Libero
TECH NEWS

Cosa aspettarsi dal 6G? Quando è previsto il lancio e i vantaggi

È ancora presto per chiedersi quando arriva il 6G? A che punto è lo sviluppo della rete mobile pronta a sostituire il 5G, i vantaggi che offre e le difficoltà nella realizzazione.

Pubblicato:

Uomo tiene in mano uno smartphone e connessioni 123RF

La prossima evoluzione delle reti mobili è già in fase di studio. Il 6G promette velocità molto superiori a quelle attuali, latenze quasi nulle e un’integrazione più stretta con l’intelligenza artificiale. Anche se la rete 5G è ancora in espansione, il settore delle telecomunicazioni guarda già al prossimo passo: una tecnologia pensata per connettere milioni di dispositivi, sostenere nuove applicazioni digitali e trasformare settori come sanità, industria e città intelligenti. Ma quando arriverà davvero e quali saranno i vantaggi del 6G rispetto alle reti attuali?

Quando arriva il 6G

La domanda più frequente riguarda i tempi. In base alle roadmap industriali, il debutto commerciale della rete 6G è previsto intorno al 2030.

Prima di allora sono in programma diversi passaggi tecnici e normativi che porteranno alla definizione degli standard globali.

Le prime attività di ricerca sono già partite nel 2025 con i lavori dello standard internazionale coordinato dall’organizzazione 3rd Generation Partnership Project.

Le specifiche tecniche più avanzate dovrebbero essere completate entro il 2028, mentre i primi test su reti pilota sono attesi tra il 2028 e il 2029.

Anche il settore industriale si sta muovendo con largo anticipo. Aziende come Nokia, Ericsson e Huawei hanno già annunciato programmi di ricerca e sviluppo per preparare le infrastrutture del futuro.

Le prime installazioni commerciali riguarderanno probabilmente grandi città e ambienti industriali dove la domanda di connettività ad altissima capacità è più elevata.

Quanto sarà veloce la rete 6G

Uno dei punti più discussi riguarda le prestazioni. Le stime indicano che la rete 6G potrebbe raggiungere velocità superiori a 100 gigabit al secondo, con picchi teorici che arrivano fino a un terabit al secondo.

Per avere un riferimento, il 5G può arrivare a circa 20 gigabit al secondo nelle condizioni migliori. La differenza quindi non sarà solo incrementale, ma potrebbe rappresentare un vero salto tecnologico.

Anche la latenza, cioè il tempo che impiega un segnale a viaggiare tra dispositivo e rete, dovrebbe ridursi sotto il millisecondo. In pratica, la comunicazione tra dispositivi e infrastruttura sarà quasi istantanea, un requisito fondamentale per applicazioni come robot industriali, droni autonomi o interventi medici a distanza.

Gran parte di queste prestazioni sarà possibile grazie all’utilizzo di nuove frequenze radio, in particolare le bande terahertz, molto più veloci ma anche più difficili da gestire dal punto di vista tecnico.

I vantaggi del 6G nella vita quotidiana

I vantaggi del 6G non riguardano solo la velocità. L’obiettivo è costruire una rete capace di supportare un numero enorme di dispositivi connessi e di adattarsi automaticamente alle esigenze di traffico grazie all’intelligenza artificiale.

Si parla di una capacità teorica fino a dieci milioni di dispositivi collegati per chilometro quadrato. Un dato che apre la strada a nuove applicazioni nelle città intelligenti, nella logistica e nell’Internet delle cose.

Tra gli scenari più citati dagli analisti ci sono i cosiddetti gemelli digitali, modelli virtuali di città o fabbriche aggiornati in tempo reale grazie ai dati raccolti dai sensori. Questi sistemi permettono di simulare processi complessi e ottimizzare produzione, traffico urbano o consumi energetici.

Nel settore sanitario, la rete 6G potrebbe rendere più affidabili operazioni come la telemedicina avanzata o la chirurgia assistita da remoto, dove il tempo di risposta della rete è un fattore critico.

Anche l’intrattenimento cambierà. Tecnologie immersive come realtà aumentata e realtà estesa potrebbero diventare molto più realistiche, con esperienze tridimensionali e comunicazioni olografiche in tempo reale.

Le difficoltà da superare

Nonostante le promesse, la strada verso il 6G presenta diverse difficoltà. Le frequenze terahertz garantiscono prestazioni molto elevate, ma hanno una portata limitata e faticano ad attraversare ostacoli come edifici o vegetazione.

Per questo motivo la rete dovrà essere costruita con una densità molto più alta di piccole antenne distribuite sul territorio. Serviranno anche infrastrutture di supporto come connessioni in fibra e sistemi di calcolo ai margini della rete.

Un altro tema riguarda il consumo energetico dei dispositivi. Le nuove tecnologie radio richiedono più potenza, quindi i produttori dovranno sviluppare componenti più efficienti e soluzioni capaci di recuperare energia dall’ambiente.

Infine, la gestione dello spettro radio richiederà accordi internazionali per assegnare e coordinare le nuove frequenze.

Il lavoro è già iniziato e il 2030 resta l’obiettivo più citato dagli operatori del settore. Se le aspettative saranno confermate, la rete 6G potrebbe diventare l’infrastruttura digitale che sosterrà le tecnologie dei prossimi decenni.