno potuto individuare quali geni si attivavano nel tessuto muscolare, ottenendo un ritratto biologico senza precedenti del giovane esemplare, conosciuto come Yuka. Non si tratta solo di uno sguardo al passato, ma di una nuova dimensione nella decifrazione dei processi vitali delle specie scomparse.

La sfida del recupero nel permafrost

Il successo del sequenziamento è stato possibile grazie alla qualità dei campioni rinvenuti nel gelo permanente della Siberia, dove le temperature costantemente sotto lo zero hanno congelato i tessuti nell’attimo stesso della morte. Il permafrost siberiano ha agito come una capsula del tempo, preservando non soltanto il DNA ma anche proteine e, inaspettatamente, molecole di RNA antico.

Per estrarre il materiale genetico gli studiosi hanno utilizzato tecniche di laboratorio solitamente impiegate nella ricerca biomolecolare moderna, adattandole alle condizioni estreme del campione preistorico. Il risultato dimostra che il limite temporale per lo studio dell’RNA è molto più lontano di quanto si pensasse e apre la porta a nuove analisi su altri organismi rimasti intrappolati nei ghiacci.

Implicazioni scientifiche e future prospettive

La possibilità di combinare RNA, DNA e proteine conservate offre uno sguardo tridimensionale sulla biologia delle specie estinte. La prospettiva di ricostruire i livelli molecolari della vita passata non significa semplicemente conoscere meglio il mammut lanoso, ma anche comprendere in modo più profondo come funziona la megafauna.

Questo approccio integrato potrebbe rivoluzionare campi come la genomica evolutiva, l’ecologia paleobiologica e persino gli studi sulla de-estinzione, spesso discussi in relazione alla possibile ricostruzione genetica del mammut.

Sebbene l’obiettivo non sia “riportare in vita” gli animali preistorici, la quantità di informazioni ottenibili grazie all’RNA del mammut potrebbe chiarire processi biologici decisivi per la sopravvivenza delle specie e per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Una nuova era per la paleogenetica

Questa ricerca dimostra che la storia della vita sulla Terra è conservata in modo molto più profondo e complesso di quanto immaginato. Le molecole che un tempo regolavano le funzioni vitali di un animale ora parlano dal passato, offrendo ai ricercatori una finestra biologica diretta sull’era glaciale.

La conquista dell’estrazione dell’RNA dell’era glaciale sancisce l’inizio di un capitolo rivoluzionario nella paleogenetica: non più solo lo studio di ciò che è scritto nel genoma, ma di ciò che era vivo, in funzione, nell’istante finale di un essere vissuto 40.000 anni fa.

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