Al Politecnico di Milano nasce il Circular Fashion Tech-Lab
Politecnico di Milano e moda sostenibile: un binomio che mira concretizzare il concetto di circular fashion con un laboratorio studiato per non sprecare risorse

Anche se recentemente Miuccia Prada ha parlato della sostenibilità nella moda come un “fondotinta etico”, evidenziando l’ipocrisia del settore, chi come lei cerca di fare il miglior lavoro possibile si avvale sempre più spesso della tecnologia per abbattere il consumo di risorse. Ed è così che negli ultimi anni la moda sostenibile ha smesso di essere una nicchia per addetti ai lavori.
- Cosa c'è dietro i vestiti che indossiamo
- Politecnico di Milano e moda sostenibile: perché questo progetto conta
- Che cos’è davvero il Circular Fashion Tech-Lab
- Moda circolare: dalla teoria alla pratica industriale
- Il ruolo del B.Lab e dei nuovi materiali
- Come cambia la tecnologia nella moda
Cosa c’è dietro i vestiti che indossiamo
Sempre più consumatori, soprattutto tra i 35 e i 50 anni, vogliono sapere cosa c’è dietro un capo d’abbigliamento: come viene prodotto, con quali materiali, con quale impatto. È in questo contesto che il Politecnico di Milano ha inaugurato il Circular Fashion Tech-Lab, una nuova infrastruttura di ricerca che mette insieme innovazione digitale ed economia circolare. Non si tratta di un semplice spazio accademico, ma di un laboratorio pensato per dialogare con le aziende e con il mondo reale.
Politecnico di Milano e moda sostenibile: perché questo progetto conta
Il Circular Fashion Tech-Lab nasce all’interno del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, in parallelo con il B.Lab – Biodesign and materials design for transition lab. Due laboratori diversi ma complementari, uniti dallo stesso obiettivo: accompagnare la moda nella cosiddetta “twin transition”, ossia la transizione digitale e sostenibile.
A sottolinearne il valore è stata la rettrice Donatella Sciuto, che ha definito circolarità, rigenerazione e nuovi materiali come concetti chiave per ripensare settori ad alto impatto ambientale. Applicarli alla moda significa intervenire su una delle industrie più inquinanti e allo stesso tempo più influenti a livello culturale. Il messaggio è chiaro: la sostenibilità non può restare uno slogan, deve diventare un processo.
Che cos’è davvero il Circular Fashion Tech-Lab
Il Circular Fashion Tech-Lab è stato progettato come un ecosistema di ricerca flessibile, capace di superare gli ostacoli tecnologici e organizzativi che rallentano l’adozione di modelli circolari nella filiera fashion. Alla guida c’è Daria Casciani, responsabile scientifica del laboratorio.
Qui la tecnologia nella moda non è un vezzo futuristico, ma uno strumento operativo. Il laboratorio è dotato di sistemi di scansione 3D e digitalizzazione del corpo, software CAD 2D e 3D per la progettazione parametrica, stampanti 3D e un braccio robotico collaborativo per la manifattura additiva e il disegno digitale su tessuto. Tutto è studiato per ridurre sprechi, prototipi inutili e tempi di sviluppo, rendendo il processo più efficiente e tracciabile.
Moda circolare: dalla teoria alla pratica industriale
Parlare di moda circolare, o circular fashion, significa andare oltre il riciclo. Vuol dire progettare capi che nascono già con una seconda vita in mente, pensare a materiali rigenerabili, a filiere trasparenti, a processi che limitano l’uso di risorse vergini.
Il Circular Fashion Tech-Lab lavora proprio su questo: integrare design, industria 4.0 e 5.0 e nuovi modelli produttivi. Non è un caso che il progetto sia stato avviato nell’ambito di Fashion-tech design for circularity e finanziato dall’iniziativa MICS – Made in Italy circolare e sostenibile. Un legame che porta il tema fuori dalle aule universitarie e lo connette al sistema produttivo italiano.
Il ruolo del B.Lab e dei nuovi materiali
Accanto al laboratorio Fashion-Tech, il B.Lab si concentra sul biodesign e sullo sviluppo di materiali ottenuti da risorse non convenzionali: scarti organici, sottoprodotti industriali, flussi di rifiuti. Qui il “bio” non è solo una materia prima, ma una vera dimensione progettuale, fatta di comportamenti e vincoli con cui il design dialoga.
Tale approccio apre la strada a soluzioni che possono ridurre drasticamente l’impatto ambientale dei tessuti tradizionali e offrire alternative concrete alle fibre sintetiche.
Come cambia la tecnologia nella moda
Per chi osserva da fuori, la moda può sembrare un mondo distante. In realtà, le tecnologie sviluppate in questi laboratori anticipano cambiamenti che arriveranno nei negozi e negli armadi. Meno campionari, più prototipi digitali, produzioni su richiesta, filiere più corte e trasparenti.
Il Politecnico di Milano e la moda sostenibile non sono più un binomio teorico, ma una realtà che mette insieme ricerca, industria e responsabilità sociale. Il Circular Fashion Tech-Lab rappresenta un passo concreto verso una moda che non chiede di scegliere tra stile e sostenibilità, ma prova a tenere insieme entrambe le cose.


















