Il Tamagotchi è tornato: è l'effetto nostalgia o una "nuova" mania?
Nostalgia anni Novanta, bip improvvisi e cuccioli da accudire: il Tamagotchi torna in nuove versioni, tra modelli classici, evoluti e accessori

- Il Tamagotchi vive un ritorno sulle ali della nostalgia e della semplicità, attrattiva in un'epoca di notifiche e abbonamenti incessanti.
- Le nuove versioni mescolano esperienza originale e innovazioni: schermi a colori, connettività e meccaniche di gioco che parlano a due generazioni.
- La cura resta fatta di routine e attenzione: modelli e accessori moderni ampliano le possibilità rendendo il gioco adatto a nostalgici e nuovi utenti.
Bip, è l’ora della pappa. Bip, ok, il nostro animaletto è decisamente da pulire. Doppio bip… forse l’abbiamo trascurato, cosa abbiamo dimenticato? Diciamolo: il tamagotchi era l’ossessione dei più giovani (e dei bimbi) negli anni Novanta.
Il cucciolo digitale da accudire (e da proteggere dalla morte, perché sì, il rischio c’era) ha conquistato il mondo. E forse è proprio per questo che il suo grande ritorno non stupisce poi più di tanto, anche se le versioni di oggi sono un pizzico differenti rispetto a quelle di qualche decennio fa.
- Perché ci mancava il Tamagotchi?
- Tecnologia ed effetto nostalgia
- Siamo pronti ad accudire di nuovo il cucciolo digitale?
- Ma come ci si prende cura di un Tamagotchi?
- I trucchi per veri appassionati: gli accessori
- Fa davvero per te?
Perché ci mancava il Tamagotchi?
I millennials hanno già la risposta: perché era nostro. Chi ha vissuto la fine degli anni Novanta ricorda bene le code nei negozi di giocattoli, gli ovetti nascosti sotto il banco a scuola e quel senso di responsabilità (minuscola, ma allo stesso tempo enorme) verso una creatura che tutto sommato era solo… fatta di pixel.
Il Tamagotchi non era un semplice giocattolo: era un impegno quotidiano, con orari, bisogni e persino capricci. C’è poi un altro elemento che spiega la mancanza: la semplicità. In un’epoca di notifiche infinite, abbonamenti e app che chiedono attenzione continua, un dispositivo con tre tasti e un unico scopo (tenere in vita il proprio cucciolo) ha un fascino quasi terapeutico. Nessun account da creare, nessun aggiornamento da scaricare: solo noi e lui.
Tecnologia ed effetto nostalgia
C’è anche da dire che il ritorno del Tamagotchi si inserisce in un’onda più ampia, quella del retrogaming e della tecnologia vintage: dalle console mini alle fotocamere istantanee, i millennial (ormai adulti e con potere d’acquisto) stanno ricomprando la propria infanzia.
Bandai, casa produttrice del cucciolo digitale, lo sa bene e ha giocato la carta migliore: riproporre l’esperienza originale del 1997, con la stessa programmazione di allora, affiancandola a modelli completamente nuovi.
123rf
Perché sì, il Tamagotchi di oggi non è solo un’operazione nostalgia: i modelli più recenti hanno schermi a colori, connettività tra dispositivi. In più, contano su alcune meccaniche di gioco che strizzano l’occhio ai videogiochi moderni, dalla genetica dei personaggi ai minigiochi cooperativi. Insomma, sono dei prodotti che parlano a due pubblici insieme: chi vuole rivivere il passato e chi lo incontra per la prima volta.
Siamo pronti ad accudire di nuovo il cucciolo digitale?
La gamma attuale è più ricca di quanto si possa immaginare e c’è un modello per ogni tipo di… Tama-genitore: dal purista al giocatore che cerca qualcosa di nuovo. Qui sotto trovi i tre più interessanti da tenere d’occhio.
Tamagotchi original
Il Tamagotchi Original è il ritorno del mito, con la stessa programmazione della versione arrivata in Italia nel 1997. La formula è quella che tutti ricordiamo: si parte dall’uovo, si nutre il cucciolo, si puliscono i suoi bisogni, si gioca con lui e lo si sgrida quando fa i capricci. Il modo in cui lo accudisci determina quale personaggio adulto otterrai, quindi ogni ciclo di vita è una piccola avventura diversa.
L’ovetto ha il classico schermo LCD, i tre tasti di sempre e la catenella per agganciarlo a zaino o borse, esattamente come trent’anni fa. Il gioco è disponibile in italiano ed è adatto dagli 8 anni in su, il che lo rende perfetto anche come primo Tamagotchi da regalare (o da regalarsi, nessuno giudica).
