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PostePay e BancoPosta, fusione annunciata: cosa cambia per i clienti

PostePay e BancoPosta si fondono: cosa cambia per i tantissimi clienti di Poste Italiane dal 2027

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postepay Ansa

Poste Italiane si prepara a una metamorfosi strutturale. Un processo che promette di rimodulare gli equilibri interni di quello che, di fatto, è uno dei principali “player” dell’economia italiana.

Non si può affatto parlare di un’operazione di facciata, anzi. Nel prossimo futuro, decisamente vicino, gli utenti sperimenteranno una profonda riorganizzazione, che punta a creare un unico e gigantesco polo finanziario. Ecco il risultato cui si tende con la fusione tra PostePay e BancoPosta.

Si parla di futuro prossimo, ma nel dettaglio? Occorrerà pazientare fino agli inizi del 2027. Una concretizzazione che avrà chiaramente un effetto domino su tutti i servizi non finanziari del gruppo, a partire dall’operatore virtuale PosteMobile, passando per Poste casa Ultra veloce e Poste Energia.

Come cambia Poste dopo la fusione

L’obiettivo di Poste Italiane è chiaro: semplificare la struttura societaria il più possibile. Ciò al fine di rispondere nel miglior modo possibile alle nuove sfide che il mercato propone.

Se si guarda ora alla galassia Poste, si nota una suddivisione in quattro “regni”:

  • corrispondenza e pacchi;
  • servizi finanziari;
  • servizi assicurativi;
  • servizi PostePay.

Proprio la PostePay è stata un’arma vincente, ma è tempo di guardare oltre il “braccio armato” della società per quanto riguarda pagamenti digitali telecomunicazioni.

La nuova strategia farà sparire tutto questo, almeno per com’è pensato nella configurazione attuale. Nessuna entità autonoma, dunque. Il business dei pagamenti e delle carte confluirà del tutto in un nuovo polo, che vedrà coinvolto anche il circuito BancoPosta.

Ciò vuol dire che saranno integrati tali servizi in un solo “luogo” virtuale:

  • investimenti;
  • prestiti;
  • transazioni bancarie.

Da questa riorganizzazione emergeranno dunque tre blocchi principali:

  • un nuovo polo finanziario, figlio dell’Unione tra BancoPosta e PostePay;
  • servizi assicurativi dedicati a previdenza, protezione e vita;
  • corrispondenza, pacchi e distribuzione, ovvero il cuore logistico del gruppo.

Il futuro di PosteMobile e Poste Energia

La vera notizia per gli utenti “tech” riguarda il trasloco dei servizi Telco ed Energia. Le attività di PosteMobile, la fibra di PosteCasa Ultraveloce e le tariffe luce e gas di Poste Energia non saranno più gestite dalla controllata (Business Unit PostePay), ma confluiranno direttamente sotto la Business Unit Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione.

​Dal 2027, quindi, l’operatore virtuale passerà sotto il controllo diretto della capogruppo Poste Italiane. Questo accentramento punta a creare una sinergia più forte con la rete di distribuzione fisica (i portalettere e gli uffici postali), trasformando Poste in un fornitore di servizi a tutto tondo per la casa e la mobilità, separato ma complementare all’offerta bancaria.

Cosa cambia per gli utenti

Il percorso è evidente e ormai tracciato, per quanto una mossa del genere debba passata dalle autorizzazioni necessarie delle Autorità competenti. Dando per assodato che il processo si completerà, chi ha una SIM PosteMobile, così come un contratto per la connettività casalinga, dovrò innegabilmente nel tempo prendere una decisione.

Si prevede un approccio lento e trasparente, inizialmente. Col tempo non si farà meno chiaro, ovvio, ma potrebbe divenire più aggressivo nel proporre un’integrazione dei servizi, fino a fornire una “deadline”.

Si possono così immaginare dei maxi pacchetti, con un costo superiore a quello attuale ma con più servizi, magari con spedizioni, giga sullo smartphone e bollette gestite in un solo conto. Resterà da capire se questa cura dimagrante, lato burocratico, si tradurrà effettivamente in una migliore qualità del servizio.