I prodotti da acquistare se vuoi fotografare l’eclissi solare del 12 agosto
L’eclissi del 12 agosto richiede qualche accorgimento in più rispetto a una normale uscita fotografica. Ecco gli accessori più utili e come sceglierli prima dell’evento.

- L’eclissi solare del 12 agosto 2026 sarà visibile in Italia solo in forma parziale, con il Sole mai completamente coperto dalla Luna.
- Per fotografarla in sicurezza servono filtri solari certificati, occhiali ISO 12312-2 per l’osservazione e accessori adatti a reflex, mirrorless o telescopi.
- Treppiedi stabili, telecomandi, batterie di riserva e una posizione libera verso l’orizzonte occidentale aiutano a non perdere il momento migliore.
L’eclissi solare del 12 agosto 2026 è uno degli appuntamenti astronomici più attesi dell’anno. In Italia il fenomeno sarà visibile come eclissi parziale, mentre la fascia di totalità attraverserà alcune aree dell’Artico e dell’Europa, compresa una parte della Spagna. Nel nostro Paese, quindi, il Sole non verrà mai coperto completamente dalla Luna.
Questa precisazione è fondamentale soprattutto per chi desidera fotografare l’evento. Durante tutte le fasi osservabili dall’Italia, la luce solare continuerà infatti a essere sufficientemente intensa da rappresentare un pericolo sia per gli occhi sia per il sensore della fotocamera. Puntare un obiettivo verso il Sole senza una protezione adeguata può provocare danni permanenti, anche quando il disco appare quasi completamente nascosto.
Prima ancora di pensare alla fotocamera o alle impostazioni di scatto, è quindi indispensabile procurarsi un filtro solare certificato. Gli altri accessori possono semplificare il lavoro oppure contribuire a ottenere risultati migliori.
- Perché acquistare accessori per fotografare un’eclissi solare?
- Occhiali certificati per osservare l’eclissi in sicurezza
- Filtri solari fotografici ND 5.0
- Pellicole solari per realizzare un filtro su misura
- Filtri solari per telescopi
- Treppiedi stabili per evitare immagini mosse
- Telecomandi e sistemi di scatto remoto
- Adattatori per fotografare l’eclissi con lo smartphone
- Telescopio solare: quando può essere la scelta più interessante
- Batterie e schede di memoria di riserva
Perché acquistare accessori per fotografare un’eclissi solare?
Fotografare un’eclissi richiede una preparazione diversa rispetto a una normale sessione dedicata al paesaggio. Il primo aspetto da considerare è la sicurezza. I comuni filtri ND utilizzati per allungare i tempi di esposizione non sono necessariamente adatti all’osservazione diretta del Sole. Serve invece un filtro solare specifico, capace di attenuare in modo adeguato sia la luce visibile sia la radiazione infrarossa.
Per reflex e mirrorless si utilizza generalmente un filtro con densità ND 5.0, in grado di ridurre la luce solare di circa 100.000 volte. Il filtro deve coprire completamente la parte anteriore dell’obiettivo e rimanere saldamente fissato durante l’utilizzo. Non va installato vicino al sensore né inserito negli alloggiamenti posteriori presenti su alcuni teleobiettivi.
Anche le dimensioni sono un elemento da valutare con attenzione. Un filtro troppo piccolo non copre l’intera lente, mentre uno eccessivamente grande può risultare difficile da fissare in modo stabile. Prima dell’acquisto è quindi consigliabile misurare il diametro esterno dell’obiettivo o del telescopio, senza fare affidamento esclusivamente sulla filettatura destinata ai filtri fotografici.
Conviene decidere in anticipo quale tipo di immagine si desidera ottenere. Un teleobiettivo permette di riprendere il disco solare con maggiori dettagli, ma rende molto più evidenti anche le vibrazioni più leggere. Una focale più corta, invece, consente di inserire il paesaggio nell’inquadratura, una soluzione particolarmente interessante considerando che in Italia l’eclissi si verificherà in prossimità del tramonto.
Occhiali certificati per osservare l’eclissi in sicurezza
Gli occhiali per eclissi non servono direttamente alla fotocamera, ma dovrebbero comunque far parte dell’attrezzatura di chiunque voglia seguire il fenomeno. Permettono di osservare il Sole senza ricorrere al mirino e consentono di monitorare l’avanzamento dell’eclissi tra uno scatto e l’altro.
Il riferimento da cercare è la certificazione ISO 12312-2, relativa ai filtri destinati all’osservazione diretta del Sole. Un normale paio di occhiali da sole, indipendentemente dalla tonalità delle lenti, non garantisce una protezione sufficiente.
Prima dell’utilizzo è importante verificare che la superficie filtrante non presenti graffi o fori. Gli occhiali devono essere indossati prima di rivolgere lo sguardo verso il Sole e, durante un’eclissi parziale come quella visibile dall’Italia, non vanno mai rimossi nel corso dell’osservazione.