Tamagotchi Paradise
Il Tamagotchi Paradise è il modello che ha riscritto le regole. Qui non si schiude un semplice uovo: si assiste alla nascita di un intero ecosistema, da arricchire e popolare (c’è nelle versioni Terra e Acqua). La novità più grande è la rotella laterale, una sorta di corona girevole che permette di cambiare prospettiva su quattro livelli: dallo spazio si scende al terreno, poi al singolo Tamagotchi e infine fin dentro le sue cellule, dove si curano le malattie eliminando quelle danneggiate.
Lo schermo è a colori e le possibilità di crescita sono enormi: oltre 50 personaggi appartenenti a 12 specie diverse, che grazie alla trasmissione dei geni tra generazioni possono dare vita a decine di migliaia di combinazioni. C’è anche una porta di collegamento fisico sulla parte superiore per connettere due dispositivi, far interagire i personaggi e giocare in compagnia.
Tamagotchi Connection
Il Tamagotchi Connection è, invece, la riedizione del modello che nel 2004 introdusse la vera rivoluzione: la comunicazione tra dispositivi. Grazie alla connessione, due ovetti possono dialogare tra loro, permettendo ai rispettivi cuccioli di fare amicizia, scambiarsi regali e persino accoppiarsi per dare vita a un Tamababy, trasformando il gioco in un’esperienza sociale.
Rispetto alla formula classica ci sono anche i minigiochi, con cui guadagnare punti da spendere nel negozio interno per comprare cibo e giocattoli al proprio cucciolo. È il modello ideale per chi ha vissuto la seconda ondata Tamagotchi dei primi anni Duemila, o per chi vuole condividere l’esperienza con amici e figli, ovetto contro ovetto.
Ma come ci si prende cura di un Tamagotchi?
La regola d’oro è la costanza: il Tamagotchi va nutrito quando ha fame (senza esagerare, perché ingrassa), va fatto giocare per tenere alto il suo umore e va pulito subito dopo i bisogni, altrimenti rischia di ammalarsi. Se si ammala, serve una medicina tempestiva; se fa i capricci senza motivo, va disciplinato, perché anche l’educazione influisce sul personaggio che diventerà da adulto.
Attenzione poi ai dettagli che fanno la differenza tra un Tama-genitore distratto e uno esperto: spegnere la luce quando il cucciolo dorme, non lasciarlo solo troppo a lungo e non spegnere mai il dispositivo con leggerezza. Un giorno terrestre corrisponde a circa un anno di vita (grossomodo, cambia anche in base al modello), quindi ogni ora di trascuratezza pesa. E no, un Tamagotchi morto non si rianima: si può solo ricominciare da un nuovo uovo.
I trucchi per veri appassionati: gli accessori
Chi fa sul serio non si limita all’ovetto: attorno al Tamagotchi è nato un piccolo ecosistema di accessori pensati per proteggerlo e portarlo sempre con sé. Ecco i due più utili.
La custodia protettiva
La custodia in silicone pensata per il Tamagotchi Paradise avvolge l’ovetto proteggendolo da graffi, urti e cadute accidentali, che con un dispositivo da portare ovunque sono praticamente inevitabili. Il materiale morbido assorbe i colpi senza aggiungere ingombro e mantiene la forma originale del dispositivo.
Il design lascia liberi schermo, tasti e rotella, quindi si può continuare a giocare senza mai togliere la protezione. È l’acquisto più sensato per chi affida il proprio ovetto a mani piccole (o distratte) e vuole dormire sonni tranquilli.
Il bracciale
Il bracciale trasforma il Tamagotchi in una sorta di smartwatch retrò: la custodia in silicone con cinturino permette di indossare l’ovetto al polso e averlo sempre a portata di bip. Una soluzione comoda soprattutto per i bambini, che così non rischiano di dimenticarlo in giro o di perderlo nello zaino.
Anche in questo caso il silicone protegge il dispositivo dagli urti quotidiani, mentre il cinturino regolabile si adatta a polsi di dimensioni diverse. Un accessorio semplice che risolve il problema più antico di tutti i Tama-genitori: sentire il bip in tempo.
Fa davvero per te?
Se cerchi un gioco che non chiede connessioni, abbonamenti o schermi giganti, ma solo un po’ di attenzione quotidiana, la risposta è sì. Il Tamagotchi è tornato per ricordarci che prendersi cura di qualcuno (anche se fatto di pixel) è un piacere che non passa mai di moda.
FAQ
Ha il peso della nostalgia e la semplicità terapeutica: pochi comandi, nessun account e il ricordo di un gioco condiviso negli anni Novanta.
Schermi a colori, connettività tra dispositivi, meccaniche moderne come genetica e minigiochi, oltre a riedizioni fedeli del 1997.
Il Tamagotchi Original è perfetto: interfaccia classica, programmazione storica e adatto dagli 8 anni in su, semplice da usare e regalare.
Costanza: nutrirlo, farlo giocare, pulire i bisogni, curarlo se si ammala e non spegnere il dispositivo mentre vive.
Sì, proteggono da urti e perdite; la custodia in silicone preserva l'ovetto e il bracciale lo rende facilmente portabile.
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