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Raccomandate senza busta: si potrebbero ricevere direttamente su WhatsApp

La raccomandata arriva su WhatsApp, SMS ed email: come funziona il recapito certificato, quanto costa e quale valore legale può avere

Notifiche su whatsapp iStock

Tra i passaggi burocratici sopravvissuti quasi intatti all’era digitale, la raccomandata occupa un posto di rilievo. Avvisi di giacenza, file allo sportello, tempi di consegna che si misurano in giorni: un rito che riguarda ancora milioni di comunicazioni ogni anno.

Qualcosa però si muove: l’ultimo tentativo di portare le comunicazioni a valore legale sullo smartphone si chiama NotificaTo, arriva da LetteraSenzaBusta e usa come canali WhatsApp, SMS ed email.

Il quadro: cosa sono i SERC e cosa dice eIDAS

Il servizio, va subito detto, è a pagamento. Viene presentato come un SERC, un servizio elettronico di recapito certificato previsto dal regolamento europeo eIDAS. La categoria esiste da anni e comprende gli strumenti che certificano invio, consegna e integrità di una comunicazione digitale; la PEC ne è l’esempio più noto in Italia.

La novità sta nel canale scelto, ovvero Whatsapp: la notifica, in pratica, raggiunge il destinatario su un’app di messaggistica che gran parte della popolazione controlla più volte al giorno.

Per l’invio servono un numero di cellulare o un indirizzo email del destinatario, che dal canto suo riceve e apre la comunicazione senza bisogno di una casella certificata. È il punto su cui la PEC ha sempre mostrato i suoi limiti tra i privati: funziona solo quando entrambe le parti ne possiedono una, condizione ancora lontana dall’essere diffusa fuori dal mondo delle imprese e dei professionisti.

Le prove generate e il nodo della busta vuota

Secondo l’azienda, ogni invio produce fino a otto prove legali certificate che documentano spedizione, consegna e apertura, con i relativi riferimenti temporali.

La raccomandata cartacea certifica essenzialmente la consegna del plico, e da lì nascono contestazioni ricorrenti come quella della busta vuota, con il destinatario che riconosce di aver ricevuto la raccomandata e sostiene che all’interno mancasse il contenuto. Una tracciatura estesa all’intero percorso, se regge in sede di contenzioso, chiude questo margine di ambiguità.

Il condizionale è d’obbligo: l’equivalenza probatoria sancita da eIDAS è un punto di partenza, e sarà l’uso reale (giudici, contestazioni, casi limite) a dire quanto queste prove pesino davanti a un’eccezione ben costruita. Resta aperta anche la questione del destinatario che ignora il messaggio: la certificazione documenta la consegna sul canale, l’apertura dipende sempre da chi riceve.

Costi e confronto con la raccomandata tradizionale

Il modello, come dicevamo, è pay per use: 9,97 euro a invio, con opzioni facoltative a pagamento come la Firma Elettronica Qualificata, la validazione a lungo termine e la conservazione a norma fino a dieci anni.

Il prezzo si colloca sopra quello di una raccomandata cartacea con ricevuta di ritorno, che in genere resta sotto gli 8 euro: la differenza si paga in velocità e ampiezza della tracciatura, e ognuno valuterà se il vantaggio giustifica la spesa.

Il servizio dichiara di operare da e verso qualunque Paese europeo, aspetto rilevante per chi vive all’estero e deve gestire disdette o comunicazioni formali con soggetti italiani, situazioni in cui la cartacea diventa lenta e la PEC ha un perimetro d’uso quasi esclusivamente nazionale.

Se strumenti di questo tipo si affermeranno dipenderà meno dalla tecnologia e più dalla fiducia: quella dei mittenti, dei destinatari e, prima o poi, dei tribunali.