Una pulsar e un'esplosione dove nessuno se l'aspettava: cos'è successo davvero?
Una pulsar "in fuga", un resto di supernova e un'esplosione inaspettata nel luogo più insolito: cosa sappiamo dell'ultimo studio su Calvera.
Il sistema in cui si trova Calvera (1RXS J141256.0+792204), rappresenta una sfida inattesa alle attuali conoscenze sull’evoluzione stellare. Come spiega l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), in uno studio approfondito in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo, il sistema comprende una pulsar e un resto di supernova situati a oltre 6.500 anni luce sopra il piano della Via Lattea, in una zona finora considerata estremamente rarefatta e quasi priva di oggetti di questo tipo. Le nuove osservazioni e analisi “mettono in discussione l’idea che le regioni periferiche della galassia siano poco attive dal punto di vista energetico, offrendo al contempo nuovi e importanti indizi sull’origine e l’evoluzione delle stelle massicce“.
Calvera, la pulsar “in fuga”
Calvera è una giovane stella di neutroni isolata che sta “fuggendo” dal suo luogo di nascita. Si trova a circa 6.500 anni luce al di sopra del piano galattico, in una regione considerata “vuota” e inadatta alla formazione di stelle massicce. Il nuovo studio, dunque, è decisamente una svolta: l’associazione tra la pulsar “in fuga” e il suo distante resto di supernova, potrebbe portare a una revisione delle teorie esistenti sulla dinamica stellare.
Ma andiamo per ordine. Una pulsar è una stella di neutroni che ruota rapidamente ed emette potenti fasci di radiazione, un oggetto di densità inimmaginabile, con una massa una volta e mezzo quella del Sole compressa in una sfera di appena 20 km di diametro, che si genera dal nucleo residuo di un’esplosione di supernova. La sua stessa esistenza, dunque, è la testimonianza di un dirompente evento catastrofico.
La nuova scoperta
Ciò che rende Calvera un caso unico, oltre che un vero enigma, è la sua posizione. Questa pulsar si trova in una zona dell’alone della Via Lattea che si credeva estremamente “rarefatta” e priva di stelle di grande massa che, generalmente, si formano all’interno del denso disco galattico.
Analizzando la sua “genitrice”, gli astronomi hanno visto che la pulsar si sta allontanando dal centro di un residuo di supernova quasi perfettamente circolare a causa di un “calcio” (o “kick”): l’esplosione asimmetrica imprime un’enorme spinta alla stella di neutroni neonata, proiettandola a velocità elevatissime. La pulsar e l’SNR sono fisicamente associate, sono il risultato della medesima esplosione, avvenuta tra 10.000 e 20.000 anni fa.
“Le stelle massicce – cioè almeno otto volte più grandi del Sole – si formano quasi esclusivamente sul piano galattico, dove la densità del gas è più alta e favorisce la nascita stellare. Trovarne i resti a simili distanze dal piano è estremamente raro. La nostra analisi ha permesso di stimare con maggiore precisione la distanza, l’età e perfino le caratteristiche della possibile stella progenitrice che ha originato sia la pulsar Calvera che il suo resto di supernova”, spiega Emanuele Greco, alla guida del team INAF.
Nuove teorie sulla formazione stellare
Le ultime analisi sono frutto della collaborazione Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e Università degli Studi di Palermo e sollevano interrogativi fondamentali sull’origine della sua stella progenitrice.
La sua presenza così lontana dal piano galattico, dove le stelle massive si formano, suggerisce due teorie principali. Secondo la prima, la stella massiccia progenitrice potrebbe essere stata una “stella in fuga” espulsa dal disco galattico prima di esplodere in supernova. La seconda teoria, invece, afferma che la stella si sia formata direttamente nell’alone galattico, in un ambiente a bassa densità.





