Gli occhiali certificati non devono invece essere collocati davanti all’obiettivo di una fotocamera o di un binocolo. La luce concentrata dagli elementi ottici potrebbe infatti danneggiarli. Per questi strumenti occorrono filtri progettati appositamente.
Filtri solari fotografici ND 5.0
Il filtro solare fotografico rappresenta l’acquisto più importante per chi intende utilizzare una reflex o una mirrorless. La sigla ND 5.0 identifica un livello di attenuazione adatto sia all’osservazione visuale sia alla fotografia del Sole, purché il prodotto sia stato progettato specificamente per questo impiego.
A differenza di un normale filtro ND, un filtro solare deve limitare anche le radiazioni invisibili all’occhio umano. Per questo motivo non bisogna improvvisare utilizzando vetri anneriti o sovrapponendo comuni filtri fotografici.
I filtri a tutta apertura coprono completamente la parte frontale dell’obiettivo. Questa configurazione consente di sfruttare l’intera superficie ottica e riduce la necessità di intervenire sulla messa a fuoco. Il sistema di fissaggio deve però essere affidabile, perché una folata di vento o un movimento accidentale non devono compromettere la protezione.
Prima di montare la fotocamera sul treppiede è buona norma ispezionare il filtro in controluce. Qualsiasi danno o zona priva di materiale filtrante impone la sostituzione del prodotto. Anche una piccola apertura può lasciare passare una quantità di luce potenzialmente pericolosa.
Pellicole solari per realizzare un filtro su misura
La pellicola solare è una soluzione pratica quando non è disponibile un filtro già pronto per il diametro dell’obiettivo. Può essere inserita in una struttura realizzata su misura, purché il supporto copra interamente la lente e rimanga saldamente in posizione.
Uno dei principali vantaggi è la possibilità di adattare lo stesso foglio a strumenti con dimensioni particolari. La realizzazione richiede però maggiore attenzione rispetto all’acquisto di un filtro rigido. Il materiale non deve essere teso eccessivamente né presentare pieghe che possano favorire lacerazioni.
La cornice può essere costruita in modo da inserirsi davanti all’obiettivo con sufficiente profondità. È inoltre consigliabile prevedere un sistema di sicurezza che impedisca lo sfilamento accidentale, evitando però di applicare adesivi direttamente sulla pellicola filtrante.
Anche in questo caso deve essere utilizzata una pellicola ND 5.0 destinata all’osservazione visuale. Esistono materiali con densità differenti, sviluppati per applicazioni fotografiche specifiche, ma non adatti alla visione diretta del Sole. Prima dell’acquisto è quindi opportuno verificare con attenzione la destinazione d’uso indicata dal produttore.
Filtri solari per telescopi
Un telescopio può restituire immagini molto dettagliate del disco solare, ma concentra anche una quantità elevata di energia luminosa. Per questo motivo il filtro deve essere installato davanti all’apertura principale dello strumento, prima che la luce entri nel tubo ottico.
I filtri montati sull’oculare non rappresentano una soluzione sicura. La luce viene infatti concentrata dal telescopio prima di raggiungerli e potrebbe provocarne la rottura. Un filtro anteriore, invece, intercetta la radiazione prima che venga amplificata dagli elementi ottici.
La compatibilità va verificata in base al diametro esterno del telescopio. Alcuni modelli coprono l’intera apertura, mentre altri ne lasciano libera soltanto una porzione. I filtri a tutta apertura permettono di sfruttare meglio le potenzialità dello strumento, anche se hanno spesso un costo superiore.
Se al telescopio viene collegata una fotocamera, il filtro resta comunque indispensabile. La presenza del sensore non modifica le regole di sicurezza. Anche il cercatore dovrebbe essere protetto oppure coperto, così da evitare utilizzi accidentali.
Treppiedi stabili per evitare immagini mosse
La stabilità assume un ruolo fondamentale quando si utilizzano focali lunghe. Il Sole si sposta rapidamente all’interno dell’inquadratura e qualsiasi vibrazione viene amplificata dal teleobiettivo. Un treppiede robusto permette di comporre l’immagine con maggiore precisione.
Non è necessario scegliere il modello più pesante, ma è importante verificare che la portata dichiarata sia adeguata al peso della fotocamera e dell’obiettivo. Una testa poco stabile può abbassarsi lentamente dopo il serraggio, facendo uscire il Sole dal punto desiderato.
Durante l’eclissi sarà inoltre necessario correggere più volte l’inquadratura per seguire il movimento del disco. Una testa fluida oppure una testa a sfera ben realizzata può rendere queste regolazioni più semplici. Il meccanismo deve comunque bloccarsi in modo saldo senza richiedere una forza eccessiva.
In presenza di vento è preferibile non estendere completamente la colonna centrale. Anche appendere un peso al treppiede può essere utile, purché il carico rimanga stabile. Un oggetto sospeso che oscilla rischia infatti di ottenere l’effetto contrario.
