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Perché il prezzo medio degli smartphone ha superato i 400 dollari

Acquistare uno smartphone oggi costa di più rispetto a qualche anno fa. Colpa del costo di alcuni componenti chiave in continua ascesa

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Smartphone su sfondo di denaro 123rf

Se avete avuto l’impressione che cambiare lo smartphone sia diventato un impegno economico più gravoso rispetto a qualche anno fa, i dati globali appena pubblicati nella ricerca Market Monitor Service di Counterpoint Research confermano che non si tratta solo di una sensazione. Il mercato degli smartphone ha chiuso il 2025 stabilendo un record storico che segna un punto di svolta per il settore: il prezzo medio di vendita (ASP) ha sfondato il tetto dei 400 dollari a livello globale.

Questo balzo in avanti dell’8% su base annua non è un caso isolato, ma il risultato di una tempesta perfetta che sta cambiando il modo in cui acquistiamo tecnologia. Da un lato c’è la scelta consapevole dei consumatori, che preferiscono spendere di più per un oggetto che duri nel tempo; dall’altro c’è la pressione dei costi industriali che spinge i listini verso l’alto.

La tendenza alla “Premiumizzazione”

Il fattore principale di questo aumento è la cosiddetta “premiumizzazione”. In mercati ormai maturi come l’Europa o gli Stati Uniti, ma sempre più spesso anche in quelli emergenti, l’utente medio non cerca più il risparmio a tutti i costi. Al contrario, la tendenza è quella di puntare su dispositivi di fascia alta. Si preferisce investire in un modello “top di gamma” che offra fotocamere professionali, batterie più longeve e, sempre più spesso, funzioni avanzate basate sull’intelligenza artificiale.

Le aziende hanno capito perfettamente questo spostamento di rotta. Apple, ad esempio, ha visto il proprio fatturato crescere del 23% grazie al successo della serie iPhone 17, con una netta preferenza degli acquirenti per le versioni Pro, sensibilmente più costose. Anche marchi storicamente legati a fasce di prezzo più accessibili, come OPPO, hanno registrato una crescita rapida del prezzo medio grazie al lancio di serie più ricercate come la Reno 14.

I costi invisibili: memorie e componenti

Oltre ai desideri degli utenti, c’è un fattore tecnico che pesa sul portafoglio. La catena di approvvigionamento globale sta affrontando un aumento significativo dei costi dei componenti. In particolare, le memorie (DRAM e NAND) sono diventate più care a causa di una carenza che non accenna a diminuire. Questo ha costretto molti produttori a rivedere i prezzi di listino verso l’alto per non erodere i propri margini di guadagno.

Un caso emblematico è quello di Xiaomi. Nonostante sia uno dei produttori più popolari, ha subito un calo delle spedizioni proprio perché l’aumento dei costi dei componenti ha reso meno sostenibili i modelli economici e di fascia media, i suoi storici cavalli di battaglia. Anche Samsung, pur mantenendo volumi di vendita elevati grazie alla serie Galaxy A, ha visto il suo prezzo medio di vendita alzarsi leggermente, segno di quanto sia complesso bilanciare i grandi numeri con il valore dei singoli prodotti.

Cosa aspettarsi dal 2026

Il nuovo anno non sembra promettere inversioni di tendenza. Gli analisti prevedono che il prezzo medio degli smartphone continuerà a salire. La domanda di hardware sempre più potente, capace di gestire l’intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo, richiederà componenti ancora più costosi.

Per chi utilizza questi strumenti ogni giorno, la sfida sarà valutare con attenzione il rapporto tra costo e benefici. Lo smartphone è diventato il nostro principale strumento di lavoro, svago e socialità, e il mercato sta rispondendo a questa centralità offrendo prodotti incredibili, ma a costi che richiedono una pianificazione d’acquisto sempre più attenta.