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SICUREZZA INFORMATICA

Furto dati Revolut, quali rischi corrono i clienti e come proteggersi

Password e soldi sono al sicuro, ma documenti, foto e movimenti finiti ai criminali aprono la strada a furti d'identità e phishing mirato

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Carta sportello bancomat 123RF

Si continua a parlare del caso Revolut, non senza ragione. Dopo il furto di dati sensibili messo a segno grazie a una falsa PEC istituzionale italiana, in molti si chiedono quali siano ora i rischi. Che pericoli corrono i clienti coinvolti. Quali sono le conseguenze, concretamente parlando.

La buona notizia è che password e soldi non sono stati toccati. Decisamente meno buona invece è quella inerente alle informazioni finite nelle mani sbagliate. Possono infatti essere sfruttate per truffe e furti d’identità. Ecco tutto quello che dovreste sapere se siete clienti Revolut.

Revolut, conti e fondi al sicuro

I dati rubati a Revolut non sono figli di una falla tecnica sfruttata da abili hacker. La banca è stata raggirata. I criminali hanno usato una falsa PEC per fingere che le comunicazioni inviate giungessero da una prefettura. Finti agenti della Polizia Postale che inviano un finto “ordine europeo di indagine”, richiedendo i dati di alcuni clienti.

Niente più di questo, con Revolut che, secondo il Financial Times, avrebbe offerto i dati di circa 680 clienti facoltosi, tra cui sportivi e imprenditori noti. Il gruppo di hacker che ha rivendicato l’azione si fa chiamare IAmNotAVillain. Ha ottenuto:

  • indirizzi di residenza;
  • documenti;
  • foto di verifica dell’identità;
  • numeri di conto;
  • dettagli delle transazioni (anche in Bitcoin).t

All’interno del consistente file inviato alla finta Polizia Postale, però, non c’erano password o credenziali d’accesso ai conti. Questo significa che gli hacker non possono entrare direttamente nell’app, prelevare denaro o effettuare bonifici.

Il patrimonio dei clienti non è a rischio, dunque, almeno nell’immediato. Il problema è però legato al prossimo futuro. Quei dati potranno essere sfruttati per attacchi mirati e ben studiati.

I rischi reali per i clienti

Le informazioni cedute ai truffatori sono una miniera d’oro. Il primo rischio è il furto d’identità, considerando il possesso di documenti, foto e dati anagrafici. I criminali potrebbero anche tentare di aprire dei conti, chiedere dei prestiti o firmare contratti a nome delle vittime.

Il secondo, e più probabile, è il phishing mirato. Conoscendo indirizzo, numero di conto e movimenti, infatti, i malintenzionati possono confezionare messaggi, e-mail e chiamate molto credibili, difficili da smascherare.

Al terzo posto troviamo la frode diretta. Fingendosi operatori di Revolut, infatti, possono contattare i clienti per farsi comunicare codici di sicurezza o autorizzare delle operazioni. Per non parlare poi delle conseguenze sul fronte della privacy.

Come proteggersi

Dinanzi a questo tipo di attacchi, poche regole fanno la differenza. Per prima cosa è necessario tenere d’occhio i movimenti del proprio conto, attivando le notifiche disponibili. Meglio un po’ di fastidio extra che un’amara sorpresa in seguito. In questo modo sarà più facile verificare eventuali operazioni sospette.

Passiamo poi a un tipo d’atteggiamento da tenere ormai come impostazione base: diffidenza. Nessuna banca o app seria chiede via mail o telefono qualcosa come codici, pin o password. Qualunque richiesta del genere va considerata una truffa, al di là di quanto seria e professionale possa sembrare la persona che ci ha contattati.

Da verificare poi sempre con grande attenzione l’indirizzo del mittente, evitando di cliccare sui link ricevuti, se non da fonti certe. Infine, in caso di comunicazioni anomale o sospette, è bene segnalare il tutto all’assistenza ufficiale. Un passaggio extra che costa pochi minuti, ma che può fare tutta la differenza del caso.