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Recensione Prusa Core One: la stampante 3D fatta per durare

Test completo della stampante 3D dell'azienda ceca: qualità di stampa elevata, velocità e silenziosità ma prezzo poco aggressivo

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Recensione Prusa Core One: la stampante 3D fatta per durare Italia Media

Quando si parla di stampa 3D, ci sono alcuni nomi che evocano immediatamente fiducia. Tra questi, uno dei più solidi e riconoscibili è senza dubbio Prusa Research, l’azienda ceca fondata da Josef Průša. Negli anni, il marchio è diventato sinonimo di macchine affidabili, ben supportate e apprezzate da una community enorme, distribuita in tutto il mondo. Non è un caso se molte scuole, fablab e persino aziende scelgono Prusa come primo approccio alla stampa 3D: non tanto perché offra sempre il prezzo più basso, ma perché rappresenta un investimento che dura nel tempo, una di quelle scelte che difficilmente deludono.

TOTALE PUNTI 8.6

Prusa Core One

Con la Prusa Core One, presentata di recente, l’azienda ha deciso di compiere un passo importante, abbandonando – almeno in parte – lo stile che l’ha resa famosa. Per la prima volta, infatti, Prusa propone una stampante con architettura CoreXY chiusa. Fino a ieri, i modelli di punta erano le stampanti della serie MK, con la MK4 come riferimento assoluto: una macchina robusta, versatile e molto diffusa. La Core One, però, segna un cambio di prospettiva. Non si limita a migliorare la precedente generazione, ma propone un’esperienza diversa, più matura e professionale, pensata per chi cerca velocità, silenziosità e la possibilità di lavorare senza problemi anche con materiali tecnici. È una sfida coraggiosa in un mercato in continua evoluzione.

PRO
  • Struttura chiusa e solida, ideale per materiali tecnici
  • Architettura CoreXY: più veloce e precisa della serie MK
  • Silenziosità (media ~48 dB)
  • Calibrazione automatica del piatto semplice e affidabile
  • Caricamento filamento intuitivo e automatico
  • Integrazione perfetta con PrusaSlicer e Prusa Connect
  • Qualità di stampa elevata anche con materiali difficili (Woodfill, PETG, carbonio)
  • Aggiornamenti software e hardware continui, filosofia anti-obsolescenza
  • Community ampia e supporto tecnico eccellente
  • Manutenzione semplice e componenti facilmente accessibili
CONTRO
  • Prezzo di mercato poco aggressivo
  • Multicolore in fase di evoluzione
Dal telaio aperto alla camera chiusa
VOTO: 9

La differenza con la MK4 è evidente già al primo sguardo. Se quest’ultima conserva la classica struttura aperta che ha reso inconfondibili le Prusa, la Core One si presenta invece come un parallelepipedo compatto e chiuso, con pannelli traslucidi che permettono di intravedere l’interno e una porta frontale dotata di sensore di sicurezza. Una scelta che cambia radicalmente l’esperienza di stampa. Lavorare in un ambiente chiuso significa avere un controllo migliore della temperatura, evitando che correnti d’aria o sbalzi termici compromettano il risultato. Questo aspetto è fondamentale quando si stampano materiali come ABS o ASA, ma porta benefici anche con filamenti più comuni come PLA e PETG, perché rende l’intero processo più stabile e prevedibile.
Dal punto di vista costruttivo, la Core One trasmette immediatamente solidità. Il telaio, in acciaio, è robusto ma compatto, e la cura per i dettagli si nota fin dall’installazione. Non ci sono vibrazioni o scricchiolii: la sensazione è quella di una macchina pensata per durare, più vicina a un’attrezzatura professionale che a un semplice hobby tool. L’architettura CoreXY consente inoltre di sfruttare meglio lo spazio: a parità di volume di stampa con la MK4, l’ingombro complessivo risulta minore. È un esempio concreto di come il design intelligente possa migliorare non solo la qualità finale delle stampe, ma anche la quotidianità di chi utilizza la macchina.

