In Alaska è emersa una nuova isola, ma le cause della sua nascita non anticipano nulla di buono
Dietro la formazione della nuova isola ci sono riscaldamento globale e cambiamento climatico che portano al ritiro dei ghiacciai: ecco perché preoccuparsi
In Alaska il ritiro dei ghiacciai ha portato alla formazione di una nuova isola, un fenomeno affascinante ma che rivela l’impatto sempre più rapido del cambiamento climatico sul nostro pianeta. Le immagini satellitari della NASA mostrano chiaramente come il ghiacciaio Alsek si sia ritirato in pochi decenni, lasciando Prow Knob completamente circondata dall’acqua.
Una nuova isola nata dal ritiro dei ghiacciai
Nella regione sudorientale dell’Alaska, un piccolo rilievo roccioso un tempo inglobato dal ghiacciaio Alsek si è trasformato in un’isola vera e propria. Questo rilievo, chiamato Prow Knob per la sua forma simile alla prua di una nave, era fino a pochi decenni fa un nunatak, ossia una montagna che affiorava dal ghiaccio. Le prime osservazioni risalenti alla fine dell’Ottocento lo descrivevano completamente circondato da una spessa calotta glaciale.
Le immagini satellitari della NASA, scattate dal programma Landsat, documentano il progressivo ritiro del ghiacciaio negli ultimi quarant’anni. L’analisi più recente conferma che, tra luglio e agosto del 2025, il ghiaccio ha perso il contatto con Prow Knob, isolandolo definitivamente e trasformandolo in una nuova isola nel cuore dell’Alsek Lake.
Il ghiacciaio Alsek si ritira sempre più velocemente
La nascita di questa isola è la conseguenza diretta del riscaldamento globale. Negli ultimi decenni le temperature medie in Alaska sono aumentate a un ritmo doppio rispetto alla media mondiale, provocando lo scioglimento dei ghiacciai a una velocità senza precedenti.
Il ghiacciaio Alsek, che un tempo si estendeva per chilometri oltre la posizione attuale, si è progressivamente assottigliato e ha subito un fenomeno di calving, ovvero la rottura del fronte glaciale con il distacco di enormi blocchi di ghiaccio che finiscono nel lago.
Questo arretramento ha avuto un impatto significativo sulla geografia locale: dal 1984 ad oggi l’Alsek Lake è passato da 45 a 75 chilometri quadrati, mentre anche i vicini laghi glaciali Harlequin e Grand Plateau sono più che raddoppiati. Secondo gli studiosi dei ghiacciai, l’intera area si sta trasformando in un nuovo “distretto lacustre” dove l’acqua sostituisce sempre più il ghiaccio.
Le conseguenze per l’ambiente e per il pianeta
La formazione di una nuova isola può sembrare un evento spettacolare, ma è anche un campanello d’allarme. La perdita di ghiaccio contribuisce all’innalzamento del livello del mare e aumenta il rischio di inondazioni glaciali improvvise.
I laghi proglaciali che si formano in seguito al ritiro dei ghiacciai sono trattenuti solo da dighe naturali di roccia e detriti. Se queste cedono, l’acqua può riversarsi a valle a velocità devastanti, con conseguenze gravi per le comunità e per gli ecosistemi.
Il fenomeno non riguarda solo l’Alaska. A livello globale, i circa 275.000 ghiacciai terrestri contengono il 70% dell’acqua dolce del pianeta, ma ogni anno riversano negli oceani centinaia di miliardi di tonnellate di ghiaccio. Se la tendenza non rallenterà, città costiere come New York, Londra o Shanghai potrebbero affrontare innalzamenti del livello del mare tali da mettere a rischio milioni di persone.
Un avvertimento dal futuro
L’isola di Prow Knob è il simbolo di un cambiamento in atto che potrebbe trasformare interi paesaggi e compromettere l’equilibrio climatico globale. Monitorare il ritiro dei ghiacciai in Alaska e studiare la nascita di nuove isole permette agli scienziati di comprendere meglio la velocità con cui il riscaldamento globale sta modificando il pianeta.
Ogni nuova immagine satellitare non racconta solo l’evoluzione di un ghiacciaio, ma anche la storia di un mondo che cambia e che ci impone di riflettere sulle conseguenze delle nostre azioni. L’isola nata dall’Alsek Glacier è un promemoria fornito direttamente dalla natura che ci ricorda quanto urgente sia proteggere il clima e rallentare il ritmo dell’aumento delle temperature.




















