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La riserva naturale in Italia dove il WWF ha censito più di 1000 fenicotteri

Una Riserva naturale italiana preziosa per le rotte migratorie: un segnale di come tutela dell'ambiente ed economia possano integrarsi

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Il WWF ha registrato un generale stato di salute incoraggiante per una delle aree umide più preziose del Mediterraneo centrale: la Riserva naturale orientata delle Saline di Trapani e Paceco. Qui sono infatti stai censiti 1.150 fenicotteri rosa.

Un numero significativo, frutto di un monitoraggio accurato che conferma il ruolo chiave di questo ecosistema per la biodiversità e le rotte migratorie degli uccelli acquatici. Il dato arriva nell’ambito del FeniDay, la giornata dedicata al censimento dei fenicotteri (coinvolge non solo gli operatori del WWF ma anche numerosi birdwatcher). L’area monitorata si estende tra i Comuni di Trapani, Paceco, Misiliscemi e Marsala. Uno snodo fondamentale per molte specie migratrici, non solo per il celebre fenicottero rosa.

Come funziona il censimento dei fenicotteri

Il monitoraggio non si traduce in un semplice conteggio visivo. I singoli individui vengono identificati grazie a degli anelli applicati alle loro zampe fin dalla nascita (nelle colonie riproduttive sparse nel Mediterraneo). Ogni anello rappresenta una carta d’identità, per dire, che consente di seguire gli spostamenti nel corso degli anni.

I dati vengono trasmessi poi all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Ciò contribuisce alle strategie di conservazione attuate su scala nazionale e internazionale. Un esempio, l’ennesimo, di come la “citizen science”, la ricerca scientifica e la tutela ambientale possano collaborare. Tutto ciò per permettere a una semplice osservazione di tramutarsi in informazione utile per la gestione diretta degli ecosistemi.

Un nodo chiave della rete mediterranea

Leggere gli anelli permette di raccontare una storia di migrazioni su larga scala. I fenicotteri osservati nelle saline di Trapani provengono infatti da:

  • Francia;
  • Spagna;
  • Sardegna;
  • Tunisia;
  • Algeria.

Un dato che conferma come la Riserva non sia un’area isolata, anzi. È parte di una vera e propria rete mediterranea di zone umide interconnesse. Nel corso della primavera, gli uccelli si spostano verso siti riproduttivi del Mediterraneo settentrionale. In autunno, invece, il flusso si inverte e punta verso l’Africa settentrionale.

Trapani si colloca esattamente lungo questo corridoio naturale, offrendo un habitat ideale per la sosta, l’alimentazione e, in alcuni casi, lo svernamento. Non si parla inoltre soltanto di fenicotteri. Anche la spatola sfrutta regolarmente la Riserva. Ben oltre l’1% dell’intera popolazione centro europea di questa specie transita o sverna nell’area protetta.

Una riserva viva

La Riserva è affidata al WWF ed è diretta da Silvana Piacentino. Al suo interno sono comprese tutte le saline, che continuano a svolgere un ruolo attivo dal punto di vista economico e ambientale. Proprio questo equilibrio ha portato all’avvio della candidatura all’UNESCO come Riserva della Biosfera.

“I risultati dimostrano che la Riserva non è un’area mummificata, ma un sistema vivo e dinamico”, sottolinea il Wwf. Un sistema che però non è immune dalle pressioni esterne:

  • cambiamenti climatici;
  • espansione urbana;
  • alterazioni del territorio.

Il censimento dei 1.150 fenicotteri rosa non è solo una buona notizia per gli amanti della natura, ma un indicatore scientifico fondamentale. Monitorare queste popolazioni significa capire come stanno cambiando gli ecosistemi costieri e quali strategie adottare per proteggerli.

Questa Riserva ci dimostra che tutelare la biodiversità è un’azione che può convivere con le attività economiche. A patto ovviamente di puntare su una gestione integrata del territorio, che possa tenere insieme sviluppo sostenibile, conservazione e scienza.