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PlayStation 6 slitta al 2029 e Nintendo Switch 2 aumenta di prezzo? È colpa dell’IA e della crisi delle RAM

La crisi delle RAM sta colpendo duramente il settore videoludico, e un recente report di Bloomberg rivela che Sony starebbe valutando il lancio di PS6 per il 2029. Nintendo invece potrebbe alzare il prezzo di Switch 2

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playstation e switch 2 iStock/Ufficio stampa Nintendo

Il boom dell’intelligenza artificiale non sta solo cambiando il modo in cui lavoriamo e viviamo il nostro rapporto con la tecnologia, ma rischia di riscrivere radicalmente le tempistiche e i costi del gaming mondiale.

Secondo un recente e clamoroso report di Bloomberg, la fame insaziabile di RAM da parte dei giganti del tech per la costruzione dei data center di intelligenza artificiale sta creando un “collo di bottiglia” produttivo.

Aziende come Alphabet Inc. e OpenAI stanno assorbendo una quota crescente della produzione di chip di memoria, per gestire i loro chatbot e altre applicazioni. Questo ha lasciato i produttori di elettronica di consumo a contendersi una fornitura esigua di chip.

La carenza di materiali e componenti ha già messo in allarme i vertici di Sony e Nintendo. Al centro del dibattito ci sono due dei prodotti di punta del settore videoludico: la futura PlayStation 6 e la neonata Nintendo Switch 2.

PlayStation 6: un debutto che slitta al 2029?

Per Sony, la crisi delle memorie potrebbe tradursi nel ciclo generazionale più lungo della sua storia. Sebbene le speculazioni iniziali puntassero a un lancio della PS6 tra il 2027 e il 2028, Bloomberg riporta che l’azienda sta seriamente considerando di far slittare il debutto al 2028 o addirittura al 2029.

Il problema è tecnico ed economico: per garantire un salto generazionale degno di nota rispetto a PS5 Pro, la nuova console necessiterebbe di memorie di prossima generazione. Tuttavia, le linee produttive sono attualmente saturate dalla produzione di chip per l’IA.

Lanciare una console oggi significherebbe o limitarne la potenza, o venderla a un prezzo proibitivo per il mercato di massa. Sony sembra quindi intenzionata ad attendere che le acque si calmino, estendendo la vita della PS5 ben oltre i canonici sette anni.

Nintendo Switch 2: l’ombra del rincaro nel 2026

La situazione di Nintendo è diversa ma altrettanto complessa. Lanciata nel giugno 2025 al prezzo di 449 dollari, la Switch 2 si trova già ad affrontare costi di produzione considerevoli.

Il Presidente Shuntaro Furukawa non ha confermato che la possibilità di un aumento di prezzo potesse diventare realtà, ma di recente ha affermato che Nintendo dovrà “valutare attentamente la questione”. È tuttavia evidente che la crisi delle memorie possa “mettere sotto pressione i profitti” portando dunque a un rincaro, anche se non è chiaro di quanto.

Dalla console war al RAMmageddon

Il termine coniato per descrivere l’attuale situazione è “RAMmageddon“: una tempesta perfetta dove il gaming subisce i danni collaterali della corsa all’IA. Se prima si sentiva spesso parlare di console war in riferimento alle contese tra le varie aziende produttrici di videogiochi, oggi la situazione appare molto diversa: la guerra non è più combattuta ad armi pari dai contendenti di uno stesso settore, ma si è espansa coinvolgendo altri equilibri.

Sony e Nintendo non hanno commentato queste speculazioni di Bloomberg, ma è facile pensare che la crisi delle RAM avrà delle conseguenze concrete sul mercato negli anni a venire.

Il 2026 si prospetta come un anno di transizione forzata. Se da un lato gli sviluppatori avranno più tempo per ottimizzare i titoli su hardware attuale, dall’altro i videogiocatori devono prepararsi a una next-gen più lontana e a hardware più costosi.