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Riscaldamento in Antartide: effetti a catena sul clima mondiale

Quel che succede in Antartide ha irrimediabilmente degli effetti tangibili sul clima mondiale: un recente studio spiega le conseguenze del suo riscaldamento.

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Riscaldamento in Antartide: effetti a catena sul clima mondiale 123RF

L’Antartide non è affatto un gigante di ghiaccio isolato, ma il vero cuore pulsante che regola la macchina climatica terrestre. Un recente studio pubblicato sul Journal of Climate dell’American Meteorological Society (AMS) rivela che il riscaldamento accelerato della penisola antartica sta trasformando il modo in cui l’aria si muove sopra il continente, con effetti che arrivano fino alle nostre latitudini. Dagli anni ’50, questa regione si è scaldata a un ritmo di circa 0,3-0,5 °C per decennio, alterando la stabilità dell’atmosfera inferiore e la sua capacità di resistere ai movimenti verticali.

Cosa dice lo studio?

La ricerca, basata su dati satellitari e misurazioni sul campo, evidenzia un calo costante della frequenza di Brunt-Väisälä, il parametro che misura la “rigidità” dell’aria. Quando la superficie si scalda troppo rispetto agli strati superiori, l’atmosfera diventa instabile:

Il riscaldamento superficiale nelle regioni polari ha importanti conseguenze per la stabilità degli strati più bassi dell’atmosfera e per il movimento verticale atmosferico. In questo studio, utilizzando i dati di rianalisi ERA5 e misurazioni in situ, quantifichiamo l’evoluzione della stabilità statica del primo chilometro dell’atmosfera antartica e dimostriamo che la frequenza di Brunt-Väisälä, una misura della stabilità atmosferica, è in costante diminuzione dagli anni ’50. Utilizzando osservazioni satellitari, rianalisi e simulazioni climatiche mirate, scopriamo che questa ridotta stabilità ha indotto un cambiamento nei regimi di flusso prevalenti sulla Penisola Antartica, alterando il flusso del vento regionale e intensificando la generazione di onde gravitazionali orografiche. L’aumento della forzante delle onde gravitazionali provenienti dalla Penisola Antartica può avere importanti implicazioni per la circolazione su scala globale, l’intensità del vortice polare, l’impoverimento dell’ozono e le condizioni meteorologiche alle medie latitudini.

In pratica, l’aria antartica non è più “bloccata” dalle montagne e ha iniziato a scavalcarle con una frequenza molto più alta rispetto al passato. Questo passaggio dal regime di “blocco” a quello di “scavalcamento” (flow-over) genera le onde di gravità orografiche, che sono delle enormi increspature invisibili nell’aria che possono viaggiare dalla superficie fino a 120 chilometri di altezza.

Le onde gravitazionali orografiche agiscono come una cinghia di trasmissione energetica che collega il Polo Sud con l’alta atmosfera e gli effetti sono su scala globale perché influenzano la velocità delle correnti a getto e la stabilità delle grandi circolazioni atmosferiche:

L’aumento del forcing delle onde di gravità dalla penisola antartica può avere importanti implicazioni per le circolazioni su scala globale, la forza del vortice polare, la riduzione dell’ozono e il meteo alle medie latitudini.

Altre conseguenze su scala globale

Le conseguenze di questo mutamento fisico non restano confinate ai ghiacci. Un vortice polare disturbato da queste onde gravitazionali può indebolirsi, innescando anomalie meteorologiche estreme a migliaia di chilometri di distanza.

È stato dimostrato che le interferenze nel vortice antartico sono collegate a ondate di calore record e siccità devastanti in Australia, aumentando drasticamente il rischio di incendi boschivi, come accaduto nel 2019. Inoltre, queste onde favoriscono la formazione di nubi stratosferiche polari, “luoghi” dove avviene la distruzione dell’ozono, mettendo a rischio il recupero dello scudo protettivo del pianeta.

Il fenomeno alimenta anche il cosiddetto Foehn o favonio, il vento di caduta che in Italia è tipico delle regioni del Nord-Ovest: correnti d’aria che scendono dai pendii, scaldandosi rapidamente per compressione. Questi soffi caldi accelerano la fusione superficiale delle piattaforme di ghiaccio, minacciando la stabilità di giganti come la piattaforma Larsen-C. Se queste barriere dovessero cedere, i ghiacciai continentali scivolerebbero verso l’oceano più velocemente, accelerando l’innalzamento del livello dei mari a livello globale.

L’Antartide ci sta inviando un segnale inequivocabile: ogni decimo di grado di riscaldamento ai poli riscrive le regole, rendendo la stabilità climatica una sfida tecnologica e ambientale sempre più complessa.