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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Nel Regno Unito vogliono usare l'IA per verificare l'età dei migranti

Dal prossimo anno, il governo britannico introdurrà il riconoscimento facciale con l'IA per stimare l’età dei migranti che sbarcano sulle coste del Paese, al fine di accelerare i rimpatri.

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Nel Regno Unito vogliono usare l'IA per verificare l'età dei migranti

Intelligenza artificiale e sicurezza ormai vanno sempre più a braccetto, in particolar modo nel riconoscimento facciale. E non solo per quanto riguarda social, cybersecurity o protezione domestica: anche nell’ordine pubblico presto l’IA troverà piena adozione.

È il caso del Regno Unito, dove l’amministrazione locale si prepara a introdurre un sistema destinato però a un uso particolarmente controverso: la verifica dell’età dei migranti che arrivano alle frontiere su piccole imbarcazioni.

In arrivo un sistema IA per verificare l’età dei migranti con il riconoscimento facciale

A riportarlo è The Independent. A partire dal prossimo anno, il Ministero dell’Interno britannico prevede di utilizzare una tecnologia di riconoscimento facciale basata sull’intelligenza artificiale per stimare l’età dei migranti che sbarcano sulle coste del Paese dopo aver attraversato la Manica.

La tecnologia sarà applicato ai richiedenti asilo “subito dopo il loro arrivo in Gran Bretagna, al termine del pericoloso viaggio attraverso la Manica, presso il centro di accoglienza di Western Jet Foil, a Dover“, si legge sul quotidiano britannico.

Secondo quanto dichiarato dai funzionari, lo strumento non sostituirà le valutazioni umane, ma sarà utilizzato come supporto aggiuntivo per le forze dell’ordine e per le autorità dell’immigrazione, con l’obiettivo di rendere più rapida e uniforme la valutazione dell’età dei nuovi arrivati.

A sviluppare e testare la tecnologia ci penserà la società Akhter Computers Ltd, seguendo il piano del governo britannico che prevede l’esecuzione di test e verifiche iniziali  (con annessa eventuale adozione completa) entro il 2027.

Perché utilizzare l’IA per verificare l’età dei migranti

Il progetto si inserisce in una più ampia stretta del governo britannico sulla gestione dell’immigrazione. Nel presentare l’iniziativa, il Ministero dell’Interno ha sostenuto che una parte degli adulti in arrivo nel Paese dichiarerebbe falsamente di essere minorenne, nel tentativo di evitare la detenzione o l’espulsione.

Ecco perché stiamo implementando la tecnologia basata sull’IA per porre fine a questo fenomeno, garantendo che coloro che manipolano il sistema vengano identificati, fermati ed espulsi senza indugio e che coloro che meritano sostegno e protezione li ricevano”, ha dichiarato il Ministro per la Sicurezza delle Frontiere e l’Asilo, Alex Norris.

A tal riguardo, il governo ha pubblicato per la prima volta alcuni dati sulle valutazioni dell’età effettuate sui migranti: nell’anno concluso a marzo 2026 su 6.420 persone sottoposte a valutazione (pari al 7% dei richiedenti asilo complessivi) circa il 43% è stato ritenuto maggiorenne sia dagli operatori del Ministero dell’Interno sia dalle autorità locali coinvolte, mentre il restante 57% è stato classificato come minorenne.

Il precedente europeo: Age Verification

Tralasciando l’aspetto controverso della questione, il caso britannico fa comunque da eco agli ultimi sviluppi IA nel campo dell’ordine pubblico. Il governo UK non è infatti il solo ad aver impiegato la tecnologia ai fini del riconoscimento.

Anche l’Unione Europea sta adottando questi sistemi per garantire la sicurezza (digitale). Ne è un esempio Age Verification, un’applicazione per la verifica dell’età degli utenti online, che prevede la creazione di un PIN e, come molte applicazioni moderne, l’integrazione di strumenti biometrici come appunto il riconoscimento facciale, oltre all’impronta digitale.

Anche qui, l’intento è quello di garantire la sicurezza, ossia proteggere i bambini e adolescenti da rischi come cyberbullismo, adescamento da parte di predatori e accesso a contenuti per adulti.

I limiti e i rischi per i minori

In entrambi i casi, però, i sistemi non sono stati esenti da critiche, in particolare per quanto riguarda il rischio di commettere errori di valutazione.

Nel caso del modello in arrivo nel Regno Unito, diversi esperti hanno infatti evidenziato come tali tecnologie possano avere difficoltà nel tenere conto dei fattori che possono influenzare significativamente l’aspetto di un giovane dopo essere fuggito da conflitti e persecuzioni e aver intrapreso viaggi pericolosi, tra cui traumi, malnutrizione ed esaurimento.

Ancora oggi infatti l’intelligenza artificiale in questi campi presenta gli stessi problemi di pregiudizi e imprecisioni del processo decisionale umano. Ed è un bel problema, soprattutto per i minori, che rischiano “grazie” alla tecnologia di non ricevere un’adeguata protezione umanitaria.

FAQ

Cosa prevede il nuovo sistema nel Regno Unito?

Un sistema di riconoscimento facciale basato su IA per stimare l'età dei migranti sbarcati, usato come supporto alle valutazioni umane presso centri di accoglienza.

Quando sarà testata e chi la sviluppa?

I test e le verifiche iniziali sono previsti entro il 2027 e saranno svolti dalla società Akhter Computers Ltd su incarico del governo britannico.

Perché il governo vuole usare l'IA per l'età?

Il governo sostiene che alcuni adulti dichiarerebbero falsamente di essere minorenni: l'IA servirebbe per identificare chi manipola il sistema e accelerare le decisioni.

Quali sono i rischi per i minori?

Errori di valutazione e bias possono portare a classificazioni sbagliate, privando minori di protezione umanitaria e assistenza adeguata.