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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

I ragazzi della Gen Z hanno l'ansia da intelligenza artificiale: cosa significa, e perché c'è da preoccuparsi

Sondaggio WFF, GSV e Gallup: tra i giovani della Gen Z cala l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale e cresce l’ansia per questa tecnologia.

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Come superare l'ansia da notizia 123RF - africapink

La febbre per l’IA sembra ormai agli sgoccioli, soprattutto tra i giovani della Generazione Z, nati nei primi anni Duemila. Un recente sondaggio negli Stati Uniti ha rilevato non solo un calo significativo dell’entusiasmo verso l’intelligenza artificiale nell’ultimo anno, ma anche un aumento dei sentimenti di rabbia nei confronti di questa tecnologia.

Sfociando addirittura in una sorta di “ansia da intelligenza artificiale”.

Cos’è l’ansia da intelligenza artificiale?

Sostanzialmente l’ansia da intelligenza artificiale è una sorta di apprensione legata all’impatto che la rapida diffusione dell’IA potrebbe avere sul futuro del lavoro.

Un’emozione che è al centro di un recente sondaggio condotto da Walton Family Foundation, GSV Ventures e Gallup, in cui è stato coinvolto un campione di 1.572 giovani tra i 14 e i 29 anni.

Tra i dati emersi nell’indagine da segnalare è il fatto che, se da un lato emerge un uso costante dei chatbot da parte dei giovani della Generazione Z (51%), dall’altro nell’ultimo anno il sentimento di questi giovani nei confronti dell’IA è diventato sensibilmente più negativo in tre delle quattro emozioni (entusiasmo, speranza, rabbia e ansia).

Nel dettaglio, l’entusiasmo per la tecnologia è sceso di 14 punti percentuali al 22%, mentre la speranza nei confronti dell’IA è calata di 9 punti al 18%. La rabbia, invece, è aumentata di 9 punti, arrivando al 31%.

Il dato che più desta preoccupazione è appunto quello dell’ansia: è al 42%, il che la rende l’emozione più prominente nella generazione.

Perché i giovani della Gen Z ne soffrono?

Lo spiega sempre l’analisi di WFF, GSV e Gallup. Una parte consistente della Generazione Z già inserita nel mondo del lavoro sostiene che i rischi dell’IA superino i benefici.

A tal riguardo, la fiducia nei sistemi di lavoro assistiti dall’intelligenza artificiale risulta inferiore rispetto a quelli basati esclusivamente sulla produzione umana.

Inoltre, circa la metà della Gen Z (ancora studente) vuole capire come utilizzare l’IA nell’istruzione post-secondaria o nel futuro professionale.

Di fatto, si sta creando un conflitto generazionale tra chi trae vantaggio da questi strumenti e chi, invece, deve confrontarsi con l’incertezza del proprio futuro lavorativo.

C’è da preoccuparsi su quest’ansia?

La questione qui riguarda soprattutto l’ambito lavorativo. In sostanza, i giovani si chiedono se la fine del lavoro, così come lo conosciamo, sia ormai vicina a causa dell’IA e se questa possa sostituirli nel futuro.

Se lo pensano davvero, probabilmente si sbagliano, se prendiamo in considerazione l’ultimo report della Banca del Canada, secondo cui ancora oggi l’adozione della tecnologia non ha sostituito un numero significativo di lavoratori, anzi ha portato alla trasformazione di diverse mansioni.

In realtà, qui a destare maggiore preoccupazione è l’aspetto psicologico, ovvero l’impatto dell’IA sull’intelligenza emotiva dei giovani. Già alcuni studi recenti hanno evidenziato non solo possibili effetti cognitivi legati all’uso continuo di queste tecnologie, ma anche conseguenze a livello di “dipendenza”.

Tutte problematiche che stanno uscendo solo ora per via dell’enorme diffusione dell’IA, soprattutto nel nostro Paese. Secondo una ricerca firmata BestBrokers, l’Italia è infatti al quinto posto in Europa per utilizzo di ChatGPT, con circa 37,1 milioni di visite mensili, davanti a solo Francia (45,2 milioni di visite mensili), Germania (39,9 milioni), Spagna (39,2 milioni) e Regno Unito (37,1 milioni). Numeri che farebbero mettere l’ansia a chiunque, soprattutto davanti alle potenzialità e ai rischi (ormai dimostrati) di questa tecnologia.

FAQ

Cos'è l'ansia da intelligenza artificiale nella Gen Z?

È l'apprensione sui possibili impatti dell'IA sul futuro del lavoro e sulla vita personale, con sentimenti negativi crescenti tra i giovani.

Quali emozioni sono aumentate tra i giovani riguardo all'IA?

La rabbia è aumentata (31%) e l'ansia è la più prominente, al 42%.

L'IA sta già sostituendo i posti di lavoro?

I report citati indicano che l'adozione dell'IA non ha ancora sostituito un numero significativo di lavoratori, ma anzi trasforma mansioni.

Per cosa c'è da preoccuparsi sull'IA?

Per il suo impatto psicologico sui giovani, tra effetti cognitivi e rischio "dipendenza" dovuto al suo uso continuo.