Telecomandi e sistemi di scatto remoto
Premere direttamente il pulsante di scatto può generare una vibrazione sufficiente a ridurre la nitidezza dell’immagine quando si utilizzano focali elevate. Un telecomando permette di fotografare senza toccare la fotocamera.
I modelli più semplici utilizzano un collegamento via cavo. Non richiedono configurazioni particolari e risultano affidabili anche durante sessioni prolungate. Le versioni wireless consentono invece di allontanarsi dal treppiede, ma è opportuno verificarne l’autonomia prima dell’evento.
Chi preferisce evitare un accessorio dedicato può utilizzare l’autoscatto integrato. Un ritardo di pochi secondi consente alla fotocamera di assorbire le vibrazioni provocate dalla pressione del pulsante. È una soluzione meno pratica quando occorre mantenere una cadenza precisa, ma può essere sufficiente per gli scatti singoli.
Alcune fotocamere permettono anche il controllo tramite applicazione. Prima di affidarsi allo smartphone è consigliabile verificare la stabilità della connessione, perché un’interruzione durante l’eclissi potrebbe compromettere gli scatti.
Adattatori per fotografare l’eclissi con lo smartphone
Con lo smartphone è difficile ottenere un primo piano dettagliato del Sole. La soluzione più efficace consiste nel collegare il telefono a un telescopio o a un binocolo adeguatamente protetto da un filtro solare anteriore.
Un adattatore mantiene la fotocamera dello smartphone allineata con l’oculare. In questo modo si riducono gli spostamenti indesiderati e diventa più semplice regolare l’inquadratura. La compatibilità dipende sia dalle dimensioni del telefono sia dal diametro dell’oculare.
Il filtro non deve essere applicato soltanto allo smartphone. Deve essere posizionato davanti allo strumento ottico, così da bloccare la radiazione prima che venga concentrata. Puntare direttamente il telefono verso il Sole senza protezione può danneggiarne il sensore.
Chi non dispone di un telescopio può rinunciare al primo piano e concentrarsi sul paesaggio. In Italia l’eclissi sarà visibile in prossimità del tramonto, quindi un’inquadratura ampia potrà valorizzare anche l’orizzonte e il progressivo cambiamento della luce. In questo caso un piccolo treppiede per smartphone può contribuire a rendere la ripresa più stabile.
Telescopio solare: quando può essere la scelta più interessante
Chi desidera ottenere immagini del Sole più grandi e ricche di dettagli può valutare l’acquisto di un telescopio dotato di un filtro solare specifico. Rispetto a una normale fotocamera con teleobiettivo, questo tipo di strumento permette infatti di aumentare la dimensione apparente del disco solare, rendendo più semplice fotografare le diverse fasi dell’eclissi. È però importante ricordare che un telescopio non deve mai essere utilizzato senza un filtro progettato espressamente per l’osservazione del Sole.
Batterie e schede di memoria di riserva
L’eclissi non offre una seconda possibilità in caso di batteria scarica. Portare con sé almeno un accumulatore di riserva permette di affrontare l’evento con maggiore tranquillità, senza dipendere dalla carica residua indicata dalla fotocamera.
Anche la scheda di memoria dovrebbe avere spazio sufficiente, soprattutto se si fotografa in formato RAW o si prevede di realizzare una sequenza intervallata. Formattarla prima dell’evento riduce il rischio di accorgersi troppo tardi della presenza di file inutili.
Le batterie andrebbero ricaricate la sera precedente e conservate lontano da fonti di calore. Prima di iniziare conviene inoltre verificare che la scheda di memoria sia inserita correttamente e venga riconosciuta dalla fotocamera. Sono controlli semplici, ma durante un evento così breve possono fare la differenza.
La preparazione comprende infine anche la scelta del luogo di osservazione. Poiché il fenomeno sarà visibile dall’Italia in prossimità del tramonto, è preferibile individuare una posizione con l’orizzonte occidentale completamente libero. Anche l’attrezzatura migliore può rivelarsi inutile se il Sole scompare dietro un edificio o un rilievo proprio nel momento più interessante.
FAQ
Sì, è indispensabile un filtro solare certificato. In Italia l’eclissi sarà parziale e la luce resterà intensa, quindi senza protezione si rischiano danni a occhi e fotocamera.
L’opzione più adatta è un filtro solare ND 5.0 progettato per il Sole. Va montato davanti all’obiettivo e deve coprire tutta la lente in modo stabile.
No, servono solo per osservare il Sole in sicurezza. Per fotocamere, binocoli e telescopi occorrono filtri specifici, non semplici occhiali certificati.
Sì, soprattutto se lo colleghi a un telescopio o binocolo protetto da filtro anteriore. Un adattatore aiuta a tenere il telefono allineato e più stabile.
Treppiede stabile, telecomando o autoscatto, batterie di riserva e scheda memoria capiente. In un evento breve come questo, anche un dettaglio pratico può fare la differenza.
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