Facilità d'uso
VOTO: 9

Chi non ha mai avuto a che fare con una stampante 3D chiusa potrebbe pensare che la Core One sia complessa da configurare e utilizzare. In realtà, l’esperienza resta perfettamente in linea con la filosofia Prusa: accessibile, intuitiva e ben guidata. La macchina è disponibile in due versioni, kit o assemblata. Nel primo caso, si ha la possibilità di costruirla da sé, imparando passo dopo passo ogni dettaglio tecnico; nel secondo, si riceve una macchina già pronta, praticamente plug and play.
In entrambi i casi, la prima accensione è seguita da una procedura guidata che accompagna l’utente attraverso le fasi di calibrazione. Il livellamento del piatto, da sempre una delle operazioni più delicate nelle stampanti 3D, qui diventa un’operazione automatica e impeccabile. Grazie a un sensore integrato nell’estrusore, la macchina rileva la superficie del piano e regola da sola la distanza ottimale, senza bisogno di viti, foglietti o regolazioni manuali. È un dettaglio che può sembrare banale, ma in realtà è ciò che separa un’esperienza frustrante da una davvero appagante: chiunque abbia avuto a che fare con stampanti più rudimentali sa bene quanto un primo layer imperfetto possa compromettere un’intera stampa.
Anche il caricamento del filamento è altrettanto semplice. Basta inserire la bobina nell’apposita sede e infilare il filo nel tubicino: la macchina lo riconosce automaticamente, lo aggancia e lo carica. Sono piccole comodità che, sommate tra loro, trasformano la vita quotidiana dell’utente e fanno risparmiare tempo e nervi.
Dal punto di vista software, la Core One si integra perfettamente con PrusaSlicer, il programma sviluppato dalla stessa azienda e ormai considerato uno standard. L’interfaccia è chiara e potente allo stesso tempo: chi è alle prime armi può contare su una serie di profili preimpostati ottimizzati per i diversi materiali, soprattutto se si utilizzano i filamenti Prusament, mentre gli utenti più esperti hanno la libertà di personalizzare ogni parametro. È un equilibrio ideale tra semplicità e profondità.
Infine, la Core One è compatibile con Prusa Connect, la piattaforma che permette di monitorare e controllare la stampante da remoto, anche tramite smartphone. Una funzione che diventa particolarmente preziosa per i lavori lunghi, quando non si può restare accanto alla macchina per ore ma si vuole comunque tenere d’occhio l’avanzamento.

Prove di stampa
VOTO: 9.5

Naturalmente, la vera prova di una stampante è sul campo. Per testare la Core One abbiamo scelto diversi filamenti della linea Prusament, che garantiscono qualità costante e diametro controllato al centesimo di millimetro: il PLA, il PETG, il più particolare Woodfill (un PLA caricato con fibre di legno) e il filamento caricato a carbonio.

Una volta scelti i progetti e fatto lo slicing inserendo i filamenti utilizzati, siamo partiti stampando oggetti in PLA (il materiale più semplice). Precisiamo che la scelta dei progetti non è stata causale o frutto di sole scelte estetiche. Ogni oggetto doveva avere caratteristiche specifiche, come ad esempio spigoli vivi o – in netta contrapposizione – linee morbide e sinuose.

Per il primo lancio abbiamo scelto il filamento woodfill, il test che riteniamo essere uno dei più curiosi. Si tratta di un filamento che unisce PLA e polvere di legno. Non tutte le stampanti riescono a gestirlo bene: il rischio di intasare l’estrusore è reale. La Core One, invece, non ha mostrato esitazioni. Abbiamo stampato un portapenne e il risultato è stato sorprendente: al tatto e alla vista, il pezzo è davvero materico. Le superfici erano uniformi, senza segni di sottoestrusione anche negli angoli più interni. Stesso filamento ma di colore diverso, siamo poi passati alla stampa di una bellissima lampada da tavolo. In particolare, questo progetto è ricco di piccoli ponti trasversali (assolutamente non facili da stampare). Il risultato? Le foto parlano da sole, perfetto!

Siamo poi passati all'utilizzo di filamenti “bicolore”, che abbiamo scelto per la stampa di alcune figure da esposizione. La prima è stata un piccolo gatto dalle forme rotonde, la seconda – molto più complessa e articolata, un Alien in modalità zen. Per quanto riguarda la stampa del gatto, il risultato è stato buono seppur dobbiamo segnalare qualche piccola imperfezione all'altezza del mento (sicuramente un problema aggirabile migliorando le impostazioni dei supporti). Alien invece, un grande capolavoro. La stampante è riuscita a riprodurre tutti i più piccoli dettagli e l'effetto scenico finale è davvero degno di nota. Inoltre, va considerato che Alien era particolarmente ricco di supporti per via, in particolare, della conformazione della coda.

Con la stampa 3D non è possibile stampare soltanto oggetti estetici, uno dei suoi più grandi vantaggi è quello di poter realizzare anche oggetti utili nel quotidiano. Per questo motivo abbiamo deciso di stampare anche un porta colori da modellismo. Nel complesso tutte le stampe sopracitate sono state effettuate con grande fluidità e sicurezza.

Passati al PETG, che di solito è più impegnativo perché tende a filare, ha confermato l’affidabilità della macchina. Abbiamo stampato una simpatica e funzionale appendice per l'aerografo, un pezzo che richiede robustezza e precisione negli incastri. Il risultato è stato eccellente: nessun warping, superfici pulite e una solidità che ha superato le aspettative. La camera chiusa ha giocato un ruolo decisivo, perché mantiene la temperatura costante e riduce al minimo i rischi di deformazioni. Con la MK4, lavorare con il PETG richiede più attenzione e qualche regolazione manuale: la Core One, invece, rende tutto più lineare.
Infine, Prusa Core può stampare tanti altri materiali tecnici come i caricati al carbonio (fantastici per fare pezzi funzionali) oppure il TPU (materiale particolarmente morbido ed elastico).

