Una piattaforma dove tutta la musica è fatta con l'IA? La grande scommessa di Universal Music potrebbe far discutere
Universal Music firma uno storico accordo con ElevenLabs per lanciare una piattaforma di remix e mashup IA con brani famosi. Un passo che cambia le regole ma apre diversi dubbi.

La musica generata con l’intelligenza artificiale compie un passo decisivo verso l’istituzionalizzazione. Il merito (o il rischio a seconda dei punti di vista) è di una nuova iniziativa targata Universal Music Group.
Attraverso una partnership strategica siglata con la società tecnologica ElevenLabs, il colosso discografico sta per mettere a disposizione un servizio che consentirà di realizzare remix, mashup e reinterpretazioni di brani celebri.
Il tutto accade proprio mentre le principali piattaforme social provano a correre ai ripari, cercando di tracciare o persino depotenziare i contenuti prodotti da algoritmi generativi.
- Una piattaforma per la musica IA firmata Universal Music ed ElevenLabs
- Musica IA sempre più sostenuta: il caso di Suno
- Perché questa mossa potrebbe non essere ben vista dal settore
Una piattaforma per la musica IA firmata Universal Music ed ElevenLabs
L’operazione prende vita da un intesa di licenza pluriennale stretta con ElevenLabs, realtà specializzata nella generazione vocale e sonora tramite intelligenza artificiale, già nota per la creazione di voci IA derivanti da celebrità.
Al momento in fase di sviluppo, questa piattaforma offrirà agli utenti “nuovi modi per co-creare con la musica di artisti e cantautori partecipanti, anche attraverso remix e mashup, nuove interpretazioni di tracce ed esperienze vocali personalizzate“.
L’accesso degli utenti al ricchissimo catalogo targato Universal sarà rigorosamente regolato da licenze ufficiali. Inoltre, a tutela degli interpreti, gli artisti dell’etichetta avranno piena facoltà di scegliere, su base del tutto volontaria, se aderire al progetto e concedere il consenso all’uso delle proprie opere.
La cooperazione con ElevenLabs non si fermerà alla sola piattaforma in fase di sviluppo. Le due aziende hanno infatti già pianificato la creazione congiunta di ulteriori prodotti ed esperienze digitali rivolte al pubblico nel corso dei prossimi anni.
Musica IA sempre più sostenuta: il caso di Suno
Questa mossa non rappresenta un caso isolato, ma si colloca all’interno di una strategia ben più ampia portata avanti da Universal Music Group nel campo dell’IA generativa. L’azienda sta infatti sviluppando un progetto analogo insieme alla piattaforma sonora Udio, oltre ad aver già stretto accordi commerciali con player del calibro di Spotify, Nvidia e Klay.
E non è la sola a sviluppare soluzioni musicali IA. Un esempio lampante è dato da Suno, che ha recentemente lanciato il suo primo modello generativo addestrato su un repertorio completamente autorizzato, grazie agli accordi di licenza stipulati con Warner Music Group, BMG e altri attori dell’industria.
La nuova architettura di Suno, promossa come più rapida, performante e creativa, integra al suo interno anche una speciale modalità “wild” pensata per generare risultati volutamente imprevedibili.
Perché questa mossa potrebbe non essere ben vista dal settore
Perché si teme una mancata tutela verso gli addetti del comparto musicale, oltre che verso gli artisti stessi.
Il rischio è che una diffusione incontrollata di versioni sintetiche possa finire per svalutare l’originalità e la carica artistica dell’opera d’arte, riducendo i brani musicali a semplici blocchi di dati ad uso e consumo degli algoritmi.
Perché se da un lato un approccio regolamentato risulta senz’altro più tutelante, dall’altro l’impiego massiccio di strumenti generativi potrebbe mettere in dubbio elementi chiave come l’identità degli interpreti e la paternità dei pezzi, se non l’effettiva equità nella redistribuzione delle royalties tra case discografiche, sviluppatori software e autori.
Non è di questo parere l’Universal. Anzi, come ha dichiarato Sir Lucian Grainge, Presidente e ceo di Universal Music Group, entrambe le società condividano “la convinzione che un’intelligenza artificiale responsabile possa ispirare nuove scoperte, approfondire il coinvolgimento tra artisti e fan e sbloccare nuove opportunità di guadagno per la comunità creativa“.
Nonostante questi buoni propositi, c’è chi invece sta agendo diversamente, facendo i dovuti distinguo tra ciò che è sintetico e ciò che è umano. Diverse piattaforme social e non (Facebook, Spotify, YouTube…) hanno iniziato a introdurre etichette specifiche per segnalare la natura sintetica delle traccie o degli autori. Addirittura in uno si è scelto persino di penalizzare la visibilità dei cosiddetti “AI slop”, ovvero quei contenuti sintetici di scarsa qualità prodotti in serie.
Perché va bene istituzionalizzare un fenomeno per arginare le violazioni del diritto d’autore, ma è bene mantenere ben distinta l’arte frutto dell’ingegno e della sensibilità umana da quella derivata da processi puramente computazionali.
FAQ
Di una piattaforma sviluppata con ElevenLabs per creare remix, mashup e reinterpretazioni di brani celebri con l’IA, ma solo tramite licenze ufficiali e con il consenso degli artisti coinvolti.
Sì. L’adesione sarà volontaria: ogni artista dell’etichetta potrà scegliere se autorizzare l’uso delle proprie opere nella piattaforma e nei contenuti generati.
Offrirà nuovi modi per co-creare musica, dalle reinterpretazioni ai mashup, fino a esperienze vocali personalizzate. L’accesso al catalogo Universal resterà comunque regolato da accordi ufficiali.
Perché c’è chi teme un indebolimento della tutela per artisti e lavoratori del settore, oltre al rischio di svalutare originalità, identità degli interpreti e corretta distribuzione delle royalties.



















