QS Ranking 2026, le migliori università (anche italiane) per studiare le intelligenze artificiali
Il QS Ranking 2026 fotografa la formazione globale nell’intelligenza artificiale. L’Italia resta presente, ma lontana dai vertici dominati da università internazionali.

Il QS Ranking 2026 dedicato agli studi sull’intelligenza artificiale offre una fotografia aggiornata di dove si concentra oggi la formazione più avanzata nel settore. Il dato più interessante riguarda la presenza italiana: pur senza raggiungere le posizioni di vertice, il sistema universitario nazionale mantiene una base solida, con più atenei distribuiti tra le prime 200.
Il quadro complessivo conferma un divario ancora marcato rispetto ai grandi poli internazionali, ma mette anche in evidenza un sistema che continua a investire in ricerca e apertura internazionale, due leve ormai centrali nello sviluppo dell’AI.
- Le università per studiare AI
- Le migliori università italiane per AI
- Le migliori università per AI nel mondo
Le università per studiare AI
Nel ranking emergono modelli di eccellenza differenti. Da una parte le università a forte vocazione tecnica, dall’altra istituzioni generaliste che integrano l’intelligenza artificiale all’interno di percorsi più ampi. In questo contesto, gli atenei italiani si collocano soprattutto nella fascia intermedia della classifica, con un’offerta formativa sempre più intrecciata con ingegneria e discipline scientifiche. Diversi studi confermano che l’AI può avere un impatto positivo sul mondo del lavoro, un dato che rende ancora più rilevante lo studio di questa disciplina in ambito universitario.
Le migliori università italiane per AI
Sono sette gli atenei italiani presenti nel QS Ranking 2026 per l’intelligenza artificiale. Il risultato più rilevante è quello del Politecnico di Milano, che si posiziona al 32° posto con un punteggio complessivo di 80,5. Si tratta di una delle principali università tecniche europee, con oltre 48.000 studenti e una struttura che integra ricerca e didattica attraverso 12 dipartimenti e quattro scuole. La collaborazione con l’industria e la partecipazione a progetti europei rappresentano elementi chiave del suo posizionamento.
Subito dopo si collocano Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e Sapienza Università di Roma, entrambe nella fascia 51-100. Bologna, fondata nel 1088, si distingue per una forte dimensione internazionale e per un’offerta formativa ampia, distribuita su più campus e sostenuta da un’intensa attività di ricerca multidisciplinare. Sapienza, con oltre 700 anni di storia e più di 120.000 studenti, mantiene un ruolo centrale nella ricerca e nella formazione, con una presenza consolidata nei principali ranking globali.
Nella fascia 101-200 compaiono Politecnico di Torino, Università degli Studi di Milano, Università di Pisa e Università di Padova. Il Politecnico di Torino si conferma tra i principali poli tecnici europei, con un’offerta orientata a ingegneria, architettura, design, accompagnata da una crescente apertura internazionale. L’Università di Milano si distingue per l’intensità della produzione scientifica e per le connessioni con il tessuto economico. Pisa mantiene una forte tradizione nelle discipline scientifiche e informatiche, mentre Padova rappresenta uno dei centri accademici storicamente più influenti in Europa, con un’eredità che continua a riflettersi nella ricerca contemporanea.
Le migliori università per AI nel mondo
La parte alta della classifica è dominata da istituzioni anglosassoni e asiatiche. Al primo posto si conferma il Massachusetts Institute of Technology, seguito da Stanford University e National University of Singapore.
Nelle prime dieci posizioni figurano anche Nanyang Technological University, Carnegie Mellon University, University of California, Berkeley e University of Oxford a pari merito, insieme a Harvard University, University of Cambridge e Tsinghua University.
Questi atenei condividono caratteristiche ricorrenti: un’integrazione stretta tra ricerca e industria, investimenti consistenti nelle tecnologie emergenti e una forte proiezione internazionale. È su questi fattori che si gioca oggi la competizione globale.


















