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La Terra continua ad accumulare calore: la soglia critica è sempre più vicina

Il riscaldamento globale accelera: la soglia di 1,5 gradi potrebbe essere superata entro il 2030, con conseguenze sempre più difficili da contenere

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Riscaldamento globale 123rf
  • Un aggiornamento scientifico indica che il riscaldamento globale ha raggiunto 1,37°C nel 2025 e rischia di toccare 1,5°C entro il 2030.
  • Il rapporto monitora emissioni, gas serra, oceani e livello del mare, evidenziando un budget di carbonio compatibile di circa 130 miliardi di tonnellate.
  • Gli autori avvertono che soluzioni esistono — rinnovabili, elettrificazione e efficienza — ma la loro adozione non è ancora sufficiente.

Giornate torride, sempre più torride. In alcune parti d’Italia i livelli di calore sono talmente tanto elevati da aver portato a segnalare delle allerte arancioni e rosse.
Ma la situazione no, non riguarda solo il Belpaese: oggi più che mai torniamo a parlare di riscaldamento globale.

Perché? Perché i dati appena pubblicati dalla comunità scientifica internazionale raccontano un pianeta che trattiene calore a un ritmo mai osservato prima. E raccontano anche un’altra cosa: il superamento del limite fissato dall’Accordo di Parigi è ormai questione di pochi anni.

L’allarme degli Indicators of Global Climate Change

Le brutte notizie arrivano dal nuovo aggiornamento degli Indicators of Global Climate Change (IGCC), il rapporto pubblicato da Copernicus che ogni anno fotografa lo stato di salute del clima attraverso i suoi indicatori fondamentali: emissioni, concentrazioni di gas serra, temperatura globale, livello dei mari, calore accumulato dagli oceani.

Lo studio è il frutto del lavoro di oltre 70 scienziati provenienti da 56 istituzioni di 17 Paesi, una sorta di tagliando annuale del sistema climatico che colma il vuoto tra un grande rapporto IPCC e l’altro. E, purtroppo, porta notizie infauste: il riscaldamento causato dalle attività umane ha toccato 1,37°C nel 2025 rispetto ai livelli preindustriali e, se le emissioni proseguiranno ai ritmi attuali, la soglia di 1,5°C verrà superata intorno al 2030.

Un orizzonte che fino a poco tempo fa sembrava lontano e che ora rientra nel calendario dei piani climatici già approvati da governi e imprese.

Gli 1,37°C e il loro significato

Ma andiamo ancora di più nel dettaglio: dietro questo numero c’è un meccanismo tanto semplice quanto implacabile. Le emissioni globali di gas serra hanno raggiunto nel 2024 il massimo storico di 56,8 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente, spinte soprattutto dalla combustione di carbone, petrolio e gas.

Le concentrazioni dei tre principali gas serra continuano a salire: l’anidride carbonica ha toccato quota 425,6 parti per milione, mentre crescono anche metano e protossido di azoto. Più gas serra restano in atmosfera, più calore viene intrappolato.

Lo conferma uno degli indicatori più significativi del rapporto, lo squilibrio energetico terrestre: la differenza tra l’energia che entra nel pianeta e quella che riesce a uscirne è più che raddoppiata negli ultimi decenni e ha raggiunto un livello record.

In altre parole, la Terra accumula calore più velocemente che in qualsiasi altro momento da quando esistono le misurazioni moderne. Gran parte di quel calore finisce negli oceani. Il livello globale del mare ha segnato nel 2025 un nuovo massimo, con 23 centimetri in più rispetto al 1901, e il ritmo dell’innalzamento accelera.

I giorni interessati da ondate di calore marine sono più che triplicati tra il 1991 e il 2025: solo lo scorso anno se ne sono contati 65, con conseguenze pesanti su ecosistemi, stock ittici e barriere coralline.

La soglia critica

Il limite di 1,5°C è il pilastro dell’Accordo di Parigi del 2015, il trattato internazionale pensato per evitare gli impatti più gravi della crisi climatica. Per capire quanto margine resti, gli scienziati utilizzano il cosiddetto budget di carbonio: la quantità di CO2 che il mondo può ancora emettere mantenendo il riscaldamento entro quella soglia.

Dall’inizio del 2026 quel margine è sceso a circa 130 miliardi di tonnellate di CO2. Ai ritmi attuali di emissioni, si esaurirebbe nel giro di tre anni. Una cifra che trasforma la soglia di Parigi da obiettivo diplomatico a scadenza contabile.

A rafforzare il quadro c’è anche la World Meteorological Organization, secondo cui tra il 2026 e il 2030 esiste una probabilità del 91% che almeno un anno superi temporaneamente gli 1,5°C.

Va precisato che un singolo anno oltre il limite non equivale alla violazione definitiva dell’obiettivo, che si misura sulle medie di lungo periodo. Il margine, però, si sta assottigliando a vista d’occhio, con un tasso di riscaldamento di origine antropica che viaggia ormai alla velocità record di 0,27°C per decennio.

Il futuro che ci aspetta

Superare la soglia significa aumentare frequenza e intensità di eventi che già oggi mettono sotto pressione territori, economie e sistemi sanitari: ondate di caldo più lunghe, piogge estreme, siccità, incendi, alluvioni. Fenomeni che entrano sempre più spesso nei bilanci di famiglie, imprese e assicurazioni, e che impongono investimenti nell’adattamento, dalle città più ombreggiate ai piani sanitari per proteggere le persone più fragili.

Gli autori del rapporto ricordano che le soluzioni esistono già: rinnovabili, elettrificazione, efficienza energetica, abbandono progressivo dei combustibili fossili. Ciò che manca è la velocità con cui vengono adottate, ancora insufficiente a piegare la curva delle emissioni globali.

Resta un punto fermo, ed è forse il più importante: la partita non finisce con il sorpasso della soglia. Ogni decimo di grado evitato si traduce in meno giorni di caldo estremo, meno raccolti persi, meno persone esposte. L’obiettivo, ormai, va oltre la difesa di un numero: si tratta di impedire che il suo superamento diventi alto, prolungato e irreversibile.

FAQ

Cosa significa il traguardo di +1,5°C?

Indica un aumento medio globale rispetto all'era preindustriale che porta più eventi estremi e rischi per ecosistemi, salute ed economie.

Quando potremmo superare 1,5°C?

Se le emissioni proseguono ai ritmi attuali, il rapporto stima il possibile superamento attorno al 2030.

Quanto carbonio resta per restare sotto 1,5°C?

Dal 2026 il budget compatibile è circa 130 miliardi di tonnellate di CO2, esauribile in circa tre anni alle emissioni attuali.

Quali effetti concreti porta il riscaldamento crescente?

Aumento di ondate di calore, innalzamento del livello del mare, stress su infrastrutture, agricoltura e salute pubblica.

Ci sono soluzioni disponibili per evitare il peggio?

Sì: rinnovabili, elettrificazione, efficienza energetica e riduzione dell'uso di carbone, petrolio e gas, ma vanno accelerate.