Pokémon Pokopia, la recensione del DLC Fondale Bolleblub: si torna sempre dove si è stati bene
Il 5 agosto è stata pubblicata la prima parte del pass di espansione di Pokémon Pokopia, assieme a un aggiornamento gratuito che permette di esplorare gli abissi: ecco la nostra recensione

- Un buon DLC, senza troppe sorprese
- Il fascino del gioco base è stato preservato
- Il pass di espansione include tre DLC, aggiungendo tante ore
Si torna sempre dove si è stati bene. È sostanzialmente questo il motivo che mi ha spinto a fare un tuffo nel mare azzurro di Pokémon Pokopia, che con l’aggiornamento gratuito 2.0 e l’arrivo della prima parte del pass di espansione consente di esplorare gli abissi.
Il pass di espansione, dal costo di 34,99 €, dà accesso inoltre a una nuova area: il Fondale Bolleblub, dove giacciono le rovine sommerse della Celestopoli di Pokémon: Let’s Go, Pikachu! e Let’s Go, Eevee!. Tra i ruderi è possibile infatti riconoscere la Palestra di Misty, il Ponte Pepita, il negozio di biciclette e l’iconica Grotta Celeste. Inoltre troviamo dei riferimenti a Trace, il rivale dei suddetti giochi, ed è possibile indossare lo stesso outfit della Capopalestra.
Sono molte le novità introdotte con l’aggiornamento 2.0 e il pass di espansione, ma saranno sufficienti a motivare il ritorno nella Kanto devastata dal non meglio specificato cataclisma? Ecco la mia recensione, dopo aver passato una decina di ore ad esplorare la nuova area grazie al codice offertomi da The Pokémon Company.
Un DLC che non stravolge, ma avvolge
La risposta in realtà è molto semplice: se vi è piaciuto Pokémon Pokopia, ritroverete le stesse atmosfere cozy e lo stesso ritmo, quindi vi piacerà anche il DLC. Se invece vi aspettavate qualcosa di più, qualche meccanica più innovativa o una storia più interessante, beh, forse potreste rimanere un po’ delusi.
Vediamo nel dettaglio cosa introduce l’aggiornamento gratuito e a cosa dà accesso il pass di espansione. Entrambi disponibili a partire dal 5 agosto, il primo aggiunge una serie di migliorie alla quality of life e permette di apprendere la mossa Sub, con la quale diventa finalmente possibile esplorare i fondali marini senza limitazioni. Insomma, la meccanica perfetta per un videogioco estivo.
Ma la vera offerta è rappresentata dalla prima parte del pass di espansione, ovvero il Fondale Bolleblub. La nuova area, oltre a 50 nuovi Pokémon quasi tutti di tipo Acqua, arricchisce il nostro arsenale di nuovi utilissimi oggetti, come ad esempio i pali della luce wirless che conducono elettricità o i contenitori interconnessi in cui è possibile conservare oggetti accessibili da qualsiasi area.
Tolte queste novità, il Fondale Bolleblub ripropone la medesima formula vista anche nel gioco base: c’è una città in rovina, che Popplio ci chiede di ripopolare costruendo nuovi habitat e il Centro Pokémon. Il tutto, naturalmente, muovendoci liberamente sott’acqua, raccogliendo nuovi oggetti, coltivando nuovi frutti.
Tirando le somme, il primo DLC di Pokémon Pokopia è la continuazione perfetta del gioco base: forse avrei preferito incontrare dei nuovi personaggi altrettanto memorabili come Pallichu o Granmuschio, ma è una piccola mancanza che non rovina affatto l’esperienza globale. Sicuramente attenderò con curiosità la seconda e soprattutto la terza parte del pass, che introdurrà una nuova città.
Il fascino della ripetizione
C’è qualcosa di profondamente affascinante nella ripetizione. Fare le stesse cose ogni giorno, eseguire gli stessi piccoli gesti, tornare negli stessi luoghi: sono rituali attraverso cui scandiamo il tempo e costruiamo una sensazione, forse illusoria, di controllo sul mondo che ci circonda. La routine può sembrare monotona, ma è anche ciò che ci permette di sentirci al sicuro dentro la successione spesso caotica delle nostre giornate.
D’altra parte, è proprio attraverso la ripetizione che impariamo. Succede fin da bambini: ripetiamo un suono finché non diventa una parola, un gesto finché non diventa naturale.
Forse è proprio questo uno dei principi alla base di questo DLC: la ripetizione è rassicurante. Non c’è necessariamente bisogno di una nuova sorpresa dietro ogni angolo, di un obiettivo sempre più ambizioso o di una sfida capace di metterci alla prova. A volte il piacere sta semplicemente nel tornare a fare qualcosa che conosciamo già.
Raccogliere risorse, costruire una casa, sistemare un angolo del proprio villaggio, incontrare gli stessi Pokémon: azioni che, ripetute, smettono quasi di essere attività di gioco e diventano, appunto, dei rituali.
È una sensazione che conosciamo anche fuori dai videogiochi. Come tornare nel nostro bar preferito e ordinare sempre la stessa cosa, rivedere un film di cui conosciamo già il finale o ascoltare per l’ennesima volta una canzone che sappiamo a memoria. Il piacere può nascere anche dalla prevedibilità: sappiamo cosa troveremo e, per questo, possiamo abbassare le difese e abbandonarci completamente all’esperienza.
Pokémon Pokopia trova così una delle sue ragioni d’essere, ricordandoci che non tutto ciò che facciamo deve necessariamente portarci da qualche parte. Si torna sempre dove si è stati bene, persino in un mondo in rovina.
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