La quinta ondata di caldo si porterà anche la polvere del Sahara, ecco perché
Una massa d'aria rovente dal Nord Africa porta sull'Italia cieli lattiginosi e polveri desertiche. L'ondata spingerà i termometri oltre i 40 gradi, con concentrazioni in calo da lunedì.

- Una massa d’aria rovente dal Nord Africa spinge sull’Italia una nube di polvere sahariana, con cieli lattiginosi e punte oltre i 40 gradi.
- Le correnti sollevano particelle finissime che attraversano il Mediterraneo, opacizzano la luce e aumentano il particolato, lasciando anche depositi rossastri sulle auto.
- Copernicus segnala un’estate eccezionalmente calda e prevede un lento calo del pulviscolo, senza però un immediato sollievo termico.
Una massa d’aria rovente proveniente dal Nord Africa sta spingendo verso l’Italia un’imponente nube di pulviscolo desertico. Questo fenomeno regala ai nostri cieli un caratteristico aspetto lattiginoso, mentre le temperature si apprestano a superare la soglia dei 40 gradi, in particolare nelle regioni centro-meridionali.
- Il meccanismo dell'atmosfera dietro la polvere del Sahara
- L'impatto sulla stabilità termica e i dati Copernicus
- Le previsioni per i prossimi giorni
Il meccanismo dell’atmosfera dietro la polvere del Sahara
Le immagini raccolte dai satelliti raccontano in modo nitido la portata del fenomeno: un vero e proprio nastro di pulviscolo che dal nord del continente africano si distende sul Mediterraneo, finendo per avvolgere la Sardegna, la Sicilia e una parte consistente della Penisola.
L’accumulo di polvere del Sahara negli strati atmosferici risulta talmente fitto da nascondere quasi la Sicilia sotto una coltre di tonalità grigio-giallastra.
Il processo fisico alla base di questa dinamica è piuttosto lineare. Forte vento e correnti ascensionali sollevano immensi quantitativi di particelle finissime dalle aree aride dell’Africa settentrionale, spingendole a percorrere migliaia di chilometri.
Una quota di queste polveri permane sospesa nell’alta atmosfera, opacizzando la luce solare. Un’altra frazione riesce a scendere fino al suolo, provocando un picco improvviso nella concentrazione locale di particolato.
È la ragione esatta per cui, in presenza di precipitazioni modeste, ci si ritrova con le carrozzerie delle automobili coperte dalla ben nota patina di colore rossastro.
L’impatto sulla stabilità termica e i dati Copernicus
Esiste un legame diretto tra l’arrivo della polvere e il contemporaneo soffocamento termico.
Il motore atmosferico è identico: la circolazione generale richiama masse d’aria di origine direttamente continentale africana. Questa ennesima ondata di caldo raggiunge il suo apice al Centro-Sud e sulle Isole maggiori, dove si registrano picchi superiori ai 40 gradi.
La Calabria, la Puglia, la Basilicata e le zone interne del Centro affrontano giornate roventi, che stridono fortemente con la breve tregua sperimentata di recente.
I giorni di sollievo percepiti negli ultimi tempi al Nord non rappresentavano infatti l’arrivo dell’autunno, ma un banale e temporaneo riallineamento delle temperature alle medie storiche del periodo.
Le misurazioni elaborate dal servizio Copernicus contestualizzano chiaramente la situazione: l’estate in corso si inserisce in una sequenza climatica di valori straordinari.
Giugno si è posizionato come il secondo più caldo di sempre su scala europea, con un’anomalia termica di 1,78 gradi oltre la media di riferimento 1991-2020. Guardando all’Europa occidentale, il bimestre composto da giugno e luglio ha stabilito un primato assoluto dall’inizio delle rilevazioni avviate nel 1979, segnando uno scarto positivo di ben 2,79 gradi.
Le previsioni per i prossimi giorni
La domanda principale riguarda l’evoluzione temporale di questa copertura polverosa. Stando alle analisi del centro europeo Copernicus, la concentrazione di pulviscolo nell’aria comincerà ad attenuarsi gradualmente con l’arrivo del lunedì. Tuttavia, il calo della polvere sospesa non coinciderà con un immediato rinfrescamento.
Le proiezioni stilate per i primi giorni di settembre confermano che le temperature massime e minime continueranno a mantenersi ben al di sopra delle medie stagionali, prolungando una condizione di disagio bioclimatico accentuato soprattutto sulle regioni meridionali e sul bacino del Mediterraneo.


