Stampa multicolore
VOTO: 7

Prusa Core One permette la stampa multicolore grazie all'installazione di un kit upgrade presente nel catalogo dell'azienda. Tuttavia, non abbiamo avuto modo di provarlo poiché, a stretto giro, sono previsti degli aggiornamenti importanti. L'attuale multicolore funziona, ma sembra non essere la scelta futura di Prusa. Ci aspettiamo quindi grandi novità in tal senso alla prossima fiera di settore, con soluzioni multicolore anche più efficaci e smart.

Silenziosità e velocità
VOTO: 8

Un altro aspetto che ci ha colpito della Core One è la sua silenziosità. Durante tutte le prove, il livello sonoro si è mantenuto sorprendentemente basso, con una media intorno ai 48 decibel e picchi che non hanno mai superato i 60. In pratica, significa che si può tranquillamente lavorare nella stessa stanza senza essere infastiditi, sia che si tratti di un laboratorio, di un ufficio condiviso o addirittura del salotto di casa. È un dettaglio che fa la differenza, soprattutto per chi utilizza la stampante in ambienti domestici e non vuole convivere con un rumore costante di fondo. Per chi desidera un silenzio ancora più assoluto, il software della Core One permette anche di attivare un profilo di stampa “quiet”. In questo caso la macchina riduce ulteriormente la rumorosità, sacrificando però un po’ di velocità.
E qui arriviamo a un altro dei punti di forza della Core One: la rapidità. Già in modalità standard si nota immediatamente come la macchina sia più veloce rispetto ai modelli precedenti. Prusa dichiara un miglioramento del 15–20% rispetto alla MK4, e possiamo confermare che non si tratta solo di dati sulla carta. Nei nostri test, un modello che sulla MK4 richiedeva dieci ore, sulla Core One veniva completato in otto o nove, mantenendo una qualità pari – se non addirittura superiore. La differenza la fa soprattutto l’architettura CoreXY, che riduce al minimo le masse in movimento e consente accelerazioni molto più decise senza compromettere la precisione. È affascinante osservare la macchina mentre lavora: si muove con una fluidità rapida ma controllata, come se fosse sempre un passo avanti rispetto alla stampa stessa.

Manutenzione e aggiornamenti
VOTO: 10

Possedere una stampante 3D non significa solo premere un pulsante e aspettare. C’è la manutenzione, la pulizia, la sostituzione dei componenti. Anche sotto questo aspetto, la Core One mantiene l’approccio Prusa: ogni parte è facilmente accessibile e documentata. Cambiare un nozzle, sostituire una ventola o aggiornare un modulo è semplice e non richiede competenze particolari.
Ed è qui che entra in gioco un altro grande vantaggio: Prusa non abbandona mai i suoi utenti. Il supporto tecnico è rapido e competente, e la community è vastissima, con forum, guide e tutorial che coprono praticamente qualsiasi problema. Ma ciò che davvero distingue Prusa è la politica degli aggiornamenti. Una stampante acquistata oggi non resterà uguale a se stessa: riceverà firmware sempre più raffinati, nuove funzioni e, spesso, anche kit hardware per aggiornarla. È una filosofia anti-obsolescenza che rende la Core One un investimento sul lungo periodo.

Prezzo e valore
VOTO: 8

La Core One non è economica. Costa sensibilmente di più della MK4 e di tante altre stampanti sul mercato. Ma bisogna guardare oltre l’etichetta del prezzo. Una macchina che può durare anni grazie alla robustezza dei materiali, che si aggiorna nel tempo (sia lato software sia hardware) e che riduce al minimo gli errori e le stampe fallite, è un investimento che si ripaga da sé. Per chi stampa regolarmente, il risparmio in termini di tempo e materiali diventa presto evidente.

Riassunto

Prusa Core One

Dal telaio aperto alla camera chiusa
9
Facilità d'uso
9
Prove di stampa
9.5
Stampa multicolore
7
Silenziosità e velocità
8
Manutenzione e aggiornamenti
10
Prezzo e valore
8
Conclusioni

La Prusa Core One è molto più di una semplice evoluzione della serie MK. È una macchina che segna un punto di svolta: più veloce, più silenziosa, più versatile. Nei nostri test con Prusament PLA, PETG e Woodfill ha mostrato una sicurezza impressionante, affrontando senza problemi materiali diversi e consegnando stampe di alta qualità fin dal primo tentativo. A questo si aggiunge il valore intangibile ma fondamentale dell’assistenza Prusa e della filosofia di aggiornamenti continui, che garantiscono una lunga vita al prodotto.
Non è la stampante per chi cerca il prezzo più basso, ma è la scelta ideale per chi considera la stampa 3D non un passatempo occasionale, ma uno strumento di lavoro o di creatività quotidiana. In questo senso, la Core One è una compagna di lunga durata, capace di crescere insieme a chi la utilizza.