I 5 animali più strani che hanno ispirato i Pokémon: uno sembra inventato
Sono moltissimi i Pokémon le cui fattezze sono state ereditate da animali realmente esistenti: tra loro c'è anche Pikachu e no, non è un topo

Con l’arrivo della nona generazione di Pokémon in Scarlatto e Violetto, si è raggiunta — e superata — la soglia delle mille creature che compongono il Pokédex, l’enorme archivio che contiene le informazioni dei mostriciattoli finora scoperti.
Fin dalla prima generazione, sappiamo che gran parte delle creature è ispirata ad animali realmente esistenti, dai più comuni (cani, gatti, topi) fino ai più strani. Abbiamo raccolto alcuni degli animali più curiosi che hanno fornito l’ispirazione per la creazione dei Pokémon, partendo da quello che ancora oggi resta il più famoso di tutti: Pikachu.
- Pikachu: scoiattolo
- Sandshrew: pangolino
- Zigzagoon: tanuki, o cane procione
- Mudkip: axolotl
- Gulpin: pesce blob
Pikachu: scoiattolo
La genesi di Pikachu è piuttosto particolare. Inizialmente, le prime bozze lo ritraevano molto simile a un daifuku, un dolcetto giapponese di riso glutinoso e ripieno di una pasta di fagioli rossi, con due orecchie allungate.
Successivamente, il design di Pikachu è stato affidato all’artista Atsuko Nishida, che al tempo era molto affascinata dagli scoiattoli. Seppure non si tratti di un animale strano, è proprio lo scoiattolo — e non il topo — ad aver ispirato le fattezze del Pokémon giallo più famoso di sempre, come è stato chiarito in un’intervista del 2018. La vistosa coda di Pikachu, a forma di fulmine, ce lo conferma.
Sandshrew: pangolino
Passiamo ora agli animali più insoliti. Sandshrew, Pokémon di prima generazione, è ispirato al pangolino: un mix tra un armadillo e una pigna vivente. Se si trova in pericolo, si appallottola e si protegge grazie alla sua armatura di cheratina.
Tristemente, le sue scaglie sono ritenute oggetti di grande valore nel mercato illegale, rendendo il pangolino uno degli animali più a rischio estinzione al mondo.
iStockUn pangolino nel suo habitat naturale
Zigzagoon: tanuki, o cane procione
L’ispirazione del Pokémon Zigzagoon si colloca a metà tra leggenda e realtà: è infatti una reinterpretazione dei tanuki, cani procioni molto presenti nel folklore giapponese.
Sebbene siano animali realmente esistenti, col tempo hanno assunto caratteristiche e comportamenti sovrannaturali, come la capacità di mutare forma o di suonare la propria pancia come un tamburo. Caratteristica ripresa anche dal Pokémon, che infatti può apprendere la mossa Panciamburo.
Mudkip: axolotl
A una prima occhiata sembra un animale inventato: l’axolotl è talmente strano e buffo che ci appare perfetto per ispirare un Pokémon. E infatti potrebbe essere proprio una delle fonti che hanno portato alla creazione di Mudkip, starter di terza generazione, che riprende le branchie puntute dell’anfibio rosa.
La caratteristica più sorprendente di questo animale è che è in grado di rigenerare parti del corpo, organi e persino il cervello. Purtroppo, anche l’axolotl è a rischio estinzione, malgrado il sorrisetto beffardo che sembra esibire in molte fotografie.
iStockUn axolotl che sembra sorridere
Gulpin: pesce blob
Arriviamo a quello che è forse l’animale più strano di tutti, noto comunemente come pesce blob. Sembra un budino triste, imbronciato, che ci giudica in silenzio. In realtà è un pesce abissale dalle fattezze piuttosto normali; il suo aspetto bizzarro è dovuto al fatto che, nelle rare occasioni in cui è stato portato in superficie, il suo corpo si è deformato per decompressione.
Sebbene non vi sia una correlazione diretta, è possibile che il Pokémon Gulpin sia ispirato proprio al pesce blob: il suo aspetto ricorda moltissimo quello di una sacca informe e gelatinosa; anche il suo nome, inoltre, richiama la parola inglese “sculpin”, ovvero uno dei nomi del pesce blob.

















