Poste Italiane lancia un'OPAS su TIM: cosa cambierà per gli utenti di telefonia?
Poste Italiane ha annunciato un'OPAS su TIM: ecco cosa cambierà per il settore telco in Italia con la possibile nascita di un nuovo gruppo

Rivoluzione in arrivo per il settore delle telecomunicazioni in Italia: Poste Italiane, nella serata di ieri, ha lanciato un’OPAS (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) per l’acquisto di TIM. Si tratta di un’operazione da 10,8 miliardi di euro che potrebbe avere effetti significativi su tutto il settore, andando a “promuovere il consolidamento delle telecomunicazioni in Italia“, come riporta il Corriere della Sera.
I dettagli dell’operazione
Il CdA di Poste ha annunciato l’Opas su TIM, andando a fissare come condizione di validità un’adesione tale da permettere al Gruppo Poste Italiane di poter raggiungere il 66,67% del capitale.
Per gli azionisti TIM saranno assegnate 0,0218 azioni Poste per ogni titolo consegnato oltre a una componente in denaro, pari a 16,7 centesimi per azione.
Se l’operazione dovesse andare in porto, TIM sarà tolta dalla Borsa e lo Stato italiano, tramite il Tesoro e Cassa depositi e prestiti, arriverà a controllare oltre il 50% di capitale.
Ricordiamo che TIM è un vero e proprio punto di riferimento del settore telco italiano, con 13,7 miliardi di euro di fatturato annuale, utili per oltre 500 milioni di euro (dati relativi al bilancio 2025) oltre a circa 26 mila dipendenti e 19 milioni di clienti.
Cosa cambierà per la telefonia?
Poste Italiane, che di recente ha anche annunciato una fusione tra Postepay e BancoPosta, è già entrata in TIM lo scorso anno, con un’operazione che ha dato il via a una serie di cambiamenti per le due aziende e che ha portato in queste ore all’Opas.
Per quanto riguarda i clienti finali, l’ingresso di Poste in TIM ha già portato diverse novità nei mesi scorsi, con il passaggio di PosteMobile (l’operatore virtuale con il maggior numero di clienti in Italia) su rete TIM.
L’operazione appena partita potrebbe creare un nuovo gruppo ancora più solido e ricco di potenzialità, seguendo la necessità di un consolidamento nel settore delle telecomunicazioni italiano.
Dopo la nascita di Fastweb + Vodafone, che si è appena alleata con TIM per la realizzazione di torri per il 5G (un’operazione necessaria per ridurre i costi dell’infrastruttura), all’orizzonte c’è un ulteriore cambiamento.
TIM (presente sul mercato di telefonia mobile anche con l’operatore semi-virtuale Kena) e Poste (che opera con i brand PosteMobile e PosteCasa) continuano a operare in modo indipendente ma potrebbero diventare sempre più legati.
L’Opas dovrebbe generare nuove sinergie e le stime evidenziano un aumento dei ricavi di circa 200 milioni di euro legato esclusivamente alla vendita di servizi Poste ai clienti TIM (e viceversa).
Per il momento, quindi, per i clienti del settore della telefonia (oltre 24 milioni considerando TIM e Poste) non cambia nulla, dopo il passaggio di PosteMobile su rete TIM.
L’operazione potrebbe, in ogni caso, portare alla nascita di un nuovo gruppo più solido e completo, con effetti anche sull’offerta commerciale (ad esempio con il lancio di un brand unico). La situazione andrà monitorata con attenzione nel corso dei prossimi mesi.



















