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SCIENZA

È stato scoperto un nuovo pianeta dalla forma molti bizzarra: sembra un limone

James Webb ha scoperto e analizzato un nuovo pianeta extrasolare, le cui caratteristiche sono uniche: non ha precedenti conosciuti all’uomo

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Nuovo pianeta extra solare NASA, ESA, CSA, Ralf Crawford (STScI)

Un nuovo pianeta extrasolare sta mandando in crisi i modelli di formazione planetaria. Una scoperta frutto del lavoro svolto, ancora una volta, con il James Webb Space Telescope. Le osservazioni condotte hanno rivelato un oggetto dalla massa paragonabile a quella di Giove. Da sottolineare, però, una considerevole differenza: la sua composizione atmosferica non ha precedenti conosciuti all’uomo.

Il suo nome scientifico ufficiale è: PSR J2322-2650b. L’ambiente estremo in cui si trova lo rende decisamente unico. A ciò però si aggiunge, come detto, la chimica della sua atmosfera. È infatti dominata quasi esclusivamente da elio e carbonio, con tracce evidenti di C₂ e C₃ (carbonio molecolare). Vi è inoltre una quasi totale assenza di ossigeno e azoto. Una vera anomalia assoluta, tenendo conto dei circa 150 pianeti analizzati nel dettaglio finora. Nessuno mostra una firma chimica del genere.

L’analisi scientifica e la forma a limone

Nell’atmosfera di questo pianeta potrebbero formarsi delle nubi di “fuliggine”. Più in profondità, il carbonio potrebbe anche condensare in cristalli solidi, ritengono i ricercatori. Ciò darebbe origine a dei diamanti. Un’ipotesi affascinante, a dir poco, che genera molte domande.

La ricerca è stata pubblicata sul The Astrophysical Journal Letters e uno dei coautori ha definito il tutto come uno “shock totale”. Come se non bastasse, si segnala la straordinarietà della natura della stella ospite. PSR J2322-2650b orbita infatti intorno a una pulsar, ovvero una stella di neutroni estremamente compatta, dalla massa simile a quella del Sole, ma compressa in uno spazio grande quanto una città.

Questi oggetti emettono dei potenti fasci di radiazioni ad alta energia. Agli strumenti infrarossi di Webb, però, risultano quasi invisibili. Ed ecco il paradosso: il telescopio spaziale può osservare il pianeta illuminato, senza essere accecato dalla luce della stella.

Il risultato? Uno spettro “pulitissimo”, che consente agli scienziati di studiare l’atmosfera del pianeta con una precisione irraggiungibile nei sistemi stellari tradizionali. PSR J2322-2650b è inoltre a una distanza incredibilmente ridotta dalla sua stella: appena 1,6 milioni di km. La Terra, per fare un confronto, dista circa 150 milioni di km dal Sole. Ciò vuol dire che il suo anno dura appena 7,8 ore e le forze gravitazionali lo deformano fino a dargli una forma particolare: quella di un limone.

L’enigma

Si può quasi accostare questo sistema a quelli cosiddetti “black widow”. Il riferimento è alle coppie in cui una pulsar finisce per erodere e distruggere il proprio compagno. In questo caso, però, il compagno non è una stella. Rientra ufficialmente nella definizione di pianeta (secondo l’International Astronomical Union), essendo al di sotto delle 13 masse gioviane.

L’enigma nasce proprio qui. Non sembra essersi formato come un “pianeta normale”, ma nemmeno come il residuo di una stella smembrata. Nessun meccanismo oggi noto spiega un arricchimento tanto estremo di carbonio. Le ipotesi classiche sono dunque escluse.

Grazie alla sua sensibilità senza precedenti, il James Webb Space Telescope sta mostrando non solo nuovi mondi, ma anche i limiti delle nostre teorie. PSR J2322-2650b è un promemoria cosmico: l’Universo è molto più creativo di quanto immaginiamo.