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SCIENZA

Ratto talpa gigante, il bizzarro "giardiniere" delle montagne d'Etiopia

Conosciuto come ratto talpa gigante, Tachyoryctes macrocephalus è una delle creature più insolite e affascinanti del pianeta. E vale la pena conoscerlo.

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Il ratto talpa gigante (Tachyoryctes macrocephalus) iStock

Immaginate un animale con gli occhi sulla sommità del cranio e degli incisivi arancioni talmente sporgenti da essere visibili anche a bocca chiusa. Bene, adesso immaginatelo mentre si affaccia dai cunicoli come un minuscolo periscopio vivente. Non è il personaggio di un cartone animato (anche se potrebbe avvicinarvisi parecchio), è il ratto talpa gigante (Tachyoryctes macrocephalus), uno dei mammiferi più insoliti e affascinanti che attualmente popolano il nostro pianeta. Endemico delle montagne di Bale, in Etiopia, vive ad altitudini tra i 3.000 e gli oltre 4.100 metri e ha delle caratteristiche decisamente particolari.

Le caratteristiche di Tachyoryctes macrocephalus

Molte tra le creature più insolite del pianeta si nascondono negli abissi marini, come nel caso del celebre pesce luna (ne abbiamo parlato qui), ma non sempre è così e ce lo dimostra proprio questo piccolo roditore africano. Tachyoryctes macrocephalus ha una lunghezza compresa tra 16 e 31 centimetri e una massa corporea che può toccare i 930 grammi (da qui "gigante", essendo molto più grande rispetto ai suoi simili). Il corpo è cilindrico e compatto, protetto da un mantello fitto e vellutato di colore bruno-rossastro o argentato, indispensabile per limitare la dispersione termica.

Questo bizzarro roditore ha una testa sproporzionatamente voluminosa da cui sporgono grandi incisivi arancioni, visibili anche quando la bocca è serrata e che gli occorrono per penetrare i terreni più compatti. Probabilmente, però, la sua caratteristica più singolare è la posizione degli occhi, minuscoli ma situati quasi in cima alla testa, cosa che gli consente di affacciarsi dai cunicoli e controllare il circondario, proteggendo il corpo dai predatori.

Come si nutre il ratto talpa gigante

Il ratto talpa gigante appartiene alla famiglia Spalacidae ed è un erbivoro stretto, ma c’è una differenza rispetto alla quasi totalità degli altri spalacidi: sfrutta il cosiddetto foraggiamento aereo.

Nel mondo dei roditori fossori questa strategia rappresenta una vera e propria anomalia evolutiva. Mentre la stragrande maggioranza di questi animali passa l’intera esistenza sotto la superficie, estraendo il cibo direttamente dalle radici che trovano nel terreno, Tachyoryctes macrocephalus fa esattamente il contrario, raccogliendo e mangiando la vegetazione che cresce sopra il livello del suolo.

Ma come funziona? Per prima cosa il tatto talpa gigante scava sottoterra fino a posizionarsi direttamente al di sotto di una chiazza erbosa particolarmente ricca (per lo più Alchemilla e Festuca), poi perfora il terreno verso l’alto creando una piccola apertura circolare. A questo punto sporge la testa e la parte anteriore del corpo e sfrutta la "strana" posizione degli occhi per scrutare l’orizzonte, così da anticipare eventuali pericoli mentre recide le piante con i suoi grandi incisivi, trascinandole verso il cunicolo.

Quando ha completato il suo pasto (in media impiega 20 minuti), non lascia l’apertura incustodita. Dopo essere rientrato sottoterra, sigilla il buco dall’interno con del terriccio compattato e, successivamente, ricomincia a scavare alla ricerca di un altro punto in cui creare una nuova apertura.

Una specie a rischio

Il ratto talpa gigante è il "giardiniere" della montagna. Scavando continuamente la sua fitta rete di gallerie, si comporta in sostanza come una sorta di aratro naturale: muovendo tonnellate di terra impedisce al suolo di diventare duro e compatto, permettendo all’acqua piovana e all’aria di penetrare in profondità e, in più, rimescolando il terreno sotterraneo con erba e sostanze organiche lo rende più ricco di nutrienti, favorendo la crescita di nuova vegetazione.

Ma la sua "utilità" non finisce qui. Questo roditore rappresenta la fonte di cibo primaria del lupo etiope (Canis simensis), il canide più raro e a rischio estinzione di tutto il continente africano. Essendo circa il 40% del cibo da lui consumato costituito proprio da ratti talpa giganti, possiamo ben immaginare cosa gli accadrebbe se la specie dovesse estinguersi.

Purtroppo Tachyoryctes macrocephalus è oggi considerato in pericolo nella Lista Rossa dell’IUCN, per diverse ragioni. Innanzitutto perché vive in un’area minuscola sulle montagne di Bale (inferiore a 1.000 chilometri quadrati) e poi per il solito "zampino" umano. Gli allevatori portano sempre più spesso il bestiame a pascolare proprio in questa zona e questo mangia la stessa erba di cui si nutre il ratto talpa gigante. In più, calpestando il terreno lo compatta al punto che per il roditore diventa quasi impossibile scavare le sue gallerie.